Studiare con il glossario

Non mi hanno mai convinta del tutto, i detrattori del sapere nozionistico. Ritengo che ci siano alcuni contenuti disciplinari, nello studio della storia dell’arte in particolare, che vadano memorizzati ed assimilati a prescindere dai nuovi scopi (anti-nozionistici, appunto) che l’insegnamento si è dato negli ultimi anni.

Le competenze devono necessariamente basarsi sulle conoscenze e alcune di queste devono essere apprese in maniera piuttosto mnemonica. Non posso, tanto per fare un esempio, riuscire a leggere autonomamente un’architettura sacra se non conosco il significato preciso di alcuni termini come abside, arco trionfale, transetto, matroneo, campata, claristorio, triforio etc. etc.

Insomma, c’è un linguaggio tecnico che deve essere studiato ed appreso senza troppi distinguo. Naturalmente anche per fare questo c’è modo e modo… se le nozioni passano attraverso forme attive di apprendimento (learning by doing) saranno interiorizzate con maggiore facilità e forse pure con una certa soddisfazione.

Per quanto riguarda la storia dell’arte si potrebbe pensare di realizzare un glossario, una raccolta illustrata di tutti i termini dell’arte, da arricchire giorno per giorno con i nuovi vocaboli che si vanno via via scoprendo. Sì, lo so, spesso è già presente nelle note del libro o alla fine del testo stesso, ma vi assicuro che realizzare il proprio è tutta un’altra cosa!

La forma più semplice consiste nella classica rubrica più o meno autocostruita, con le lettere dell’alfabeto sul margine esterno, nella quale elencare le definizioni dei nuovi termini.

Più pratico e flessibile risulta, invece, l’uso di un quaderno ad anelli con separatori alfabetici: è possibile, in questo caso, aggiungere, spostare, modificare le schede a piacimento.

Ma veniamo alle schede di glossario: la sola copiatura dal dizionario o dal libro di testo della definizione del nuovo lemma resta un’operazione poco efficace. Non stimola la memoria visiva, non rafforza la comprensione del nuovo termine.

La cosa migliore da fare sarebbe, dunque, il ridisegno dell’oggetto collegato alla definizione o l’applicazione della sua immagine fotocopiata o stampata dal web. Ad esempio, alla voce “arco” si può realizzare una paginetta con le tipologie principali di archi in architettura.

Data la diffusione anche nelle aule scolastiche di tablet e altri supporti informatici, si potrebbe pensare di realizzare un glossario interamente digitale. Sarebbe rapido da consultare, semplice da riordinare e soprattutto potrebbe essere arricchito di elementi multimediali (audio e video) a supporto delle definizioni dei vari termini.

Di più: un glossario del genere potrebbe diventare un lavoro collaborativo realizzato dall’intera classe su una piattaforma online, liberamente consultabile da tutti gli studenti coinvolti ma anche aperto al resto del mondo! In pratica un Wiki-glossario a cura degli studenti, continuamente aggiornabile in base alle nuove conoscenze acquisite.

Per farlo esistono infinite piattaforme online che forniscono gratuitamente lo spazio e la struttura. L’esempio dell’immagine sottostante è stato realizzato in pochissimi minuti con Wikidot.

In attesa di avere a scuola strumenti gli tecnologici necessari, mi sono industriata a creare un glossario con una piattaforma wiki direttamente nel mio sito (se non sperimento in prima persona non potrei spiegare agli alunni come si fa…).

Si può pensare, poi, di estendere il wiki a tutte le altre discipline ed anche ad altre classi in modo da creare una grande enciclopedia autoprodotta dalla scuola sempre in divenire. In pratica un “work in progress” collaborativo con cui poter attuare finalmente la strategia della flipped class.

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15 Risposte

  1. Daniele ha detto:

    Buona l’idea in sé del glossario, specialmente se i ragazzi hanno a disposizione, attraverso internet, molti esempi: troppo spesso, con la predominanza dell’apprendimento verbale e prescrittivo, imparano elenchi di parole senza preoccuparsi del significato. (tendenza che si è acuita con la moda della “mappe”).
    Sono perplesso circa il ridisegno. Mi sembra, soprattutto, che richieda troppo tempo in relazione ai benefici ottenuti edue ore alla settimana sono poche. Ho provato molto tempo fa (insegno alle medie) e mi è parso che, anche per una sola unità didattica, il tempo sottratto al disegno che aiuta a crescere era troppo. Quando ho ereditato in seconda o in terza classi che avevano finalizzato il disegno prevalentemente all’apprendimento della storia dell’arte, ho trovato che erano molto indietro nelle concezioni spaziali e, di conseguenza, generalmente afflitti da inibizione espressiva. Si può copiare, infatti, senza capire la forma che stiamo riproducendo, mentre disegnare è un modo di pensare… di capire.
    Nel secondo quadrimestre in terza, quando un percorso espressivo, in vari modi, secondo le differenza di ognuno, è stato fatto, li lascio copiare opere di arte contemporanea. Però quelli davvero bravi inventano secondo le modalità degli stili esaminati.

    • didatticarte ha detto:

      Grazie per questa riflessione.
      Alle scuole secondarie superiori è un po’ diverso. Lì il ridisegno di facciate, rosoni e ordini architettonici è fondamentale.

    • fabrizio bartoli ha detto:

      stesso pensiero – incredibile coincidenza – io spazio su efl/ict ma vorrei fare proprio un dbase/dizionario visuale delle risorse utilizzabili o create dagli studenti, aggiornabile, espandibile all’infinito, condivisibile via web e partecipabile a chiunque voglia collaborarci, ma sto ancora meditando sullo strumento

      • didatticarte ha detto:

        Non so se le risorse (tipo documenti pdf, presentazioni ppt e altro) si possano caricare su un wiki. Forse puoi creare una sorta di portale con una sezione risorse, una con il glossario visivo etc. etc.

  2. ciro ha detto:

    Ottima l’idea, è uno spunto di lavoro che mi convince soprattutto nel suo sviluppo collaborativo; io credo fermamente nell’apprendimento cooperativo. Naturalmente è un punto di partenza che va adattato alla situazione reale nelle quale ogni insegnante si trova ad operare. Credo anche che noi insegnanti delle discipline artistiche dovremmo fare uno sforzo per utilizzare di più la multimedialità come serio strumento di apprendimento e di approfondimento… su questo versante c’è ancora molto da are, troppo!

    • didatticarte ha detto:

      È vero, c’è tanto da fare e il tempo non è mai abbastanza… figurati che ogni anno sono costretta a tagliare drasticamente sul programma di storia dell’arte! Bisognerebbe riuscire a lavorare sulla multimedialità in orari extrascolastici.
      Ci proveremo!

  3. ciro ha detto:

    ps: Ho sempre desiderato trovare un/a collega come te… per ora mi devo accontentare dell’incontro virtuale… grazie per tutto il lavoro che fai e che condividi!

    • didatticarte ha detto:

      Grazie a te, è un piacere 😀

      • Elisena ha detto:

        Nel passato ho fatto utilizzare la rubrica per annotare termini e significati ma non sempre con successo, qualcuno la dimenticava altri la perdevano e alla fine risultava inutile e solo pochi aggiornavano. Bellissima l idea di creare un glossario con grafici su una piattaforma.. grazie dei suggerimenti

      • didatticarte ha detto:

        Grazie a te 🙂

  4. Fernando Fioriti ha detto:

    Sono interssattoper lavoro e studio sul glossario. Cercherò di contribuire al lavoro sul glossario.

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    […] Studiare con il glossario | DidatticarteBlog […]

  2. 20 ottobre 2013

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  4. 15 maggio 2015

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