I dieci comandamenti per una presentazione perfetta

Ecco la nota dolente di tanta didattica digitale: la presentazione! Sappiamo già come motivare la classe allo studio della storia dell’arte, conosciamo come rendere efficace una lezione ma possiamo rovinare tutto con un pessimo PPT

Qui vorrei dare alcuni suggerimenti per un’impaginazione efficace delle nostre slide. Senza entrare nel campo del graphic design avrei una decina di indicazioni per rendere visivamente accattivante qualsiasi presentazione. Ovviamente do per scontato che i contenuti siano validi, comprensibili e ben organizzati

Per capire meglio come applicare queste regole, riporterò alcune immagini relative alle presentazioni raccolte tra le mie risorse di storia dell’arte.

N. 1 – POCO TESTO IN OGNI SLIDE

Il testo da inserire in una slide deve essere la sintesi di ciò che direste a voce. Se la presentazione non deve servire agli studenti per studiare quell’argomento, non è necessario trascrivere il testo completo. Anzi, è controproducente: l’ascoltatore è tentato di leggere la schermata piuttosto che starvi a sentire. Inoltre è molto sgradevole ascoltare un oratore che ripete integralmente le stesse parole delle sue slide… tanto vale che ognuno se le legga per conto suo scaricando la presentazione sul proprio computer!

Dovete inserire pochissime frasi, con pochi incisi, sintetiche e separate tra loro da un’interlinea maggiore. La slide apparirà più chiara e leggibile. Se ci riuscite potreste evitare del tutto il testo… essendo esperti della comunicazione visiva dovremmo sapere che un’immagine vale più di mille parole!

N. 2 – COLORI FUNZIONALI ALLA LEGGIBILITÀ

Non usate sfondi dai colori improbabili con sfumature iridescenti. Confondono la visione e spesso risultano anche volgari. Io propongo due alternative: fondo bianco con testo scuro o fondo scuro con testo bianco. Occorre sempre garantire un buon contrasto tra figura e sfondo altrimenti la leggibilità diventa difficile e la distrazione subito in agguato.

Per migliorare ulteriormente il contrasto tra il testo e lo sfondo si può aggiungere un’ombra sfumata al di sotto del testo. Questo apparirà così “staccato” dalla pagina e salterà all’occhio maggiormente.

N. 3 – MARGINI ATTORNO AL TESTO E ALLE FIGURE

Rispettate sempre i giusti margini tra il testo e i bordi della slide e tra testo e figure. I vuoti devono essere ben equilibrati con i pieni. Ogni elemento della pagina deve poter “respirare“. Cercate di stabilire una distanza standard e di rispettarla in ogni slide. Stabilite anche delle posizioni e distanze per il titolo, per il testo e per le didascalie.

Spesso non è semplice attuare queste regole con PowerPoint o altri software similari perché non nascono come strumenti per l’impaginazione grafica ma, con qualche attenzione in più, si può comunque cercare di ottenere un risultato professionale.

N. 4 – SCELTA DEI CARATTERI TIPOGRAFICI

La scelta di un font leggibile, delle giuste dimensioni è fondamentale. Nel caso di testi brevi  risultano molto leggibili i caratteri senza grazie come Arial, Futura, Helvetica etc. È meglio evitare font svolazzanti, così come è opportuno scegliere non più di due font per tutta la presentazione.

È importante verificarne lo spessore all’interno della slide. Se utilizzati con un corpo troppo piccolo il testo sarà illegibile a distanza e apparirà fastidiosamente fitto.

Quando impaginiamo una slide non dobbiamo considerarla una pagina A4 in orizzontale ma una sorta di cartellone pubblicitario. Immaginiamo di guardarla da lontano: cosa sarò in grado di distinguere? Ci accorgeremo allora che scrivendo con un corpo 12 non si leggerà più nulla; meglio usare un 18 per il testo e un 24 per il titolo scegliendo anche le versioni in grassetto, se occorre.

Mai cambiare corpo in ogni slide solo perché abbiamo più testo e vogliamo farlo entrare tutto! Meglio dividere il testo in due o più pagine…

N. 5 – EVIDENZIARE LE PARTI IMPORTANTI

Cercare di sfruttare al massimo il potenziale visivo della scrittura. In ogni frase individuate una o due parole-chiave e scrivetele in grassetto, magari cambiate loro pure il colore. L’osservatore, così, non perderà tempo a leggere il testo della vostra slide ma si concentrerà sui termini che voi volete che legga.

Aggiungete frecce, box e riquadri per indirizzare maggiormente la lettura sulle frasi più importanti. Ricordatevi che la memoria visiva è più efficace di quella uditiva: fate leva su questo elemento per facilitare la memorizzazione di un testo.

N. 6 – USO DELLA GABBIA DI IMPAGINAZIONE

Questa è roba da grafici, lo so. Ma non è difficile capire come usare le gabbie nelle proprie presentazioni. Cercate di stabilire dei margini fissi a destra e sinistra. Magari inserite una banda inferiore o  superiore (o entrambe) per riportare in ogni slide il titolo della lezione, il vostro nome, la materia, l’anno scolastico e tutte le informazioni che completano la presentazione.

Stabilite una posizione fissa per le figure (a destra, a sinistra, in basso) in base alla loro forma e al loro numero. Quando sfogliate le vostre slide queste devono essere coerenti nella loro sequenza, non bisogna creare degli impaginati troppo diversi tra l’una e l’altra altrimenti l’osservatore dovrà fare lo sforzo di riorganizzare il percetto di volta in volta.

N.7 – EFFETTI SPECIALI

Evitate come la peste le fantasiose transizioni tra le slide che il vostro software vi propone. Sono effetti disturbanti, poco eleganti e, in alcuni casi, decisamente pacchiani. Preferite una tranquilla dissolvenza o, molto più semplicemente, non applicate nessuna transizione.

State attenti anche alle frasi che entrano via via nella slide mentre parlate… se proprio volete usare questo effetto (magari perché state facendo un elenco) dovete riuscire ad essere ben coordinati con le parti di testo che vanno apparendo evitando tuttavia, come già detto nel punto 1, di dare l’impressione che stiate leggendo le vostre slide. In ogni caso non fate entrare le frasi da tutti i lati, meno che mai facendo saltellare le parole o facendole ondeggiare. Riuscirete solo a distrarre il vostro pubblico definitivamente!

Se ci tenete molto al dinamismo della vostra presentazione forse è il caso che lasciate perdere le classiche slide e montate i vostri contenuti in una struttura come quelle di Prezi. In quel caso l’effetto dinamico delle transizioni ha un senso perché si muove lungo un disegno più generale. Ma quella è tutta un’altra storia…

N. 8 – APERTURA CON INDICE O MAPPA 

Dal punto di vista dell’ars oratoria è molto efficace presentare fin dall’inizio i contenuti generali del nostro discorso e gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Cosa c’è di meglio, allora, che inserire subito un elenco dei punti che tratteremo o, addirittura, una mappa degli argomenti che ne mostri anche le reciproche relazioni?

L’ascoltatore saprà orientarsi meglio durante la nostra trattazione, troverà più facile seguire il nostro filo conduttore, si sentirà accompagnato nel percorso che vorremo fargli conoscere. Questo metterà a suo agio sia il pubblico che l’oratore.

N. 9 – IPERTESTUALITÀ

Se le slide sono organizzate sotto forma di ipertesto la loro lettura diventa più ricca ed individualizzata. Si può saltare da un argomento all’altro senza sfogliare tutte le slide interposte; si può organizzare una sequenza di volta in volta differente.

Per rendere chiaro il funzionamento dell’ipertesto occorre creare una mappa iniziale (magari la stessa indicata al punto precedente) fatta in modo che si possa cliccare su ogni argomento (quindi interattiva) per poter andare direttamente alla slide corrispondente. Al termine della lettura si deve inserire un tasto che consenta di tornare alla mappa di partenza per andare ad un nuovo argomento. Inoltre, anche all’interno delle varie slide, ci possono essere dei link diretti ad altre pagine correlate alle quali andare senza passare per la mappa.

Insomma, la nostra presentazione deve poter diventare un piccolo mare in cui navigare.

N. 10 – IMMAGINI

Occorre sfruttare al massimo le immagini e la loro forza comunicativa. Come già detto al punto 1 possiamo, anzi dobbiamo, ridurre il testo al minimo a favore della comunicazione visiva. Se vogliamo mostrare le peculiarità iconografiche di un’opera perché non farlo con una linea del tempo nella quale sono collocate le altre versioni dello stesso tema? Se vogliamo spiegare un concetto spaziale perché non farlo in modo grafico?

Possiamo confrontare opere, fare delle zoomate sui particolari, indicare strutture compositive… insomma non c’è concetto che non possa essere visualizzato con un’immagine o una schematizzazione apposita.

Le immagini sono il punto di forza della nostra materia. Se non le usiamo noi chi dovrebbe farlo?

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23 Risposte

  1. GiBi Peluffo ha detto:

    Sono un fotoreporter e sono molto interessato alla cultura visiva. Tengo corsi di fotografia da oltre vent’anni ed ho apprezzato questi consigli che in alcuni casi sono conferme del mio metodo di insegnamento. Mi pare di poter dire che siano validi anche per impostare brochure e locandine. Grazie!

  2. Miriam ha detto:

    Concordo in toto. Solo l’ombra sotto il testo mi trova contraria per l’esperienza negativa fatta. Ma è un dettaglio, mentre per tutto il resto è pienamente condivisibile. Ottimo lavoro; lo terrò nel mio archivio testi da destinare a quei clienti riottosi che credono che solo le loro idee siano quelle giuste, solo perché “clienti”. Grazie.

  3. Tobina ha detto:

    VIVA PREZI!!! 😉 i ragazzi restano sempre a bocca aperta…

  4. Paolo ha detto:

    Ottimo! Punti importanti e spiegati bene, complimenti.
    Aggiungerei che chi ha la “fortuna” di trattare di arte visiva …. potrebbe lasciare proprio all’arte più spazio sui supporti visivi e privilegiare l’opera al testo (lasciando all’oratore il suo ruolo di integratore di informazioni).

  5. antonio giordano ha detto:

    Cara prof Pulvirenti, è da molto che apprezzo ciò quel fai per i docenti, per l’arte, per i ragazzi. Ti ammiro, ti ringrazio e copio le tue schede.
    Ottimo questa nuova scheda. Che condivido come impostazione e ragionamento.
    Mi permetto solo di aggiungere che a volte, è meglio presentare la scheda, le immagini, e inizialmente far parlare i ragazzi. Solo poi intervenire come docente. Verifichi così immediatamente conoscenze pregresse e aquisite. Confronti le capacità di critica e di dialogo. E il soggetto è la classe, loro, i ragazzi (e).
    antonio giordano

    • didatticarte ha detto:

      Grazie per l’apprezzamento, Antonio. In classe uso le slide parzialmente. Facciamo schemi alla lavagna e navighiamo molto tra le immagini di Google, guardiamo video e lavoriamo su attività pratiche.
      Questo post riguardava essenzialmente le questioni di leggibilità delle presentazioni al di là del loro utilizzo pratico. Sul metodo didattico ho scritto Cinque regole per realizzare una lezione efficace 🙂

  6. Anto ha detto:

    Un argomento molto utile per chi vuole creare slide accattivanti. Le gabbie é la parte piu complessa

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