Artelogia, la storia dell’arte in cinque volumi

Vi ricordate di Artelogia, il libro di testo uscito l’anno scorso per Zanichelli? Quello era in tre volumi, pensato soprattutto per le scuole superiori in cui la storia dell’arte si studia (ahimè…) solo al triennio. Quest’anno, invece, esce Artelogia in cinque volumi, un manuale ancora più completo e aggiornato, con una curvatura verso l’architettura, la rappresentazione e la tutela del patrimonio.

La differenza inizia già dalle copertine: non più i volti di profilo ma una sequenza di alberi che vanno dall’arte mesopotamica al Novecento divisi a metà, per raccontare – attraverso il confronto – due estremi cronologici o stilistici del periodo trattato nel volume.
Non è stato semplice scegliere un tema adatto: a parte il corpo umano, pochissimi sono i soggetti che percorrono tutta la storia dell’arte senza soluzione di continuità (ma il Novecento spariglia sempre tutti i percorsi). L’albero, invece, ha attraversato tutti i secoli, sia come sfondo che come protagonista, forte della sua carica simbolica e della sua presenza scenica.

Ma le novità più sostanziose, ovviamente, sono all’interno. Tra le tante, gli approfondimenti sulle piazze italiane. Non quelle di De Chirico, che stanno nel loro bravo capitoletto, ma quelle delle grandi città, dalle più antiche alle contemporanee, dal sud al nord.

È un’idea che mi è venuta quando mi sono resa conto, in particolare, che gli edifici e le sculture di piazza della Signoria a Firenze tornavano ripetutamente in più capitoli, ma non c’era mai un posto dove scoprire che tutte quelle opere si trovano nello stesso luogo e come si relazionano tra loro.
Con una vista aerea della piazza e una schedatura delle opere presenti, tutto appare più chiaro: le stratificazioni, le scelte urbanistiche, gli equilibri di potere, l’immagine di una società.

Ce ne sono ben dodici, distribuite nei cinque volumi. Da piazza delle Erbe a Padova a piazza Ducale di Vigevano, da piazza del Plebiscito a Napoli a piazza Navona a Roma. E poi Verona, Brescia, Bologna, Siena, Venezia e Milano.

Assieme ai musei, le piazze possono essere considerate dei preziosi contenitori d’arte e costituiscono, al pari dei luoghi espositivi, un importante tassello nei percorsi di educazione civica.

Allo stesso scopo si trovano numerose schede che riguardano il restauro e le tematiche sulla conservazione dei beni culturali, pagine che aiutano a comprendere quali siano i rischi che corre il nostro patrimonio, cosa si è fatto in passato e cosa si fa oggi.

Pagine come queste ci svelano che spesso le architetture che possiamo ancora ammirare in tutta Europa sono il frutto di rimaneggiamenti più o meno legittimi.

Operazioni che, a loro volta, raccontano l’evoluzione del pensiero riguardo il concetto di restauro. Oggi, per esempio, non si farebbero più gli interventi che si praticavano solo cento anni fa.

Un’altra novità è il tema della rappresentazione architettonica. Si tratta di un percorso non strettamente artistico ma che testimonia lo sforzo compiuto nei secoli per documentare in modo scientifico il mondo reale intrecciandosi volentieri con la creatività e la manualità, dunque con l’arte.

Dei tre volumi di Artelogia è rimasto praticamente tutto: i confronti per capire cosa cambia da un secolo all’altro e per cogliere lo stile di un autore, i percorsi iconografici sui temi più disparati, le schede con l’arte di altre civiltà, le artiste (che adesso arrivano a trenta). Ma ci sono molte più pagine sull’architettura. Quella islamica, a cui è dedicata una sezione apposita, quella del Basso Medioevo e di tutti i secoli seguenti, fino al Novecento.

Il taglio è sempre quello di Artelogia ma anche di Artemondo: le opere non sono semplicemente descritte, ma raccontate da tanti punti di vista, quelli storici, quelli stilistici, quelli sociali, quelli tecnici e anche quelli degli altri artisti che hanno immortalato le stesse architetture.

Si sono arricchite anche le pagine di chiusura, con nuovi esercizi dedicati al disegno tecnico e all’educazione al patrimonio.

Anche stavolta avrei voluto descrivervi ogni singola pagina, perché dietro ogni rigo c’è la passione di scoprire e di raccontare, ma ho dovuto fare una selezione. Quelli che ho pubblicato, dunque, sono solo alcuni esempi dei nuovi materiali che si possono trovare su Artelogia. 
Come sempre ringrazio la squadra Zanichelli al completo, perché dietro un libro di testo ci sono decine di professionisti che collaborano con l’autore per la riuscita dell’opera. In particolare Marina Di Simone, la mitica responsabile editoriale dell’area umanistica, e Valentina Marano, la mia vulcanica editor. L’elegante grafica, come per i tre volumi, è di Riccardo Falcinelli.

Non mi resta che augurarvi buona lettura!

 

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10 Risposte

  1. Alessandra ha detto:

    Salve, quando sarà possibile acquistarli?

  2. Luca Fortuni ha detto:

    Emanuela come si fa a convincere il collega di dipartimento che ha fatto l’accademia a passare dal Cricco di Teodoro ad Artelogia??
    Ciao Luca Architetto

    • Ciao Luca, la tua richiesta mi lusinga e mi imbarazza contemporaneamente…
      “Itinerario nell’arte” è un ottimo testo e l’unico consiglio che posso darti è di fare voi stessi il confronto scegliendo un argomento e osservando come viene affrontato nei due testi in modo da poter scegliere quello che sentite più affine alla vostra visione e al vostro metodo di insegnamento.

  3. Francesca ha detto:

    Complimenti Emanuela!!!Per questa tua nuova creatura:Artelogia.Mi piace moltissimo la sezione dedicata alle piazze con relative quinte architettoniche.Era un tema che trattavo anch’io e che mi conquista sempre.

  4. Luisa ha detto:

    Che meraviglia Emanuela e anche una bella pensata suddividere in cinque volumi.
    Non è che hai in programma anche il restyling di Artemondo?
    Un abbraccio.

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