Quando l’arte va a dormire

Sarà per la mia cronica carenza di sonno, ma ultimamente mi sono appassionata (chiaramente per invidia) a tutte quelle figure di dormienti nell’arte. E sembra che me lo facciano apposta… dormono tutti!

Dormono gli dei dell’Olimpo e le donne comuni, dormono cani e gatti (ma anche porci…), dormono i puttini e i Gesù Bambini, le donne di Tahiti e le zingare dei sogni, i vecchi e le odalische. Tutti tranne me!

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Prendiamo Arianna. Quella che diede a Teseo il famoso filo per uscire dal labirinto del Minotauro. Quella che poi fu portata nell’isola di Nasso da Teseo vittorioso.

Ecco, mentre lei dormiva profondamente, quel grandissimo figlio di… Etra la abbandonò scappando per mare (da qui il detto “piantare i-n-asso”).  E lei continuava a dormire beata!

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Dormiva nelle sculture classiche e dorme ancora nei quadri di De Chirico, al centro di silenziose piazze metafisiche.

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Ma Arianna non è l’unica bellezza mitologica che dorme da millenni. Anche Venere passa gran parte del suo tempo a ronfare in mezzo alla natura. Però le immagini più belle non sono classiche ma rinascimentali, prima fra tutte la tela di Giorgione del 1507.

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La dea che sonnecchia è stata poi ripresa in mille varianti: con o senza Cupido, immersa nel paesaggio o al chiuso di una stanza e persino distesa sotto un baldacchino, al centro di una lunga prospettiva surrealista.

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Il filone comprende anche le tante “bellezze dormienti” di ogni epoca. Sensuali e raffinate dormono dove capita del sonno profondo dei giusti (e pensare che io dormo male pure nel mio letto!).

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Qualcuna addirittura continua a dormire passeggiando sui cornicioni, altre riescono a crollare accovacciate a terra, tra i rami di un albero o penzolanti su un’amaca (… e la mia invidia cresce).

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Solo i bambini sono capaci di fare altrettanto…

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… e i cuccioli degli animali.

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Ad ogni modo, di donne più o meno belle placidamente addormentate, è piena la storia dell’arte…

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Chissà perché, invece, i maschi dormienti sono molto più rari?! Forse è una “debolezza” che non si addice all’uomo? Allora forse si spiega perché sono immersi nel sonno più che altro satiri ubriachi ed ermafroditi

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O forse perché un uomo addormentato (vedi Oloferne o Argo) può rischiare anche la vita?

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Il sonno infatti, se da un lato offre la vista di un corpo rilassato e spesso voluttuoso, dall’altro porta con sé insidie e turbamenti. Per Francisco Goya, ad esempio, il sonno della ragione genera mostri (1799)…

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Per Heinrich Füssli (1781) il sonno porta gli incubi peggiori!

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Il sonno può raccontare il dramma della guerra come nelle immagini dei tunnel della metropolitana di Londra pieni di sfollati nei disegni di Henry Moore (1941-1946).

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Un sonno agitato, tormentato dagli incubi, oppure movimentato da un rapporto amoroso, lascia tracce anche dopo il risveglio. È così che un letto disfatto riesce a raccontare tante cose…!

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Ma come si dorme oggi nell’arte? Ce lo raccontano soprattutto i fotografi, capaci di catturare gesti di grande dolcezza e assoluta spontaneità.

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A questo proposito una mostra delle camere da letto degli italiani (con tanto di abitanti più o meno dormienti) è attualmente in corso nel padiglione Eataly dell’Expo. Vedere così tanta gente immersa nel sonno mi sta quasi contagiando…

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Anzi, sapete che vi dico? Mi è venuto proprio sonno… ne approfitto e vado a dormire.

Buonanotte!

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26 Risposte

  1. Francesca Migneco ha detto:

    E’ anche vero che quando dormiamo stiamo fermi per almeno 20 minuti E il povero pittore o scultore può almeno fare uno schizzo.C’è anche che,mentre dormiamo, non chiediamo pause non creiamo seccature,non attacchiamo con proteste sindacali o domande angosciose (“Cosa vuoi da mangiare?” “carne o uova? patate o insalata?”, metto il vestito nero o il rosso? E gli accessori? “ma… hai comprato il pane?”)Niente dorme e non rompe…magari quando si sveglia è più dolce e propensa….

  2. Francesca Migneco ha detto:

    Quanto a te,dolcissima:ma lo sai quanto tempo perdiamo noi dormiglioni? Quante cose avremmo potuto fare…e invece…se non dormivo almeno 9 ore mi veniva mal di testa. Ora no.La vecchiaia mi ha regalato queste ore in più,maggiori capacità di non stancare la mia preziosa mente,memoria,tempo…Proprio ora che mi hanno messo di forza in pensione mi vengono idee creative,capacità di sintesi e di collegamento raddoppiate…Mi hanno sempre soprannominata “Treccani”,nei quiz di intelligenza prendo il massimo,anche ora, ma è tardi:Ti abbraccio…ah:sei lucciola o allodola?

  3. Donatella ha detto:

    Ho sempre pensato che l’abbondanza di soggetti femminili fosse dovuto al legame tra pittore e modella, mi sembra di ricordare che si reclutavano per strada o nelle osterie… e per quanto riguarda la postura anche un po’ alla comodità della modella che deve stare ferma a lungo!

  4. Luz ha detto:

    Un repertorio ricchissimo… complimento per averlo accuratamente reperito!
    P. S. Ho consigliato il tuo sito a una mia collega di scuola, che insegna Educazione artistica. Ha voglia di modificare il suo approccio didattico con gli alunni e quale sito migliore di questo per raccogliere suggerimenti?

  5. Mahee Ferlini ha detto:

    Post veramente interessante!!Il repertorio che hai scelto ben articolato e ricco! I tuoi post sono molto interessanti e non banali. Grazie 🙂

  6. Giuliana ha detto:

    Complimenti Professoressa per la sua passione che sa trasmettere in modo originale, fuori da schemi e stereotipi da programma ministeriale. I temi trasversali sono sicuramente un approccio affascinante per gli studenti che riescono a fare da soli rimandi e collegamenti. Splendido lavoro e splendido sito!

  7. Selenia ha detto:

    Complimenti vivissimi per quello che fate e per questo articolo . Ironico e ben fatto.

  8. Melania ha detto:

    sempre bravissima!!grazie

  9. Francesco Semeraro ha detto:

    Bellissima rassegna di immagini forti nella loro placida/tormentata semplicità e inquietudine.

  10. PdZ ha detto:

    Bellissima anche questa galleria tematica! E’ un metodo di lavoro che amo particolarmente: raccogliere immagini su un tema “banale” o semplicemente una parola (oggetto o concetto) come punto di partenza per costruire. E si può costruire veramente di tutto (percorsi nella storia dell’arte, mostre, racconti, itinerari in città e nel territorio, percorso in un museo, infografiche, rielaborazioni in ogni campo della creatività artistica e umana, ecc. ecc.). Alla galleria di immagini vorrei aggiungere il leone di Canova per il monumento funebre a Maria Cristina d’Austria (ripreso dagli allievi per il monumento del maestro nella basilica ai Frari di Venezia) e quelli all’ingresso del cimitero monumentale di Brescia, il Vantiniano. Sono leoni dormienti e sognanti, un atteggiamento innocuo e tenero.
    Grazie! Patrizia

  11. Gianfranco ha detto:

    Il sogno di Chuang Tzu — Jorge Luis Borges
    “Chuang Tzu soñó que era una mariposa. Al despertar ignoraba si era Chuang Tzu que había soñado que era una mariposa, o si era una mariposa que soñaba ser Chuang Tzu.”

  12. Gianfranco ha detto:

    A volte le parole… dicino molto se ascoltate. Non colpisce che in spagnolo ” sueño” sia usato indifferentemente per “sonno” e “sogno”?

  13. Gianfranco ha detto:

    “We are stuff as dreams are made on…” Ripeto le profonde parole che Shakespeare mette in bocca a Prospero nella più bella, più poetica e mortalmente triste delle sue commedie. Siamo fatti della stessa stoffa di cui son fatti i nostri sogni: e dunque, per reciprocità, tessiamo i nostri sogni con la sostanza di cui siamo fatti. L’istintiva inquietudine del poeta sembra dunque penetrare più a fondo del sapere dei saggi, che da secoli gira intorno alla sospettata verità, senza osare darle una formula positiva. Non sarà forse perché, lungi dal gettare nel pozzo dei misteri la sonda sperimentale capace solo di intorbidire le acque, il poeta, chinandosi sulla tersa superficie, riesce a scorgere il cielo che vi si riflette e in esso la grande soluzione? …
    Libro di sogni, Jorge Luis Borges

  14. Gianfranco ha detto:

    « Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita. »
    (Prospero: atto IV, scena I.) La Tempesta

  1. 29 dicembre 2016

    […] as a topic in art: article on […]

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