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10 Risposte

  1. sergio la carbonara ha detto:

    Complimenti,brava prof.,come al solito non ti risparmi.Sintetizza benissimo il tuo sempre più ricco blog.Con quale programma è stato realizzato?Ne farò tesoro per studiare il logo della scuola che dovrò introdurre con un regolamento specifico.spiegando appunto la genesi di un marchio.

    • didatticarte ha detto:

      Grazie Sergio 😀
      Ho realizzato il marchio con Adobe Illustrator. Si tratta di un software non gratuito, acquistabile però con licenza docenti (piuttosto vantaggiosa).
      Se vuoi un open source puoi utilizzare Inkscape. Ci lavori in vettoriale come Illustrator ed ha più o meno le stesse caratteristiche.
      Buon lavoro!

  2. sergio la carbonara ha detto:

    Grazie,
    avevo letto infatti che avevi utilizzato Adobe,devo chiedere un preventivo per docenti? Fammi sapere quando dovrò far spendere al mio DSGA :(, Intanto comincerò a smanettare con inKscape.

  3. Alessandra ha detto:

    Bello il nuovo logo… ma tu lo chiami marchio, c’è differenza?
    Hai descritto il suo iter di creazione in modo impeccabile, come al solito. La prima cosa che mi ha colpito nel tuo blog è stata proprio la professionalità. All’inizio pensavo ci fosse dietro un team di persone, ma in seguito ho capito che c’è solo una giovane donna, anche se paurosamente 🙂 professionale.

    • didatticarte ha detto:

      La differenza è sottile: il logotipo (detto brevemente logo) è il nome stesso dell’azienda utilizzato come marchio (tipo la Coca-Cola), il marchio può essere anche un simbolo estraneo al nome… Nell’uso comune comunque vengono chiamati tutti logo.
      Grazie mille per i complimenti!!!

  4. Elisa ha detto:

    … direi che il risultato è ottimo! Ho trattato anch’io una lezione sulla progettazione grafica di un logo con i ragazzi di seconda media, è un argomento che li ha interessati poiché sono sommersi da marchi e conoscerne l’origine li ha resi più “esperti”!! A presto!

  5. Concetta ha detto:

    Bravissima! Finalmente il delicato e complesso lavoro di elaborazione spiegato ai: “che ce vo’?”. Ottimo post, lo condivido subito.

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