Signor Bernini, la posso intervistare?

Un nuovo compito per i ragazzi di quarta. Un’intervista immaginaria a Gian Lorenzo Bernini che riesca a mettere in luce la sua poetica e le sue opere maggiori.

Ma perché non fare semplicemente un test con domande mirate a capire quanto hanno studiato? Perché a me interessa andare oltre quelle conoscenze, spesso superficiali e non davvero comprese. Perché mi piace dare ai miei studenti l’opportunità di misurarsi con le proprie capacità comunicative e narrative, con sfide nuove che richiedano creatività.

Naturalmente non li ho mandati allo sbaraglio. Un compito completamente nuovo (per loro) può disorientare se non viene presentato un modello di riferimento. Di contro, a volte succede che il modello tenda ad ingabbiare la creatività: lo studente si convince di dover fare un lavoro uguale e non riesce più ad esprimersi in modo originale.

Personalmente credo che il primo rischio sia sempre maggiore del secondo, per cui ho dato ai ragazzi alcune interviste impossibili tratte dall’omonimo programma radiofonico della Rai del 1973-75.

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Come altro esempio ho dato un vecchio articolo con il mio dialogo improbabile con Piero Manzoni. E poi alcuni suggerimenti: siate sciolti, niente interviste ingessate, e soprattutto fate le domande in modo da far dire al nostro Gian Lorenzo ciò che caratterizza la sua arte.

La logica è la stessa del compito di storia dell’arte fatto alcuni mesi fa in terza. Ma in questo caso la valutazione tiene conto di tre fattori: naturalezza del dialogo, correttezza dei contenuti, completezza delle informazioni.

Ecco alcuni passaggi scritti nelle interviste. Qui emerge la rivalità con Borromini.

Visti gli apprezzamenti da parte dei pontefici, di quale opera va più fiero?

Per quanto riguarda le mie doti di scultore, l’opera di cui sono più orgoglioso è senza dubbio il baldacchino di San Pietro.

La scultura realizzata insieme a Borromini…

Non fate il suo nome, vi prego. Non potete paragonarmi a quell’artigiano. Per fortuna sono riuscito a sbarazzarmi di lui.

Qua svela il trucco della luce nell’Estasi di Santa Teresa.

… l’Estasi di Santa Teresa sembra quasi riportarti in teatro. Come hai fatto?

Credo che il trucco sia quello di riuscire a confondere il piano ideale della scultura con il piano illusorio della pittura.

Addirittura! In parole povere?

Ho progettato una finestra occultata dietro il timpano per dare un effetto teatrale della luce. la luce, inoltre, sembra materializzarsi attraverso i raggi in bronzo dorato posti dietro la scultura.

Nell’opera hai aggiunto anche i committenti, geniale!

Ah sì, la famiglia Cornaro. Mi hanno stressato pur di essere presenti nel mio capolavoro.

Qui Bernini rivela il funzionamento ottico di piazza San Pietro.

Qual è l’opera più grande che ha realizzato usando anche la prospettiva?

Senza dubbio il colonnato di piazza San Pietro.

Perché?

Per colpa di quel Maderno la cupola di Michelangelo non era più visibile. Ma grazie a me tutto si è risolto. Usando la prospettiva rallentata spingo i fedeli a rimanere nella piazza ellittica da dove la cupola è ancora visibile e sembra abbastanza vicina; in questo modo non bisogna avvicinarsi maggiormente.

Ho permesso ai ragazzi, che hanno lavorato in coppia, di usare anche il libro e gli appunti presi a lezione. Un grande aiuto ma anche una difficoltà in più perché rende complicato cambiare registro linguistico.  Passare dallo stile saggistico, formale e descrittivo, a quello colloquiale è stata una delle maggiori difficoltà. Così come è stato difficile evitare la tentazione di fare domande del tipo “descrivici questo, descrivici quest’altro” alle quali far seguire testi lunghi e poco invitanti, lontanissimi dal ritmo che hanno oggi le interviste.

Come primo esperimento però sono soddisfatta: in un’ora abbiamo analizzato alcune interviste impossibili, ripassato tutto Bernini, trovato le cose più importanti da dire, lavorato in modo cooperativo, creato un dialogo immaginario, manipolato lo stile espressivo e messo un pratica un ‘compito di realtà’.

Ammazza! Direbbe Bernini…

 

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22 Risposte

  1. ERIKA TRAISCI ha detto:

    Davvero un bel lavoro! Complimenti per l’idea e per averla proposta e realizzata. E complimenti ai ragazzi per ciò che ha riportato!

  2. Simona ha detto:

    Veramente un gran bel lavoro!
    Sarebbe bello poter incontrare più insegnanti cosi appassionati nella scuola! Grazie

  3. Eug ha detto:

    Ciao. Bella idea 🙂
    Volevo sapere come hai organizzato la cosa nell’atto pratico con la tempistica: gli studenti hanno prima scritto le interviste ognuno per conto proprio in un’ora in classe al posto della solita verifica? Poi in un’altra ora avete fatto analisi delle interviste, ripasso, dialogo, ecc. ?

    • No, i ragazzi hanno lavorato in coppia facendo tutto nell’ora di storia dell’arte. Questo, tra l’altro, aiuta ad essere sintetici: l’intervista non doveva essere più lunga di una pagina e mezza di quadernone.
      Poi le hanno consegnate e io le ho riviste tutte a casa segnando i punti non risolti, le lacune, gli inceppamenti. Domani le riporterò a scuola e ne discuterò gruppo per gruppo, dopo aver dato delle indicazioni generali su come hanno svolto l’attività.

  4. Sonia ha detto:

    Anch’io sto facendo fare le interviste impossibili e dialoghi tra artisti. Mi piacerebbe farti vedere i lavori dei miei studenti ed avere il tuo parere. È la prima volta e sicuramente dovremo perfezionarci. Per il momento imparano divertendosi…ed io con loro!
    Cordiali saluti
    Sonia

  5. Salvatore Bonincontro ha detto:

    Se i tuoi alunni non diventeranno artisti o critici d’arte e neanche architetti, gli avrai dato almeno l’opportunità di diventare bravi giornalisti o come te, ottimi divulgatori. Bravi tutti, tu e loro.

  6. Marina ha detto:

    Anch’io ho fatto questo lavoro facendo ascoltare una delle “interviste impossibili” ai ragazzi e facendogli registrare l’intervista a fine lavoro…(Con Bernini che parla con accento romano) é stato molto divertente per me e per loro, oltre che funzionale
    …purtroppo ho perso la USB su cui conservai il file 🙁

  7. Giovanni ha detto:

    Gentilissima Emanuela, ho avuto gia modo di ringraziarti per quanto mi rendi facile il mio “mestiere” di docente di storia dell’arte senza che questa, come molte volte ne hai parlato, diventi una tortura per i nostri ragazzi. Seguendo il senso che metti nel “creare” le tue proposte-lezioni, in questi giorni ho fatto eseguire a delle seconde dello scientifico: Il paleocristiano ed il bizantino raccontati dal “reporter” dell’epoca con taglio giornalistico e massima sintesi, concedendo ai ragazzi l’utilizzo dei cellulari per consultare le tue schede di didatticarte. Per l’entusiasmo ricevuto e quanto realizzato sono ultra felice (farò leggere in classe tutti gli elaborati e saranno da loro stessi valutati) e penso sarà un successo anche per loro. Profondamente riconoscente.

  8. Luca Fiori ha detto:

    Carissima Emanuela ,
    tu sei una grande “miniera d’oro culturale”,(scusa la metafora!)hai mai pensato di collaborare con Tomaso Montanari per un eventuale manuale di storia dell’arte innovativo, sia per le elementari e le medie?
    Noi docenti di arte e immagine ne abbiamo urgente bisogno!

  9. Elisa ha detto:

    Stupendo! Queste sono vere occasioni in cui gli studenti APPRENDONO diventando essi stessi protagonisti della lezione.
    Con le terze della scuola secondaria di primo grado faccio interpretare un artista delle Avanguardie: a gruppi ognuno sceglie un artista e si presenta alla classe ( ovviamente parlando in prima persona), gli altri possono fare domande… È un’ottima esperienza ; )

  10. Gabriella ha detto:

    Gent.ma Emanuela, insegno la mia materia di Arte e Immagine da due anni (gli altri sostegno) Sono creativa e aperta alle nuove tecnologie, ho realizzato anche un sito per i ragazzi ma ho ancora tanto da imparare. Mi piace osservare come lavori, sei veramente un modello da seguire. L’ idea dell’intervista la trovo splendida, ho classi difficili che cerco di stimolare con ogni mezzo a mia disposizione e mi piacerebbe utilizzare l’intervista all’artista con i miei studenti. Complimenti e grazie.

  11. maria teresa alicata ha detto:

    davvero un bel lavoro, come sempre nel tuo stile interessante, divertente, utile e partecipativo, nonchè trasversale dal punto di vista disciplinare ! complimenti.

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