Analizzare un quadro in tre mosse

Tempo fa ho scritto un articolo sulla lettura dell’opera d’arte. Un metodo di analisi complesso e approfondito che, però, proprio per la sua vasta articolazione, non può essere praticato sistematicamente per ciascun dipinto da studiare (insomma, quando lo propongo in classe i ragazzi mi guardano storto…).

analisi-quadro

Allora ho cercato di semplificare l’approccio proponendo tre parole-chiave: tecnica, soggetto e poetica. Vediamo cosa si intende per ognuna di queste tre voci.

1. TECNICA – È la modalità con cui viene realizzata l’opera d’arte. Riguarda l’aspetto più “meccanico” e fisico della creazione.

Restando nell’ambito delle arti visive bidimensionali (anche se l’arte comprende anche scultura, architettura, letteratura, teatro, danza, musica etc. etc.) le tecniche più diffuse sono la tempera su tavola, l’affresco, l’olio su tela e l’inchiostro su carta, giusto per citare quelle che si trovano più spesso nel libro di storia dell’arte. Ma, se siete curiosi di saperne di più, su WikiArt ne trovate oltre un centinaio…

analisi-tecniche

È interessante notare però come, all’interno della stessa tecnica, esistano profonde differenze stilistiche che consentono di individuare facilmente l’autore o, comunque, il movimento d’appartenenza.

Ecco, ad esempio, alcuni dettagli di dipinti realizzati ad olio su tela. Il tipo di stesura, la densità delle pennellate e la loro forma identificano in modo inequivocabile i relativi autori e ci raccontano una sensibilità diversa, un sentire nuovo, una necessità impellente dell’artista. Li riconoscete?

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Se nei primi due casi (Bronzino e Hayez) tutto sommato la tecnica è simile e cambiano il soggetto e la poetica, negli esempi seguenti (Monet e Van Gogh) la stesura del colore rivela l’urgenza di catturare un’impressione di luce o uno stato d’animo.

Dunque, sebbene abbia presentato la tecnica come aspetto, appunto, “tecnico” dell’opera d’arte, ecco che scopriamo che la sua scelta o la sua personalizzazione fanno già parte del significato dell’opera.

Si può arrivare, in casi estremi, ad opere il cui soggetto e il cui significato risiedono proprio e soltanto nella tecnica (l’action painting di Pollock è il tipico esempio).

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2. SOGGETTO – È ciò che è raffigurato in un dipinto. Il soggetto, generalmente, è individuato inizialmente attraverso il cosiddetto genere pittorico.

WikiArt ce ne propone una cinquantina ma quelli più frequenti sono quelli qui sotto.

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Naturalmente ognuno di questi soggetti assume significati diversi nel tempo mentre altri sono specifici solo di alcune epoche. La natura morta, ad esempio, genere quasi assente fino alla fine del Cinquecento, assume connotati e significati molto diversi col passare dei secoli.

Così, se nel Seicento la natura morta allude alla transitorietà delle cose terrene, in alcuni autori tende a diventare puro esercizio di virtuosismo.

Scompare con il Neoclassicismo e il Romanticismo (ma alcune tele di Goya dimostrano che la natura morta non era affatto morta!) per ricomparire alla grande nella seconda metà dell’Ottocento coniugata, di volta in volta, secondo la visione impressionista, quella di Cézanne, di Van Gogh e poi, nel Novecento, in versione cubista, pop, iperrealista etc. etc.

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3. POETICA – È un concetto spesso istintivamente abbinato alla letteratura, e in particolare alla poesia (questione di assonanza…), ma in realtà la poetica riguarda tutte le modalità artistiche e si riferisce alle intenzioni espressive dell’autore o di un movimento. In pratica è la risposta alla domanda: qual è il senso di quest’opera? Cosa trasmette? cosa vuole cogliere?

È un aspetto che, assieme alla tecnica (com’è fatto?) e al soggetto (cosa rappresenta?) completa la comprensione dell’opera (cosa comunica?).

analisi-museo

La poetica, tuttavia, non è un codice segreto nascosto dentro l’opera. La sua essenza, infatti, si manifesta attraverso il linguaggio (fatto di luce, colori, forme e composizione) con cui il soggetto viene trattato.

Tornando, ad esempio, alle nature morte viste sopra, si tratta del medesimo soggetto capace di comunicare, però, “messaggi” diversi. Se le fette di salmone di Goya sembrano intrise di una percezione macabra e passionale del mondo, la fruttiera di Lichtenstein traduce in fumetto bidimensionale, un prodotto visivo popolare e di consumo, quella che per secoli era stata un’esibizione di estremo realismo.

La stessa poetica è evidente nei rispettivi autoritratti…

analisi-autoritratti

La comprensione della poetica è un elemento di lettura imprescindibile la cui mancanza produce una relazione molto superficiale con l’opera d’arte. Cogliere solo l’aspetto formale (come avviene con le grandi icone di cui ho già parlato) fa perdere ogni rapporto autentico con il dipinto. Lo guardo, lo ammiro, ma non lo ascolto, non lo capisco oltre ciò che vedono i miei occhi.

L’arte, al contrario, esige un rapporto completo (non fraintendetemi!): una relazione che coinvolga occhi, mente e cuore. Visione, comprensione ed emozione devono agire contemporaneamente!

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Ma facciamo qualche esempio concreto di lettura in tre mosse. Prendiamo un’opera del Quattrocento, una del Seicento e una dell’Ottocento (giusto per affrontare dei periodi molto diversi dal punto di vista artistico) ed analizziamole brevemente insieme.

ANTONELLO DA MESSINA, ANNUNCIATA, 1474-75

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Il dipinto è un olio su tavola, elemento non secondario dato che si tratta di una delle prime applicazioni della pittura ad olio in Italia, rivelando dunque i contatti che Antonello ebbe con la pittura fiamminga (presso cui si era perfezionata questa tecnica).

Si tratta di una scena sacra un po’ sui generis: precedentemente (ma anche successivamente), infatti, la Vergine annunciata è sempre raffigurata insieme all’Arcangelo Gabriele inginocchiato a riferirle della sua maternità. La scena, inoltre, è spesso ambientata in una stanza (quella di Maria) o in un portico accanto ad un giardino.

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In questa Annunciazione, invece, mancano sia l’angelo che l’ambientazione (resta solo un leggio su un tavolo come unico riferimento spaziale). Maria è immobile, geometrica, con una mano di scorcio protesa in avanti per lo stupore.

E qui entra in gioco la poetica di Antonello. La sua ricerca di idealizzazione e la sua cura estrema per la luce tendono a trasformare l’Annunciata in una scultura perfetta, simbolo tridimensionale e razionale di quel Rinascimento già maturo che ormai pervadeva tutt’Europa.

ARTEMISIA GENTILESCHI, GIUDITTA CHE DECAPITA OLOFERNE, 1620

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Realizzato ad olio su tela il dipinto raffigura un’altra scena biblica, quella relativa alla brutale esecuzione del generale assiro Oloferne da parte dell’intrepida Giuditta.

Il soggetto, ispirato ad un’opera simile di Caravaggio, è raffigurato con estrema violenza: il sangue, scuro ed abbondante, zampilla verso la donna che, pur ritraendosi, continua ad affondare la spada con determinazione. La scena è davvero orripilante e mostra il tipico gusto barocco per le “emozioni forti“, per il dinamismo, per i netti contrasti.

A confronto la tela del Merisi sembra un delicato quadretto da capezzale…

analisi-caravaggio

La poetica, però, ci riserva qualche sorpresa legata alla storia personale di Artemisia, vittima di stupro da parte di Agostino Tassi, pittore e collaboratore del padre, artista anch’esso. Il processo, intentato dal padre, diede infine ragione alla pittrice ma questo non placò il dolore per il trauma subito.

È così che si spiega la grande carica di violenza in questo e in numerosi dipinti che raffigurano eroine nell’atto di uccidere un nemico. È come se il quadro potesse simbolizzare e racchiudere tutta la volontà di rivalsa dell’artista sull’uomo che l’aveva violentata. E non è un caso che Giuditta somigli straordinariamente alla stessa Artemisia!

PIERRE-AUGUSTE RENOIR, LA COLAZIONE DEI CANOTTIERI, 1881

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Anche questo è un olio su tela. Ma è un dipinto impressionista, dunque, come per il dettaglio di Monet, la pittura è utilizzata in modo diverso da come facevano, ad esempio, la Gentileschi o Caravaggio.

Qui la pennellata visibile con effetto a macchie rende bene l’idea di vitalità, di luccichìo, di spensieratezza di un giornata tiepida al ristorante La Fournaise, presso Chatou.

È la vita dei borghesi della Belle Epoque, vivace e frivola.

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D’altra parte il dipinto è stato realizzato quasi tutto en plein air, dunque proprio davanti alla scena, cercando di coglierne l’atmosfera con l’immediatezza di uno scatto fotografico.

Il soggetto, di per sé, è banale: è la tipica scena di genere, un momento di vita quotidiana privo di qualsivoglia allusione simbolica, storica o religiosa. Ma proprio in questa sua ordinarietà sta il suo fascino. Perché in questa scena ci sembra quasi di poter sentire il tintinnio dei bicchieri, il brusio dei clienti insieme al gioco di sguardi da un punto all’altro della terrazza.

C’è tanta vita (e direi anche tanti ormoni nell’aria) in questa ricca colazione così frizzante e disordinata.

E la poetica? Forse non ve ne siete accorti ma è già emersa insieme alla tecnica e al soggetto. Sì, perché anche se cerchiamo di catalogare i vari aspetti di un’opera, si tratta pur sempre di suddivisioni di comodo, a scopo didattico.

Nessun aspetto è davvero separabile da tutti gli altri e credo che cogliere questo concetto sia la vera lezione che la lettura di un’opera d’arte ci possa dare!

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62 Risposte

  1. paola ha detto:

    Post piacevolissimo e stimolante, una vera guida tascabile alla lettura dell’opera d’arte, adatto anche ai semplici amatori non specialisti, come me. Grazie

  2. Angela Mirto ha detto:

    Sempre efficace nella sintesi ed originale nello sguardo! Bravissima 🙂

  3. angela guglielmetti ha detto:

    Complimenti, come al solito!

  4. Franca Vitelli ha detto:

    tre parole…
    Sintesi, completezza e chiarezza!
    grazie per la condivisione continua che io non riesco a ricambiare se non seguendoti!… 🙂

  5. Laura Cottini ha detto:

    Lezione molto interessante, me la stamperò, se ci riuscirò, per approfondirla con calma. Grazie infinite ! 🙂

  6. Francesca ha detto:

    Post molto interessante, semplice e ben spiegato, soprattutto perché di questo non si trovano molte persone capaci di spiegarlo!!! Soprattutto un buon gusto nel scegliere i quadri d’esempio! Vieni a dare un occhiata al mio blog, anche io tratto di arte (sono solo all’inizio, e lo faccio per puro diletto), però almeno puoi dirmi come tu lo trova!!! Ciao 🙂

  7. ermanno ha detto:

    Una avvincente lezione d’ Arte! Grazie

  8. Stefano Martemucci ha detto:

    Sono sempre affascianto da coloro che rendono semplici e fruibili dalla gente comune le materie complesse e che i dotti autorefrenziali fanno fatica a divulgare, questo tuo articolo rende piacevolmente diretta la compresione di un dipinto almeno nei tratti essenziali. Non vogliamo e non possiamo essere tutti critici d’arte ma abbiamo brama di capire e di trasmettere ai nostri figli il culto del bello dell’arte. Complimenti per il tratto divulgativo dei tuoi post.

    • didatticarte ha detto:

      Insegnando a scuola per me è fondamentale riuscire a rendere comprensibili gli argomenti trattati. Altrimenti ottengo solo disinteresse e persino rifiuto…
      Grazie per l’apprezzamento!

  9. Luca ha detto:

    Seguo spesso, leggendo, i suoi post e mi viene sempre in mente la mia fantastica professoressa dell’istituto d’arte di ancona che mi ha fatto innamorare della storia dell’arte, per la quale ho poi studiato all’università e conseguendone una laurea e un tirocinio in un museo in didattica dell’arte con i bambini… Come ero rimasto ammirato dalla mia prof. ne rimango anche con lei, perché i suoi piccoli frammenti di post riguardante l’arte sono veramente stupendi, piacevoli da leggere e fulminei, nel senso che mi catturano nella lettura in una maniera indescrivibile…
    complimenti!!!
    Luca

  10. Margherita ha detto:

    Sono una studentessa di beni culturali…ma per mia sfortuna durante il liceo non ho avuto l’opportunità di avere figure di riferimento come lei..amo la storia dell’arte ma ho paura delle volte che il mio studio sia troppo mnemonico e poco critico; lei con il suo blog e le sue magnifiche riflessioni mi sta offrendo delle linee guida per rendere il mio studio efficace e non superficiale ed avere anche quel quid in più! spero di poter essere come lei un giorno, è da stimolo!

  11. Cristina ha detto:

    complimenti e grazie per questo bellissimo e utilissimo blog! Anche io nel mio percorso di studi non ho avuto insegnanti di storia dell’arte appassionanti…ma ora mi sto rifacendo!

  12. Elisabetta mazzoni ha detto:

    Post chiarissimo e piacevolissimo, come sempre

  13. Nino ha detto:

    Complimenti per l’esposizione, purtroppo senza la necessaria cultura per la Tecnica ed il Soggetto e la necessaria sensibilità artistica, per la Poetica, il connubio non riesce…..

  14. enza talignani ha detto:

    Semplicemente bellissimo. Lo terrò in bacheca sempre

  15. Franca Vanzella ha detto:

    Finalmente delle spiegazioni chiare

  16. Hanife GUVEN ha detto:

    Complimenti et grazie per questo blog attraente.

  17. Maria Lorenza Mattiuzzo ha detto:

    La curiosità mi ha portato in questo sito ed è stato una piattaforma per portare i miei alunni a nuovi apprendimenti.
    Molto più motivazione e meno noia!

  18. feliciana ha detto:

    utili e indispensabili suggerimenti, mi farebbe piacere scambiare qualche mia esperienza.

  19. Niccolò Barbagli ha detto:

    Grazie, bell’articolo! ottimo materiale per i ragazzi della mia classe!

  20. Elisa ha detto:

    Post a dir poco illuminante!
    Da semplice amatrice dell’arte l’articolo chiaro e incisivo fa sembrare la lettura di un’opera semplice e alla portata di tutti..anche se al di la della teoria certamente l’ultima lettura è quella più intima propria di chi osserva..e si sa tutti osserviamo con occhi diversi!
    Proprio questa libertà di giudizio è ciò che mi emoziona sempre davanti ad un quadro..il senso soggettivo del bello! Per poi vedere che al di la dell’estetica e del gusto c’è un mondo di studio che porta alla traduzione di questa splendida lingua che è l’arte.
    Continuerò a seguire i suoi articoli con grandissimo piacere. Sono curiosa di leggerli tutti avendo scoperto da poco il blog e ogni volta che ho del tempo da dedicare solo a me stessa mi concedo sempre una lettura.
    Grazie!

  21. maria ha detto:

    Grazie, prezioso post.

  22. Giulia Pisana Colucci ha detto:

    Veramente eccellente questo nuovo post! Art made easy! Grazie grazie per i continui arricchimenti!

  23. Riccardo ha detto:

    Grazie per la lezione “poetica” oltre che tecnica, da un allievo ultrasettantenne. Con poche pennellate é riuscita a fermi comprendere il perché certe opere d’arte emozionano e colpiscono più di altre della stessa epoca. Bravissima, leggo sempre volentieri i suoi post…non è mai troppo tardi per imparare!

  24. Pippo ha detto:

    Grazie per le deliziose pillole che ci proponi: sono vitamine per l’intelletto ed io me ne nutro volentieri.
    Dopo averti letto, riguardo “cose” già guardate prima e le riscopro nuove, diverse e più chiare e soprattutto più ricche…

  25. Maria Luisa ha detto:

    Perché ti ho scoperto solo ora? Io sono stata sempre affamata di arte ed adesso, finalmente riesco a capirla a “guardarla”, come di ci tu, con altri occhi. Sono alla scoperta di un mondo incantato. Grazie dal più profondo del cuore. Maria Luisa.

  26. Alberto ha detto:

    Mi ricorda la conversazione di qualche giorno fa… vero? Grazie 🙂

  27. pasquale buttino ha detto:

    Veramente interessante !

  28. Annafranca ha detto:

    Io nella scaletta che propongo di ragazzi aggiungo il periodo storico….affinché possano vedere le opere come documento di una società storicamente determinata.

    • didatticarte ha detto:

      Il periodo storico è in un certo senso implicito nella scelta di un certo tipo di soggetto e soprattutto nella poetica. Ad ogni modo è presente nella versione più articolata delle voci di analisi. Il link è nelle parole in rosso all’inizio dell’articolo 🙂

  29. Gaspare Giannusa ha detto:

    Mi dispiace, lei e`LONTANO mille miglia dall’ANALISI DI UN OPERA D’Arte.
    Senza rancore.

    • didatticarte ha detto:

      E perché dovrei provare rancore verso uno sconosciuto che non motiva le sue affermazioni né si accorge del fatto che all’inizio del post ho inserito il link al metodo completo (che non è mio ma di Gianni Carlo Sciolla).
      PS – caso mai “lontana”…
      PS bis – perché le maiuscole? Che bisogno c’è di alzare la voce? 😉

  30. Rosanna marras ha detto:

    Dai suoi articoli trapela forte l’amore che lei ha per questa materia che diventa inesorabilmente contaggioso

  31. Daniela ha detto:

    Brava!

  1. 11 aprile 2015

    […] It can be viewed here. You will need to scroll past my kitty photos. 🙂 You will need: Colored cardstock for the base. I used Soft SuedeVery Vanilla cardstock for the pop up insert. TIP: If you are not sure how this works, you may want to use scrap paper first. And one final note. Colori. Analizzare un quadro in tre mosse. […]

  2. 9 luglio 2015

    […] Facciamo una mappa insieme! Ho già parlato di mappe per la visualizzazione della conoscenza in questo post e in quest’altro, ma non mi sono mai soffermata sul loro iter di realizzazione, sulle fasi necessarie per passare dal testo scritto alla mappa vera e propria. Premetto che le mappe che faccio realizzare in classe sono una via di mezzo tra quelle mentali e quelle concettuali (presentano una struttura a rete come quelle concettuali ma, come quelle mentali, non contengono preposizioni verbi o altro nei collegamenti); dunque non prendete questo post per una guida rigorosa: voglio solo raccontarvi il mio metodo con un esempio pratico. Analizzare un quadro in tre mosse. […]

  3. 9 luglio 2015

    […]   […]

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