Colazione con vista, dipinta e fotografata

Non so quando sia cominciata la moda di fotografare una ricca colazione sullo sfondo di una vista mozzafiato. È un genere che impazza sia su Instagram che sulle pagine di hotel e B&B.
Solitamente si vede il tavolino in primo piano davanti al panorama naturale o urbano, senza persone, con colori brillanti e una perfetta messa a fuoco sia delle vivande che dello sfondo. Ne potete osservare migliaia sul profilo Instagram Breakfastwithaview.

Ma, come al solito, i fotografi di Instagram non hanno inventato nulla: ci avevano già pensato i pittori secoli fa, con le prime nature morte ambientate nel paesaggio. Comparse tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, tendevano a dare più spazio agli oggetti che al panorama. Il senso di queste opere, naturalmente, non è solo la piacevole esibizione dell’abbondanza, ma è legato anche al significato simbolico dei vari frutti rappresentati e al sottinteso valore di vanitas di tante nature morte barocche.

Particolarmente affascinanti sono le versioni di Abraham Bruegel (1631-1690), il pronipote di Peter Bruegel il Vecchio.

Nel Settecento la scena si fa più varia. Davanti al paesaggio si può trovare qualsiasi frutto e ortaggio, come negli innumerevoli dipinti dello spagnolo Luis Meléndez (1716-1780).

Ma resta ancora la prevalenza della natura morta, che lascia poco spazio allo sfondo naturale. La scena inizia a riequilibrarsi nell’Ottocento, quando la pittura di paesaggio prende il sopravvento e le rare nature morte di età romantica campeggiano davanti a panorami smisurati. È il caso di questa tela di Eugène Delacroix (1798-1863) (quello della Libertà che guida il popolo) con aragoste e selvaggina.

Gustave Courbet (1819-1877), invece, riporta la natura morta in evidenza, nei pochi dipinti dedicati a questo genere.

Ancora però siamo lontani dalle foto attuali. Un po’ di mele sparse sul terreno non somigliano al pasto servito davanti al paesaggio. È con gli impressionisti e con il trionfo della scena borghese che si inizia a delineare il genere del tavolo con vista.

Ma quello che ha letteralmente inventato la colazione panoramica arriva qualche anno dopo: è il francese Henri Le Sidaner [1862-1939), un neoimpressionista autore di vibranti giardini che fanno da sfondo a raffinate colazioni.
Guardate questo “Tavolino nella bruma della sera” del 1921 e ditemi se non è il precursore di tutte quelle foto in apertura!

Tra gli anni Dieci e gli anni Venti Le Sidaner è tornato decine di volte su questo tipo di composizione, anche con la variante – che adoro – della finestra aperta.

Chissà se i fotografi contemporanei lo sanno che si stanno ispirando proprio a lui, quando realizzano gli scatti pubblicitari per gli hotel!

Dopo le tele di Le Sidaner questo genere fa poche altre apparizioni in pittura. Penso, ad esempio, a Pierre Bonnard (1867-1947) e a certe sue “finestre apparecchiate”.

Con Giorgio De Chirico (1888-1978), invece, torna la natura morta nel paesaggio di matrice seicentesca. Non è un caso che la sua produzione degli anni Quaranta sia considerata piuttosto “barocca”.

Niente a che vedere con ciò di cui stiamo parlando: dipinti che, oltre a prevedere una composizione differente, sottintendono anche un significato diverso e cioè un’esaltazione dei piccoli piaceri della vista e del palato.

Il significato, dunque, è lo stesso delle foto attuali. Anche se lo scopo, adesso, è soprattutto pubblicitario. Non solo: il genere tavolo-con-vista è diventato talmente pervasivo che si possono trovare online classifiche degli hotel in base alla più bella colazione panoramica.

D’altra parte, in un’epoca in cui il cibo lo mangiamo soprattutto con gli occhi, una ricca colazione non può che diventare il necessario completamento della magica cartolina delle vacanze.

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in copertina un dipinto di Henri Le Sidaner e una foto di Elena Minozzi

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10 Risposte

  1. Pacchi S. ha detto:

    Che fantastica carrellata nel momento più bello della giornata! Grazie

  2. Sano M. ha detto:

    Mi piace l’articolo! Queste opere mi infondono serenità!

  3. Domenico Scialla ha detto:

    Buongiorno. E con questo altro bellissimo articolo, e gli articoli correlati – adoro le foto in movimento in modo particolare -, colgo l’occasione per augurarle uno splendido 2021 🙂

  4. Flavia ha detto:

    Come sempre un bellissimo articolo. Mi viene l’acquolina in bocca!
    Segnalo che è visitabile il Museo della Natura Morta all’interno della Villa Medicea di Poggio a Caiano, non lontano da Firenze, commissionata da Lorenzo il Magnifico e realizzata su progetto di Giuliano da Sangallo. Inscritta insieme ad altre ville e giardini della Toscana nel Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
    Ho un ricordo indelebile di due colazioni “immense” in un hotel a Basilea ed un B & B a Potenza.
    Auguriamoci di poter presto tornare a viaggiare alla scoperta del bello.
    Grazie per accompagnarci e stimolare il nostro desiderio.
    Buone Feste e buon 2021

  5. Sebastiano Aliffi ha detto:

    Ricerche iconografiche sempre interessanti e critiche rispetto all’attualità dei fotografi odierni che spesso credono di avere scoperto chissà cosa…In realtà è grazie ad Emanuela che è possibile scavare nel mondo della creatività passata in una prospettiva di ricerca continua e di interrelazione feconda tra il passato e il presente. Brava. Buone feste in questo tripudio di colori, e anche…di sapori!

  6. luisa ha detto:

    Eccomi, ci sono, con diversi arretrati ancora da leggere. Lo farò con piacere durante la pausa natalizia….mai tanto desiderata come quest’anno.
    Ci saranno poche colazioni come quelle che hai postato e anche un pizzico di nostalgia dei bei viaggi e dei ricordi del recente passato…ma voglio augurarti tantissime prime colazioni e tantissimi viaggi indimenticabili…un augurio di cuore a te Emanuela e a tutti gli affezionati di Didatticarte.
    Buone Feste e buon 2021.

    Luisa

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