Prendi una sardina e riempila di colore!

Questa non l’ho inventata io.

Decorare le sardine è un concorso che la città di Lisbona lancia ogni anno, dal 2011, in vista della festa di Sant’Antonio, il 13 giugno.

Già dal 2003 la sardina era diventata il simbolo dell’evento, ma nel momento in cui è stato lanciato il concorso, la fantasia si è scatenata: l’edizione 2016 ha fatto registrare quasi 8.900 partecipanti da 70 paesi diversi.

Se avete imparato a conoscermi, capirete immediatamente perché mi sto appassionando ad un concorso del genere… perché è il tipico esercizio di creatività: c’è un vincolo rigido (la sagoma della sardina) e c’è la possibilità di farci dentro qualunque cosa, specie se divertente e originale. Insomma, variazioni sul tema, come tanti percorsi che ho raccontato qui sul blog.

Ma perché una cosa del genere ha catturato l’interesse di migliaia di persone?

Perché, come dice Annamaria Testa, sono i vincoli a stimolare la capacità creativa. L’abilità ad immaginare, ad inventare, è paradossalmente inibita dalla libertà più totale. È come se le idee non riuscissero ad aggregarsi nel momento in cui non viene dato nessun recinto alla creatività.

E questo vale anche nella didattica. Se chiedessi ai miei studenti “fate un disegno!”, sono sicura che andrebbero nel panico. Potrebbero tutt’al più rifugiarsi in qualche stereotipato paesaggio con montagne e nuvole. Ma basta già dare un semplice cerchio, come ha fatto Miriam Paternoster coi suoi alunni, per assistere ad un’esplosione di idee!

Ma torniamo alle nostre sardine lisbonesi. Qual è il momento davvero creativo, quello in cui si deve esercitare tutta la propria capacità di pensiero divergente? È esattamente quello in cui cominciamo a guardare alla sagoma dimenticando che è la forma di un pesce.

Quella forma può essere quella di una donna che si lancia in una piscina allungata…

Oppure, vista in verticale, un uomo che canta sotto un lampione, un venditore ambulante o, per restare in tema, un pescivendolo.

Qualcuno conserva l’idea del pesce, ma lo fa in modo spiritoso e sorprendente. È il caso del tubetto di dentifricio alla sardina o del pesce che si infila nel calzino e nella scarpa.

È ancora un pesce pure la lisca-cetra.

 Sono indubbiamente sardine anche quelle decorate con motivi nazionali. Ma anche queste non hanno nulla di banale!

Poi ci sono i mini-paesaggi a forma di sardina.

Ma anche oggetti sparpagliati che ricreano la stessa sagoma.

Le sardine verticali sono forse le più imprevedibili…

Ma è difficile creare delle categorie per le migliaia di sardine che sono state inviate in cinque anni di selezioni. C’è davvero di tutto. E c’è una creatività sorprendente, una capacità incredibile di creare un mondo inaspettato a forma di sardina.

Scommetto che le sardine stanno intrigando pure voi! Perché non provate?

A proposito ce n’è anche una versione italiana: è il concorso That’s a Mole. Stessa logica ma la sagoma è quella della Mole Antonelliana di Torino.

Ovviamente ho già una mezza idea per le mie classi… le sardine declinate nella storia dell’arte!

Ho già visto sul web qualche Mirò, ma non ho trovato una sardina impressionista, una sardina cubista o una sardina spazialista… vuol dire che le faremo a scuola.

Sono curiosa di vedere i risultati, e soprattutto sono curiosa di assistere al momento in cui la sardina smetterà di essere un pesce e comincerà a trasformarsi in una delle altre infinite possibilità. È quello il vero momento magico, perché come dice Picasso “ogni atto di creazione è, prima di tutto, un atto di distruzione“.

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16 Risposte

  1. giulia pisana colucci ha detto:

    waooo! bellissimo! proverò a farlo con i miei ragazzi, con cui ogni anno rielaboriamo più o meno con la stessa teoria la tour eiffel… ma questo è sicuramente ancora più interessante, la possibilità potrebbero essere infinite… grazie ancora per questi spunti che continui a regalarci! ti abbraccio!

  2. Annalisa ha detto:

    Molto divertente !
    E come sempre grazie per i preziosi consigli
    Proverò con i miei piccoli di seconda elementare

  3. Rossana ha detto:

    Molto stimolante , interessante,mi ha riportata a Lisbona

  4. AnnaMaria ha detto:

    ma possono partecipare anche studenti di livello universitario?
    grazie!

  5. Margherita ha detto:

    Buon giorno Emanuela,
    la cosa anche fantastica, oltre a ciò che ci fa vedere sul Suo Sito, è avere l’opportunità di conoscere una persona come Lei che trasmette tanta energia creativa.

  6. Maria ha detto:

    È sempre un piacere seguire il sito! Bravissima per i suggerimenti che attivi e la creatività che ne scaturisce

  7. Marino calesini ha detto:

    Grazie per gli spunti di riflessione.

  8. Gaspare Armato ha detto:

    Fantastico… è semplicemente fantastico come la fantasia umana, sulla base di conocenze, possa manifestarsi in molteplici modi; a volte penso che l’umanità poggia le basi del suo sviluppo principalmente proprio sulla fantasia e il suo superamento.
    Buon pomeriggio, Emanuela.

  9. Anna Delli Bovi ha detto:

    Trovo sorprendente i lavori realizzati e la creatività degli alunni, devo anch’io proporre e dare gli stessi suggerimenti creativi per scoprire nuovi mondi e modi di esprimersi, grazie a presto.

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