Si fa presto a dire blu…

Nel blu dipinto di blu, cantava Modugno… sì, ma che blu? Eh no, qui ci vuole un po’ di precisione! Perché c’è blu e blu…

Ne sa qualcosa Miranda, l’antipatica direttrice di una rivista di moda che ne Il diavolo veste Prada richiama l’incauta aspirante assistente proprio sulle definizioni cromatiche degli indumenti.

 

A questo punto, dopo tutte le sfumature di rosso e lo studio della percezione dei colori, siamo pronti ad affrontare anche il blu.

Le sue gradazioni sono decine e decine ma analizzerò solo quelle più importanti dal punto di vista delle arti visive.

BLU: È il primario della sintesi additiva dei colori (quella composta da verde-rosso-blu). Mentre nella sintesi sottrattiva si ottiene mescolando il ciano e il magenta.

Del blu Renoir diceva: “Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l’Impressionismo”. Questo perché gli impressionisti non utilizzavano il nero per le ombre ma tonalità di blu e verde.

Naturalmente è il colore del cielo per antonomasia. E per Rino Gaetano lo è ancora di più…

 

BLU OLTREMARE: Tonalità molto intensa di blu, è uno dei colori più famosi della storia dell’arte.

Anticamente si otteneva dalla frantumazione del lapislazzuli, pietra semipreziosa estratta in varie località del vicino oriente. E, dato che per arrivare in Europa doveva attraversare il mare, fu definito “oltremare”.

È il blu dei cieli di Giotto, sebbene in alcuni casi l’artista abbia utilizzato la più economica azzurrite ottenendo un colore molto simile.

AZZURRO: È un blu chiaro.

Azzurro è il cavaliere (Der Blaue Reiter) del nome scelto da Marc e Kandinsky per il loro movimento artistico. “Ad entrambi piaceva il blu, a Marc i cavalli a me i cavalieri” dirà infatti Kandinsky per spiegare questa insolita denominazione.

Azzurro è la tinta nazionale della Repubblica Italiana (e della maglia calcistica) ed è il colore tipico di porte e finestre tunisine.

Azzurro è anche il colore dei pomeriggi di Paolo Conte

 

BLU DI PERSIA: È il colore delle ceramiche persiane e delle piastrelle utilizzate nelle moschee orientali. Derivato anch’esso dal lapislazzuli è ricordato per la prima volta nel 1669. Ne esiste anche una versione media e una scura un po’ violacea.

La Moschea Blu di Istanbul è rivestita con oltre 20.000 maioliche di questo caratteristico blu.

CELESTE: è un blu chiarissimo, una tinta definita “pastello”.

Il nome deriva dal cielo che infatti è indicato come “volta celeste”. E celestiale è, dunque, la musica degli angeli.

Celeste è il colore degli occhi più chiari e del mare lungo coste sabbiose. Celesti sono i confetti che si offrono quando nasce un maschietto.

Per Riccardo Cocciante, invece, è il colore della nostalgia!

 

TURCHESE: é una sorta di ciano tendente al verde. Il nome deriva dall’omonima gemma (inizialmente importata dalla Turchia, paese da cui le deriva la denominazione) che presenta questo tipico colore.

È una versione più scura della cosiddetta acquamarina. Si trova molto spesso nelle cupole delle architetture islamiche e, sotto forma di mosaico, in tante sculture precolombiane.

È stato un colore molto di moda negli anni Cinquanta.

CIANO: È il colore primario della sintesi sottrattiva (e non il blu come generalmente si crede).

Insieme al giallo, al magenta e al nero è uno degli inchiostri utilizzati per la stampa tipografica in quadricromia (CMYK).

Ecco un esempio di come avvenga la realizzazione a stampa di una immagine a colori: ogni tinta viene separata nelle sue quantità dei quattro colori in modo da poter ottenere qualsiasi colore sovrapponendo quattro “retini” di stampa.

Se osservate con una lente d’ingrandimento le figure di una rivista potrete vedere che sono composte da griglie di puntini di soli quattro colori, tra i quali il ciano.

BLU COBALTO: Colore simile ad un azzurro intenso. Si ottiene chimicamente combinando l’ossido di cobalto con sali di alluminio.

È chimicamente stabile e pressoché insensibile alla luce (che, in genere, tende a degradare qualsiasi pigmento pittorico).

Probabilmente è con il cobalto che veniva ottenuto il famoso blu di Chartres, una tonalità particolare del vetro presente nelle magnifiche vetrate gotiche della cattedrale francese la cui composizione è stata per secoli considerata un mistero…

BLU DI PRUSSIA: È un blu scuro tendente al nero. È uno dei più antichi colori sintetici ottenuto nel 1706 da un chimico berlinese (e per questo associato alla Prussia) dall’ossidazione di sali di ferrocianide.

La presenza di questo colore serve spesso a stabilire l’autenticità e la datazione di un’opera.

Cézanne lo usava spesso nelle sue opere dedicate alle bagnanti mentre Hokusai lo aveva già utilizzato per la famosa Onda. È il blu dei cieli notturni di Van Gogh e delle figure dolenti del periodo blu di Picasso.

BLU REALE: tonalità intermedia tra l’azzurro e il blu. Sarebbe stato inventato per le divise della Corona inglese (reale infatti sta per “del re”) anche se era già presente nello stemma araldico di alcune dinastie francesi.

È noto pure come “azzurro Francia” anche perché è il colore nazionale dell’automobilismo per questo paese.

È una tinta molto in uso presso artisti delle avanguardie come Kandinsky e Mirò.

BLU NOTTE: È il blu più scuro. Ricorda il colore del cielo notturno, un colore intenso ma non ancora nero. Sotto alcuni tipi di luce, tuttavia, può apparire decisamente nero.

La prima comparsa di questa denominazione risale al 1915 ed è la tinta utilizzata da Grete Schütte-Lihotzsky per la sua famosa “Cucina di Francoforte”, un sistema di arredo razionale ed ergonomico che la progettista ideò nel 1925.

La scelta non era legata a fattori estetici quanto a criteri igienici poiché, a quanto pare, le mosche tenderebbero ad evitare le superfici blu.

BLU KLEIN: Forse il blu più narcisista. Il nome infatti gli è stato dato da Yves Klein, un artista francese di metà Novecento che decise di brevettare una tinta basata sul blu oltremare e contenente una particolare resina che ne enfatizzava la luminosità.

Klein utilizzò praticamente solo questo colore per tele, performance, body painting, sculture e qualsiasi altra forma di espressione artistica.

BLU CERULEO: termine derivante probabilmente da “cielo”. Somiglia al cobalto e risulta molto coprente anche se esistono tantissime varietà di ceruleo.

In alcuni casi è definito ceruleo anche un colore più verdastro e chiaro. Gli occhi cerulei sono, infatti, proprio quelli azzurri con una leggera tendenza al verde.

E poi è ceruleo il famoso maglioncino dell’apprendista de “Il diavolo veste Prada”, quello del video di inizio post.

Avete notato quante canzoni sono collegate al colore blu? In effetti è una tinta molto evocativa, proprio come la musica. Il blu risuona dentro di noi come colore e come sensazione di profondità.

Per questo Kandinsky, che era pittore ma anche violoncellista, scrisse: “Da un punto di vista musicale l’azzurro assomiglia a un flauto, il blu a un violoncello o, quando diventa molto scuro, al suono meraviglioso del contrabbasso; nella sua dimensione più scura e solenne ha il suono profondo di un organo”.

Ed è blu persino un genere musicale intriso di malinconia… Quale? Il blues, naturalmente!

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37 Risposte

  1. Nefer Chitty ha detto:

    Interessantissimo! E le canzone molto belle 🙂 che nostalgia…! Mi piaciono tantissimo gli esempi delle pitture famose. Grazie!

  2. Anna Amalfi ha detto:

    Che bel post! Continuerò a seguire il blog con interesse = ) ciao

  3. Borena ha detto:

    Interessantissimo! e ovvio il blog fantastico ^_^

  4. mariacristina ha detto:

    Bravissima!…aspetto gli altri colori!
    ….Volevo chiederti se sei a conoscenza di qualche interessante corso di aggiornamento sulla didattica o anche altro che riguardi Arte e Immagine…
    grazie
    cristina

  5. Paola ha detto:

    Articolo molto interessante, utile non solo a chi di occupa di colori, ma anche a chi scrive. Molto bello tutto il blog

  6. FrancyDafne ha detto:

    Grazie per l’articolo, è molto interessante 🙂

  7. Grazia ha detto:

    Ciao, molto interessante questo articolo. Andrò a vedere anche quello sul rosso

  8. AGOSTINO ha detto:

    ” colori timbrici …”, ” l’ acqua vista da Monet ” , ” la percezione del colore “, ” il rosso ” , ora “il blu ” . Sono daltonico. Sigh !

  9. Giulia ha detto:

    Complimenti per il blog ricco di approfondimenti interessanti!
    Anni fa lessi tutto d’un fiato “Colore – una biografia” di Philip Ball, libro che consiglio a tutti gli amanti della storia dell’arte e che rilegge proprio la storia dell’arte dal punto di vista del colore e dei pigmenti. Nel libro a proposito del blu oltremare si fa riferimento anche al velo della Madonna, di quel colore proprio per la rarità del pigmento stesso, all’epoca più prezioso dell’oro.

  10. Tommaso ha detto:

    Ottimo come sempre! Un lavoro che denota una passione per la ricerca e il risultato è evidente dalla qualità dei post esaurienti e ispirativi. Complimenti …e grazie!

  11. Márcia Litterio ha detto:

    Articolo molto interessante e bello.

    Sou brasileira e pintora e gostei muito de sua didática. É difícil diferenciar todos os tons de azul.
    Ainda estou aprendendo o Italiano e preferi escrever em português. Grazie

  12. Elisa ha detto:

    Cercavo un blog che parlasse di storia dell’arte ma non solo e sono stata felicissima di scoprire questo fantastico mondo!
    L’articolo è davvero interessante!
    guardo il mondo dell’arte con occhi da “profana” curiosa delle sue bellezze ma sono soprattutto interessata all’aspetto chimico che si intreccia con esso tra cui lo studio e le tecniche per la rivelazione dei vari pigmenti dei colori..ho visto liste lunghissime che riportano codici e codici di ogni blu esistente studiando proprio tecniche chimiche non distruttive per l’analisi su beni culturali ma non avevo mai approfondito l’aspetto artistico che trovo a dir poco entusiasmante.
    Sono contentissima di essermi imbattuta in questo splendido blog e spero tanto di leggere articoli che trattino le opere da questo punto di vista un pò piu “scientifico”.
    Complimenti per lo splendido lavoro!

  13. Roberta ha detto:

    Non c è volta che l’argomento non sia stimolante! Complimenti

  14. Lia ha detto:

    Sarebbe interessante vedere, accanto ai vari colori, le formule chimiche corrispondenti per confrontare il tipo di sostanza e i materiali usati dagli artisti

  15. Giuseppe Bonomo ha detto:

    Grazie per l’interessante lezione. Cercavo da tempo il blu del cielo delle volte della Cattedrale di Atri affrescate da Andrea Delitio e penso proprio che sia lapislazzuli.

  16. Alessandra ha detto:

    da allegare subito al libro di Pastoreau dedicato al blu! grazie!

  17. daniela ha detto:

    Ma il Tiffany è un blu o un verde?

  1. 2 luglio 2014

    […] Si fa presto a dire blu… […]

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