{"id":8467,"date":"2016-12-17T08:18:45","date_gmt":"2016-12-17T07:18:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=8467"},"modified":"2016-12-17T09:24:28","modified_gmt":"2016-12-17T08:24:28","slug":"arte-come-esperienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=8467","title":{"rendered":"Arte come esperienza"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Senza osservatore l&#8217;arte non esiste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 per definizione <strong>arte \u00e8 ci\u00f2 che viene riconosciuto come tale<\/strong>. Serve, dunque, una comunit\u00e0 che osservi e che giudichi. Da sempre. Da quando l&#8217;uomo ha dipinto il primo bisonte sulla parete di una caverna.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=4406\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-8598 size-full\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erwitt.jpg\" alt=\"esperienza-erwitt\" width=\"800\" height=\"533\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erwitt.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erwitt-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erwitt-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente ci\u00f2 non significa che lo scopo degli artisti sia sempre stato quello di offrire delle immagini alla contemplazione dell&#8217;osservatore. Alcune espressioni artistiche sono nate con finalit\u00e0 completamente diverse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le <strong>pitture egizie<\/strong>, ad esempio, potevano essere viste solo da pochi eletti e avevano scopi strettamente religiosi. Nulla a che vedere con la comunicazione estetica propria dell&#8217;arte. Ma la definiamo arte ugualmente in base al tipo di rapporto che possiamo avere oggi con quei manufatti: testimoniano un&#8217;epoca, ci raccontano una cultura attraverso immagini con un linguaggio tipico e riconoscibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8590\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-egizi.jpg\" alt=\"esperienza-egizi\" width=\"800\" height=\"513\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-egizi.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-egizi-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-egizi-768x492.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Fino al secolo scorso, comunque, l&#8217;arte ha chiesto agli osservatori solo, appunto, di <strong>essere guardata<\/strong>.\u00a0Un <strong>rapporto visivo<\/strong> comunque impegnativo perch\u00e9 coinvolge occhio\u00a0e\u00a0cervello.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8594\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-leonardo.jpg\" alt=\"esperienza-leonardo\" width=\"800\" height=\"1210\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-leonardo.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-leonardo-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-leonardo-768x1162.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-leonardo-677x1024.jpg 677w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le opere intrise di <strong>pathos<\/strong> arrivano anche a provocare emozioni intense. Mi \u00e8 successo davanti alla Deposizione di Caravaggio ai Musei Vaticani&#8230; talmente espressiva\u00a0che per reggerne l&#8217;impatto mi sono dovuta sedere e respirare profondamente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">D&#8217;altra parte questa era la sua funzione. E funziona ancora!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8592\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-caravaggio.jpg\" alt=\"esperienza-caravaggio\" width=\"800\" height=\"1195\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-caravaggio.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-caravaggio-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-caravaggio-768x1147.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-caravaggio-686x1024.jpg 686w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E poi ci sono quelle opere che ti catturano con uno <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1875\" target=\"_blank\">sguardo<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Tra una moltitudine di personaggi magari ce n&#8217;\u00e8 uno che ti sta fissando. E appena te ne accorgi non riesci pi\u00f9 a non sentirti coinvolto. \u00c8 come quando sei in metropolitana o a una festa affollata. Senti che qualcuno ti guarda e appena ne incontri gli occhi non puoi\u00a0fare a meno di tornare a controllare se ti stia guardando ancora&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno sguardo inchioda il tuo e ti trascina <strong>dentro l&#8217;opera<\/strong>. Non sei pi\u00f9 un osservatore ma un <strong>testimone oculare<\/strong> dell&#8217;evento. Accade nella Scuola di Atene dove Raffaello, in basso a destra, ti guarda dritto negli occhi\u00a0dal suo autoritratto quasi a dirti &#8220;Ehi, guarda che questo l&#8217;ho fatto io!&#8221; e a spiare le tue reazioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8596\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-raffaello.jpg\" alt=\"esperienza-raffaello\" width=\"800\" height=\"982\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-raffaello.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-raffaello-244x300.jpg 244w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-raffaello-768x943.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Poche opere chiedevano all&#8217;osservatore qualcosa in pi\u00f9&#8230; forse giusto il <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1102\" target=\"_blank\">labirinto<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, che trova il suo senso solo nel momento in cui viene percorso. Un senso profondamente religioso per quelli medievali, uno ludico per i labirinti\u00a0manieristi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8600\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-labirinti.jpg\" alt=\"esperienza-labirinti\" width=\"800\" height=\"1188\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-labirinti.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-labirinti-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-labirinti-768x1140.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-labirinti-690x1024.jpg 690w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel <strong>Novecento<\/strong>, per\u00f2, salta ogni tradizione consolidata nella storia dell&#8217;arte: saltano le tecniche artistiche, saltano i riferimenti classici, saltano i soggetti e, ovviamente, salta anche il normale rapporto tra l&#8217;osservatore e il manufatto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso oggetto artistico non \u00e8 pi\u00f9 classificabile secondo le vecchie tipologie.\u00a0\u00c8 cos\u00ec che, accanto alla pittura, alla scultura e all&#8217;architettura (le antiche &#8216;arti maggiori&#8217;) fioriscono nuove forme espressive come le <strong>performance<\/strong> e le\u00a0<strong>installazioni<\/strong>. Realizzazioni che chiedono all&#8217;osservatore molto pi\u00f9 della contemplazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pionieri di questa nuova forma di interazione con l&#8217;arte sono stati quei folli dei <strong>Futuristi<\/strong>. Le loro rumorosissime serate finivano sistematicamente in spettacolari lanci di oggetti sul palco e risse in platea. Il pubblico pensava di assistere all&#8217;esibizione di quattro imbecilli e invece era diventato parte dell&#8217;opera d&#8217;arte!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8603\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-futurismo.jpg\" alt=\"esperienza-futurismo\" width=\"800\" height=\"1611\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-futurismo.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-futurismo-149x300.jpg 149w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-futurismo-768x1547.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-futurismo-509x1024.jpg 509w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma l&#8217;idea che le persone possano <strong>dare forma<\/strong> al progetto artistico non attecchisce subito. Bisogna aspettare altri cinquant&#8217;anni. Bisogna attendere che <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=7161\" target=\"_blank\">Piero Manzoni<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> si inventi alcune\u00a0operazioni semplicissime quanto geniali: la <strong>Consumazione dell&#8217;arte dinamica del pubblico divorare l&#8217;arte<\/strong> (nel quale i partecipanti mangiavano le uova sode timbrate in precedenza con l&#8217;impronta del pollice) e la <strong>Base magica<\/strong>\u00a0(un piedistallo per far diventare arte chiunque vi salga sopra).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8606\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-manzoni.jpg\" alt=\"esperienza-manzoni\" width=\"800\" height=\"314\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-manzoni.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-manzoni-300x118.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-manzoni-768x301.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dei primi anni Sessanta sono anche gli specchi di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=6519\" target=\"_blank\">Michelangelo Pistoletto<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Semplici lastre riflettenti con figure umane a grandezza naturale applicate sulla superficie. Potrebbero essere dei quadri &#8211; e infatti si chiamano <strong>Quadri specchianti<\/strong> &#8211; se non fosse che appena ci si avvicina se ne entra a fare parte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8608\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto.jpg\" alt=\"esperienza-pistoletto\" width=\"800\" height=\"1020\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto-235x300.jpg 235w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto-768x979.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sempre di Pistoletto \u00e8 il <strong>Labirinto e grande pozzo<\/strong>\u00a0del &#8217;69. Un labirinto fluttuante, fatto di cartone ondulato che conduce ad un disco specchiante centrale. Torna dunque il labirinto come luogo dell&#8217;azione e dello smarrimento, e torna lo specchio come superficie che afferra la nostra immagine e la riproduce al di l\u00e0 del vetro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8610\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto2.jpg\" alt=\"esperienza-pistoletto2\" width=\"800\" height=\"371\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto2.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto2-300x139.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-pistoletto2-768x356.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dunque muoversi, perdersi, scoprire, guardarsi diventano nuove forme di interazione con l&#8217;opera. La fruizione \u00e8 un&#8217;esperienza, non una visione. A maggior ragione se l&#8217;atto artistico consiste nell&#8217;attraversare lo spazio breve tra due corpi nudi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 l&#8217;esperimento <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.finestresullarte.info\/359n_imponderabilia-marina-abramovic-ulay-performance-1977.php\" target=\"_blank\">Imponderabilia<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> di Marina Abramovic e Ulay del 1977. Lei e il suo compagno si sono disposti nello stretto passaggio dell&#8217;ingresso alla Galleria Comunale di Arte Moderna di Bologna costringendo i visitatori a passare di traverso. L&#8217;imbarazzo per la situazione porta lo sguardo a passare subito oltre ma l&#8217;inevitabile\u00a0contatto fisico mette in moto <strong>sensazioni contrastanti e personali<\/strong> per ogni visitatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8612\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic.jpg\" alt=\"esperienza-abramovic\" width=\"800\" height=\"949\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic-253x300.jpg 253w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic-768x911.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma questo era niente in confronto a ci\u00f2 che la Abramovic aveva fatto due anni prima a Napoli, con la performance <strong>Rhythm 0<\/strong>. Il suo corpo a disposizione del pubblico per sei ore. Piume, lamette, scarpe, corde e persino una pistola tra i 72 oggetti da usare su di lei.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">I partecipanti si lasciano trascinare dall&#8217;istinto, dalla voglia di scoprire fino a che punto possono spingersi. Lei subisce immobile in silenzio. Dopo ferite e molestie un gruppo di persone scongiurer\u00e0 abusi ulteriori su di lei e persino il rischio di essere uccisa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8614\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic2.jpg\" alt=\"esperienza-abramovic2\" width=\"800\" height=\"257\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic2.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic2-300x96.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic2-768x247.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Torna invece il tema dello sguardo in una delle ultime\u00a0performance. In <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.storie.it\/recenseide\/matthew-akers-the-artist-is-present-recensione\/\" target=\"_blank\">The artist is present<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">\u00a0la Abramovic siede davanti a un tavolo fissando la persona del pubblico che di volta in volta si mette\u00a0di fronte a lei. \u00c8 la versione vivente dello sguardo di Raffaello. \u00c8 lo sguardo dal quale non si riesce a fuggire.\u00a0&#8220;L&#8217;osservatore diventa osservato&#8221;, dice l&#8217;artista. E poi &#8220;Se qualcuno mi affida il suo tempo lo trasformer\u00f2 in esperienza&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il buon vecchio osservatore, dunque, \u00e8 adesso un collaboratore, l&#8217;altra met\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8616\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic3.jpg\" alt=\"esperienza-abramovic3\" width=\"800\" height=\"1442\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic3.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic3-166x300.jpg 166w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic3-768x1384.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-abramovic3-568x1024.jpg 568w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Di natura completamente diversa sono le installazioni di <strong>Olafur Eliasson<\/strong>. In <\/span><strong><a href=\"http:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK100053\/multiple-shadow-house\" target=\"_blank\">Multiple shadow house<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> (2010) realizza uno spazio moltiplicatore di ombre. Il visitatore gioca alle <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1434\" target=\"_blank\">ombre cinesi<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> in un modo del tutto nuovo: la sua sagoma in vari colori si ripete ritmicamente\u00a0sovrapponendosi pi\u00f9 volte come strati trasparenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 un <strong>capovolgimento<\/strong> totale del rapporto tra l&#8217;autore e la sua opera: l&#8217;artista realizza una <strong>situazione<\/strong> di base e lascia che l&#8217;opera sia compiuta dal pubblico. Non ne conosce l&#8217;esito. Non la controlla se non attraverso i limiti che ha imposto in partenza. E il visitatore \u00e8 artista a sua insaputa&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8621\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson1.jpg\" alt=\"esperienza-eliasson1\" width=\"800\" height=\"1408\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson1.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson1-170x300.jpg 170w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson1-768x1352.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson1-582x1024.jpg 582w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La stessa cosa avviene con <\/span><strong><a href=\"http:\/\/olafureliasson.net\/archive\/exhibition\/EXH101052\/olafur-eliasson-your-emotional-future\" target=\"_blank\">Your felt\u00a0future<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, sempre di Eliasson (2011). Un soffitto specchiante ondulato ribalta la normale percezione della realt\u00e0. Sembra di vedersi dentro un mare capovolto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli ingredienti dell&#8217;<strong>installazione esperienziale<\/strong>, d&#8217;altra parte, ci sono tutti: lo specchio, la deformazione della percezione, lo spiazzamento surreale, la centralit\u00e0 del pubblico, la sollecitazione del movimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8622\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson2.jpg\" alt=\"esperienza-eliasson2\" width=\"800\" height=\"1152\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson2.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson2-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson2-768x1106.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-eliasson2-711x1024.jpg 711w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo specchio deformante \u00e8 l&#8217;ingrediente preferito anche di <strong>Anish Kapoor<\/strong>. Il suo <\/span><strong><a href=\"http:\/\/anishkapoor.com\/119\/s-curve\" target=\"_blank\">S curve<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, ad esempio, essendo\u00a0contemporaneamente <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1147\" target=\"_blank\">concavo e convesso<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, restituisce un&#8217;immagine della realt\u00e0 continuamente cangiante. Dipende dalla distanza di osservazione, dalla curvatura della superficie, dai movimenti delle persone. \u00c8 come muoversi dentro\u00a0un&#8217;opera di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2020\" target=\"_blank\">Escher<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8624\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor1.jpg\" alt=\"esperienza-kapoor1\" width=\"800\" height=\"1522\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor1.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor1-158x300.jpg 158w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor1-768x1461.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor1-538x1024.jpg 538w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno specchio di Kapoor \u00e8 sempre un&#8217;<strong>esperienza ludica<\/strong>. Tira fuori il bambino nascosto in\u00a0noi\u00a0che gioca nella casa degli specchi al luna park. Ma qui si tratta di specchi raffinatissimi, con sfaccettature\u00a0geometriche o irregolari che frammentano il mondo in maniera del tutto inattesa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8626\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor2.jpg\" alt=\"esperienza-kapoor2\" width=\"800\" height=\"365\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor2.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor2-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kapoor2-768x350.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Camminare a pelo d&#8217;acqua \u00e8 invece il cuore di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.thefloatingpiers.com\/#introduction\" target=\"_blank\">Floating Piers<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, la passerella galleggiante realizzata da <strong>Christo e Jeanne-Claude<\/strong> sull&#8217;acqua del lago di Iseo proprio quest&#8217;estate. Percorrere il lungo molo diventa l&#8217;atto di interazione con l&#8217;opera, una presa di possesso, una conoscenza fisica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un atto che \u00e8 tipico dell&#8217;<strong>architettura<\/strong>, la pi\u00f9 &#8216;interattiva&#8217; di tutte le arti, ma che non \u00e8 scontato nel caso di un&#8217;opera di land art. Generalmente l&#8217;arte non la usi. Anzi la sua &#8216;inutilit\u00e0&#8217; \u00e8 parte della sua definizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8628\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-christo.jpg\" alt=\"esperienza-christo\" width=\"800\" height=\"1893\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-christo.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-christo-127x300.jpg 127w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-christo-768x1817.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-christo-433x1024.jpg 433w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nelle bolle di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/tomassaraceno.com\/projects\/on-space-time-foam\/\" target=\"_blank\">On space time foam<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, la &#8216;schiuma&#8217; spazio-temporale di <strong>Tom\u00e0s Saraceno<\/strong> all&#8217;Hangar Bicocca (2013), occorre fare qualcosa di pi\u00f9 complesso che camminare. Il pubblico deve muoversi sopra delle pellicole fluttuanti\u00a0sospese a 25 metri di altezza che si deformano sotto il peso dei corpi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sembra di assistere ad un esperimento di dimostrazione del <\/span><strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Campo_gravitazionale\" target=\"_blank\">campo gravitazionale<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Non \u00e8 un caso che Saraceno\u00a0abbia scelto come materiali massa, energia, spazio e gravit\u00e0 e abbia coinvolto nella progettazione i fisici del MIT.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8629\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-saraceno.jpg\" alt=\"esperienza-saraceno\" width=\"800\" height=\"1099\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-saraceno.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-saraceno-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-saraceno-768x1055.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-saraceno-745x1024.jpg 745w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;installazione <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.unicreditpavilion.it\/onde-pixel-lo-sguardo-di-miguel-chevalier\/\" target=\"_blank\">Onde Pixel<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> di <strong>Miguel Chevalier<\/strong> (2016), invece, il pubblico deforma un pattern proiettato sul pavimento di piazza Gae Aulenti, sempre a Milano. \u00c8 la forma pi\u00f9 contemporanea di interazione, quella digitale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche qui tutto \u00e8 lasciato all&#8217;iniziativa delle persone. I movimenti (imprevedibili) producono cambiamenti fluidi e immediati delle texture. L&#8217;opera \u00e8 fatta di luci, colori, forme e movimento. Nulla di tangibile, nulla di permanente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8631\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-chevalier.jpg\" alt=\"esperienza-chevalier\" width=\"800\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-chevalier.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-chevalier-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-chevalier-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-chevalier-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per queste opere \u00e8 indispensabile osservare il <strong>video<\/strong>, unica forma di documentazione capace di conservare la sostanza profonda dell&#8217;installazione, il suo continuo divenire.<\/span><\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Miguel CHEVALIER Onde Pixel 2016 - Lo Sguardo di... Miguel Chevalier, Milano (Italy)\" src=\"https:\/\/player.vimeo.com\/video\/176596605?dnt=1&amp;app_id=122963\" width=\"500\" height=\"281\" frameborder=\"0\" allow=\"autoplay; fullscreen; picture-in-picture; clipboard-write\"><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un\u00a0obiettivo\u00a0simile, la\u00a0<strong>trasformazione dello spazio<\/strong>, \u00e8\u00a0al centro di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.tate.org.uk\/context-comment\/video\/tateshots-kusamas-obliteration-room\" target=\"_blank\">Obliteration Room<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> (2012), l&#8217;intervento\u00a0della giapponese <strong>Yayoi Kusama<\/strong> presso la Tate Modern di Londra.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutto comincia con una stanza arredata completamente bianca. Bianche le pareti, bianchi i mobili e bianche le suppellettili. Una specie di <strong>tela vuota<\/strong> che aspetta di essere dipinta. Come? Con migliaia di cerchietti adesivi colorati\u00a0che il pubblico pu\u00f2 incollare a piacimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8634\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kusama.jpg\" alt=\"esperienza-kusama\" width=\"800\" height=\"1077\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kusama.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kusama-223x300.jpg 223w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kusama-768x1034.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-kusama-761x1024.jpg 761w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un&#8217;installazione pensata principalmente per i <strong>bambini<\/strong>, ma alla quale nessun adulto \u00e8 riuscito a resistere&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il risultato \u00e8 stato una progressiva saturazione cromatica dello spazio attraverso punti di colore. Seurat se ne sarebbe innamorato!<\/span><\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Yayoi Kusama&#039;s Obliteration Room | TateShots\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/-xNzr-fJHQw?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sempre alla Tate si era\u00a0svolto qualche anno prima un altro evento simile. Una camera bianca, stavolta completamente vuota, e un pennarello nero in mano ai visitatori. L&#8217;idea di\u00a0<strong>Roman Ond\u00e1k<\/strong> col suo progetto\u00a0<\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.tate.org.uk\/context-comment\/video\/tateshots-roman-ondak-measuring-universe\" target=\"_blank\">Measuring the Universe<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, era quella di far tracciare\u00a0ad\u00a0ogni persona una tacca sulla parete pari alla sua altezza, affiancata da nome e data.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un po&#8217; quello che fanno i genitori sul muro per osservare la crescita dei figli (e io sto gi\u00e0 guardando con un certo interesse ai segni che ho fatto in cucina per i miei&#8230;).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Novantamila persone hanno lasciato il loro segno. La parete \u00e8 diventata irriconoscibile, coperta da un fascia scura sempre pi\u00f9 intensa in corrispondenza dell&#8217;<strong>altezza media<\/strong>. Ma ognuno ha lasciato la traccia del suo passaggio e della sua presenza fisica. Come le impronte di mani nelle caverne preistoriche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8637\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-ondak.jpg\" alt=\"esperienza-ondak\" width=\"800\" height=\"827\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-ondak.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-ondak-290x300.jpg 290w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-ondak-768x794.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sono installazioni che\u00a0chiedono al pubblico azioni basilari: camminare, incollare oggetti, spostarne, lasciare segni, attraversare degli spazi. Ma queste azioni spesso banali sembrano possedere un&#8217;<strong>intelligenza artistica collettiva<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Che poi con queste forme d&#8217;arte\u00a0ci si possa anche divertire\u00a0\u00e8 proprio il massimo della vita. Succede sempre con le installazioni di <strong>Leandro Erlich<\/strong>. Situazioni spaziali da vivere con tutti i sensi. Dalla <\/span><strong><a href=\"http:\/\/momaps1.org\/exhibitions\/view\/207\" target=\"_blank\">Piscina<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> del 1999&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8640\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich1.jpg\" alt=\"esperienza-erlich1\" width=\"800\" height=\"2233\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich1.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich1-107x300.jpg 107w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich1-768x2144.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich1-367x1024.jpg 367w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8230; alle <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.leandroerlich.com.ar\/works.php?id=5\" target=\"_blank\">Rampe di scale<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> del 2010. Labirinti tridimensionali orizzontali che sfidano le nostre consuetudini spaziali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8643\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich2.jpg\" alt=\"esperienza-erlich2\" width=\"800\" height=\"677\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich2.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich2-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich2-768x650.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma la vera chicca \u00e8 la serie dei\u00a0<\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.leandroerlich.com.ar\/works.php?id=5\" target=\"_blank\">B\u00e2timent<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> di Erlich, prospetti di case distesi sul pavimento con un grande specchio a 45\u00b0 che mostra la facciata in verticale. Distendersi per terra equivale ad arrampicarsi tra finestre e balconi. Un gioco sorprendente che racconta un&#8217;arte contemporanea affascinante, coinvolgente e\u00a0mai banale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8644\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich3.jpg\" alt=\"esperienza-erlich3\" width=\"800\" height=\"1937\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich3.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich3-124x300.jpg 124w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich3-768x1860.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-erlich3-423x1024.jpg 423w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 la stessa voglia di giocare che prende il pubblico davanti a <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.annhamiltonstudio.com\/projects\/armory.html\" target=\"_blank\">The event of a thread<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, di <strong>Ann Hamilton<\/strong> (2012). Decine di altalene la cui oscillazione mette in moto un immenso drappo sospeso\u00a0mentre voci e suoni si propagano per l&#8217;ambiente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">D&#8217;altra parte &#8220;il gioco \u00e8 una cosa seria&#8221;, come diceva il buon Munari. E questo gioco \u00e8 quello che facciamo\u00a0nei\u00a0giardinetti\u00a0quando ci guardiamo attorno sperando di non esser visti e ci facciamo un liberatorio giro in altalena!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-8719\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-hamilton.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1691\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-hamilton.jpg 800w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-hamilton-142x300.jpg 142w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-hamilton-768x1623.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/esperienza-hamilton-484x1024.jpg 484w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dunque\u00a0s\u00ec, senza l&#8217;osservatore l&#8217;arte non esiste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma oggi senza esperienza l&#8217;arte non esiste.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">_______<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo percorso costituisce la lezione che ho tenuto al Mudec di Milano, il 15 dicembre 2016, in occasione del conferimento del <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=8649\" target=\"_blank\">Premio Silvia dell&#8217;Orso<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Senza osservatore l&#8217;arte non esiste. 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