{"id":4143,"date":"2014-12-04T19:22:36","date_gmt":"2014-12-04T18:22:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=4143"},"modified":"2019-12-16T22:19:37","modified_gmt":"2019-12-16T21:19:37","slug":"gli-appunti-degli-artisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=4143","title":{"rendered":"Gli appunti degli artisti"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Cosa c&#8217;\u00e8 <strong>dietro un&#8217;opera d&#8217;arte<\/strong>? \u00c8 una domanda che mi sono posta molte volte. Un dipinto, una scultura, un qualsiasi manufatto artistico, anche se prodotto rapidamente e, apparentemente, di getto, nasconde dietro uno <strong>studio<\/strong>, un&#8217;<strong>osservazione della realt\u00e0<\/strong>, un&#8217;<\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=3765\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">elaborazione concettuale<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quasi tutti gli\u00a0artisti e progettisti prendono &#8220;appunti&#8221;, prima di lavorare sull&#8217;opera vera e propria. Naturalmente si tratta di <strong>appunti visivi<\/strong>, dunque <strong>schizzi<\/strong>, <strong>disegni preparatori<\/strong>. E molti di loro lo hanno fatto sui loro <strong>quaderni<\/strong> lasciandoci in eredit\u00e0 dei taccuini preziosi e significativi. Spesso delle<strong> chiavi di lettura<\/strong> per decifrare la complessit\u00e0 della loro opera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/communedesign.tumblr.com\/post\/8715191796\/herman-hertzbergers-sketchbooks\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-hertzberger.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"343\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non si tratta di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=426\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scrapbook<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> n\u00e9 di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.undo.net\/it\/argomenti\/1371833379\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">libri d&#8217;artista<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, ma di pi\u00f9 modesti quaderni personali, raccolte di <strong>annotazioni grafiche<\/strong> intime e rapide, senza deliberate pretese artistiche ma intrise di senso e fascino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno dei pi\u00f9 antichi <strong>carnet<\/strong> \u00e8 quello di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/classes.bnf.fr\/villard\/feuillet\/index.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Villard de Honnecourt<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, di cui ho gi\u00e0 parlato a proposito dell&#8217;<\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1555\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">importanza del disegno<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, un prezioso quaderno di schizzi\u00a0di et\u00e0 medievale (XIII secolo) nel quale l&#8217;architetto francese ha raffigurato edifici, particolari costruttivi, attrezzi da cantiere e luoghi visitati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/classes.bnf.fr\/villard\/feuillet\/index.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-villard.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"583\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Molto diverso \u00e8 il taccuino di <strong>Giovannino de&#8217; Grassi<\/strong> (XIV secolo), un&#8217;elegante <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.codices-illustres.it\/sfoglia\/giovannino\/index.html?iframe=true&amp;width=630&amp;height=465)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">raccolta<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> di raffinati <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.atlantedellarteitaliana.it\/artwork-2250.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disegni di animali<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> e <strong>scene di corte<\/strong>.\u00a0Alla ricerca di <strong>naturalismo<\/strong> si affianca un evidente <strong>compiacimento<\/strong> per gli aspetti\u00a0cromatici e le pose dei corpi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-grassi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"837\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con il <strong>Rinascimento<\/strong> il carnet diventa una raccolta di idee, osservazioni, studi e annotazioni. Quelli di <strong>Leonardo<\/strong>\u00a0(1452-1519), in particolare, sono veri e propri scrigni dove \u00e8 raccolta tutta la cultura scientifica e figurativa dell&#8217;epoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Leonardo, grande <strong>osservatore della realt\u00e0<\/strong>, disegna instancabilmente qualunque oggetto: dal cuore umano alle piante, dai tendini di una spalla al muso di un cavallo. <strong>Copiare dal vero<\/strong>, d&#8217;altra parte, \u00e8 un fondamentale esercizio conoscitivo, come ho gi\u00e0 <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=468\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">spiegato in passato<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, e il nostro era assetato di conoscenza come pochi altri prima e dopo di lui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-leonardo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"534\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pi\u00f9 &#8220;da artista&#8221; sono\u00a0invece i taccuini di <strong>Albrecht D\u00fcrer <\/strong>(1471-1528). Studi di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2818\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piante e animali<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> si alternano a quelli di <strong>dettagli del corpo umano<\/strong> e scorci di paesaggio,\u00a0in una continua ricerca di perfezione delle forme.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-durer.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"534\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il quaderno di <strong>Jacopo Bellini<\/strong>\u00a0(1396-1470) ha invece un taglio pi\u00f9 &#8220;progettuale&#8221;. Vi si possono trovare, infatti, numerosi schizzi preparatori per opere a soggetto religioso come questa <strong>Lamentazione sul Cristo morto<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-bellini.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"559\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente anche gli altri artisti del Quattrocento e del Cinquecento realizzavano dei disegni preparatori ma spesso lo facevano su <strong>fogli sfusi<\/strong>, e non su\u00a0quaderni rilegati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per trovare nuovamente un approccio metodico al\u00a0disegno\u00a0dal vero occorre aspettare l&#8217;inizio del Settecento con <strong>Canaletto<\/strong> (1697-1768). I suoi <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.palazzogrimani.org\/mostre-ed-eventi\/canaletto-il-quaderno-veneziano-2-2-2-2-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;scaraboti&#8221;<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, schizzi di scene urbane realizzati con l&#8217;aiuto della <strong>camera ottica<\/strong>, erano contemporaneamente studi sul paesaggio (con tanto di annotazioni su misure, colori e materiali) e disegni preparatori per le sue dettagliate vedute pittoriche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-canaletto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"362\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Intanto, nel XVII secolo, aveva\u00a0cominciato\u00a0a diffondersi\u00a0una nuova moda, quella del\u00a0<\/span><strong><a href=\"http:\/\/grandtour.bncf.firenze.sbn.it\/racconto\/tradizione-del-grand-tour\/la-nascita-del-grand-tour\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Grand Tour<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, un viaggio in Italia attraverso monumenti, citt\u00e0 e paesaggi considerato momento irrinunciabile della <strong>formazione<\/strong> di qualsiasi artista, intellettuale o rampollo di nobile famiglia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questa tradizione avvi\u00f2 la nascita di un nuovo tipo di quaderno d&#8217;artista, il <\/span><strong><a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2005\/11\/13\/carnet-de-voyage-quei-reportage-fatti-col.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">carnet de voyage<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">: un taccuino di schizzi ed acquerelli dei luoghi visitati, realizzato sia per studiare i monumenti antichi che per poterne conservare la memoria.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-grandtour.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"319\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno dei viaggiatori pi\u00f9 illustri fu\u00a0senz&#8217;altro\u00a0<strong>Johann Wolfgang von Goethe<\/strong> (1749-1832), autore di un poderoso saggio in tre volumi dal titolo <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/pubblicazioni\/pubblicazionidipregio\/Viaggio_Goethe_rid.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Viaggio in Italia&#8221;<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> contenente il resoconto completo dei suoi itinerari lungo la penisola e la Sicilia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nell&#8217;immagine qui sotto Goethe \u00e8 il terzo da destra mentre accanto sono due illustrazioni\u00a0realizzate dallo scrittore\u00a0in Campania.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.isprambiente.gov.it\/files\/pubblicazioni\/pubblicazionidipregio\/Viaggio_Goethe_rid.pdf\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-goethe.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"395\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Da qui al desiderio romanticista di <strong>cogliere atmosfere suggestive e scorci pittoreschi<\/strong> il passo \u00e8 brevissimo. Con l&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, cos\u00ec,\u00a0i carnet si moltiplicheranno e si riempiranno di <strong>schizzi esotici<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>cieli tempestosi<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>William Turner<\/strong> (1775-1851),\u00a0uno dei pi\u00f9 prolifici osservatori dei fenomeni naturali, ha riempito di disegni e acquerelli pile di quaderni: opere d&#8217;arte che consentono di comprendere a fondo il suo gusto per ogni <strong>manifestazione della potenza sublime della natura<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-turner.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1033\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli schizzi del suo conterraneo <strong>John Constable<\/strong> (1776-1837) mostrano, invece, atmosfere meno drammatiche e la voglia di catturare\u00a0la <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.vam.ac.uk\/users\/node\/1184\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">bellezza del paesaggio e del suo cielo <\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">nonch\u00e9 un&#8217;infinit\u00e0 di dettagli naturali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sono celebri, da questo punto di vista, i suoi <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2790\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studi di nuvole<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> di cui ho gi\u00e0 scritto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.vam.ac.uk\/users\/node\/1184\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-constable.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1537\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Di tutt&#8217;altro genere sono i quaderni di\u00a0<strong>Eug\u00e8ne Delacroix<\/strong> (1798-1863): i suoi 7 taccuini\u00a0del <\/span><strong><a href=\"http:\/\/didascienze.formazione.unimib.it\/Lucevisione\/pittura\/maroccodelacroix.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">viaggio in Marocco<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, densi di <strong>colore e annotazioni<\/strong>, lasciano trasparire la folgorazione\u00a0dell&#8217;artista per un mondo sconosciuto e affascinante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Delle popolazioni locali lo colpiscono l&#8217;estrema dignit\u00e0, quasi un retaggio dell<strong>&#8216;antichit\u00e0 classica<\/strong>, ma anche la <strong>sensualit\u00e0<\/strong> delle donne lascivamente sdraiate sui tappeti\u00a0in un harem. I grandi mantelli, le strade polverose ed assolate, le ciabatte rotte degli anziani&#8230; tutto, di questi luoghi esotici, \u00e8 fonte di seduzione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-delacroix.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"913\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche <strong>Th\u00e9odore G\u00e9ricault<\/strong> (1791-1824), altro famoso esponente del Romanticismo francese, disegnava sui\u00a0<\/span><strong><a href=\"http:\/\/aic.onlineculture.co.uk\/accessible\/SpreadDetails.aspx?OrgID=24&amp;LangID=1&amp;o=1&amp;BookID=4054f240-bb95-4f70-8f55-8ef998c93d07&amp;params=0&amp;Dcmi=False\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quaderni<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, ma i suoi schizzi (cavalli, teste umane, gruppi di persone) riprendono la <strong>tradizione accademica dell&#8217;esercizio grafico<\/strong>\u00a0piuttosto che l&#8217;atteggiamento romantico di osservazione della realt\u00e0, sublime o pittoresca che sia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-gericault.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"599\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, con il perfezionamento delle <strong>macchine fotografiche<\/strong>, il<strong> carnet de voyage<\/strong> sembra essere in pericolo. Si diffondono apparecchi &#8220;portatili&#8221; che permettono di catturare rapidamente le immagini dei luoghi visitati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-venezia-foto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"480\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tuttavia i pittori\u00a0continuarono ad usare i loro quaderni e a <strong>tracciare fiumi di grafite e inchiostro<\/strong>. Perch\u00e9 disegnare un paesaggio o una figura umana non \u00e8 come fotografarli: se le disegni le forme ti entrano dentro attraverso la mano, se le fotografi restano sulla retina, non diventano davvero tue&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per questo <strong>Edgar Degas<\/strong> (1834-1917), il pittore impressionista, nonostante avesse una\u00a0macchina fotografica e la usasse per <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.cultorweb.com\/fp\/fc.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">studiare le pose delle ballerine<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, non abbandon\u00f2 mai quaderno e matita.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-degas.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"906\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quelli di <strong>Van Gogh<\/strong> sembrano quasi\u00a0<strong>quadernetti da scuola<\/strong>, con tanto di fogli a quadretti, sui quali Vincent annota febbrilmente sensazioni e pensieri, oltre ad abbozzare le opere che intendeva dipingere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pagine di questi quaderni, spesso, diventano <strong>lettere<\/strong> per il fratello Theo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-vangogh.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"942\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Suggestioni bretoni e tahitiane<\/strong> sono evidenti, invece, nei taccuini di <strong>Paul Gauguin<\/strong> (1848-1903).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-gauguin.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"804\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;esercizio dello schizzo sul taccuino non fu accantonato neanche dalle <strong>Avanguardie artistiche<\/strong> del Novecento. Naturalmente lo stile grafico \u00e8 fortemente influenzato dalla <strong>personalit\u00e0<\/strong> dell&#8217;autore e dalla <strong>corrente<\/strong> artistica di riferimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec troviamo i quaderni di <strong>Henri Matisse<\/strong> (1869-1954), sintetici e colorati&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-matisse.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"820\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8230; e quelli di <strong>Pablo Picasso<\/strong> (1881-1973), frammentati e cubisti, con chiari indizi della passione per tutta l&#8217;arte del passato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-picasso.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"893\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Fiabeschi e vivaci sono i disegni sui taccuini di <strong>Marc Chagall<\/strong> (1887-1985).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-chagall.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"364\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quelli di <strong>Paul Klee<\/strong> (1879-1940), preparati per la sua attivit\u00e0 didattica al <strong>Bauhaus<\/strong>, sembrano, invece, quasi dei <strong>trattati<\/strong> di colorimetria: formule, diagrammi, schemi si alternano a fitte didascalie. Insomma, c&#8217;\u00e8 del <strong>metodo<\/strong> in questa mania&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-klee.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"724\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un approccio\u00a0rigoroso guida anche il lavoro di <strong>Le Corbusier<\/strong> (1887-1965), architetto razionalista abituato a\u00a0registrare in modo rapido ma fedele paesaggi orientali, monumenti europei e idee per lo sviluppo di nuove\u00a0architetture.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-lecorbusier.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1044\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo stesso metodo\u00a0progettuale si manifesta nei quaderni di <strong>Edward Hopper<\/strong> (1882-1967). Ogni suo quadro, ogni rappresentazione di spazi vuoti e silenziosi, \u00e8 accompagnato da uno studio preliminare quasi scientifico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-hopper.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"970\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggi, anche il taccuino per gli schizzi \u00e8 un <strong>oggetto &#8220;firmato&#8221;<\/strong>, un sobrio quadernetto con elastico che fa tanto\u00a0intellettuale, poeta o artista&#8230; Parlo\u00a0del <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.moleskine.com\/it\/moleskine-world\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Moleskine<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, un&#8217;agendina piuttosto anonima ma inconfondibile proprio per questa sua ascetica essenzialit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-moleskine.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"554\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma a cosa \u00e8 dovuto il successo di un\u00a0<strong>oggetto decisamente retr\u00f2<\/strong> nell&#8217;era dello scatto fatto con lo <strong>smartphone<\/strong>?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Io penso che sia legato al desiderio di recuperare delle pratiche &#8220;lente&#8221; che richiedono concentrazione, come il <strong>disegno a mano libera<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Proprio quando il digitale prende il sopravvento portandoci ad un&#8217;<strong>osservazione fugace e distratta<\/strong> di ci\u00f2 che ci sta intorno, tornare a disegnare davanti ad un quadro in un museo o ad un paesaggio immerso nel verde, diventa un modo per <strong>resistere<\/strong> all&#8217;annullamento della creativit\u00e0 e della riflessione che la <strong>velocit\u00e0 con cui percepiamo il mondo<\/strong> comporta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco spiegata la progressiva diffusione degli\u00a0<\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/SOCIETA\/NOLIMITS\/sketchcrawl_matita_e_taccuino_per_raccontare_la_bellezza_del_mondo\/notizie\/312151.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;sketchcrawl&#8221;<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">,\u00a0periodici\u00a0raduni di amanti dello schizzo urbano che si danno appuntamento per disegnare insieme all&#8217;aperto, afferrando\u00a0colori\u00a0e\u00a0atmosfere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/urbansketchers-italy.blogspot.it\/2012\/07\/firenze-sketchcrawl-n-36.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/quaderno-sketchcrawl.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"528\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente anche sketchcrawl \u00e8 un marchio registrato&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A questo punto basta chiamarlo semplicemente <strong>&#8220;andare-in-giro-a-disegnare-su-un-quaderno-qualunque&#8221;<\/strong> e potrete provare anche voi a salvare una <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.pinterest.com\/didatticarte\/quaderni-dartista-artists-sketchbooks\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tradizione antica<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> e a scoprire la citt\u00e0 in cui vivete vedendola, per la prima volta, con occhi nuovi!<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa c&#8217;\u00e8 dietro un&#8217;opera d&#8217;arte? \u00c8 una domanda che mi sono posta molte volte. 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