{"id":3950,"date":"2014-10-20T22:50:37","date_gmt":"2014-10-20T20:50:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=3950"},"modified":"2019-01-24T22:16:13","modified_gmt":"2019-01-24T21:16:13","slug":"il-vero-e-il-falso-in-architettura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=3950","title":{"rendered":"Il vero e il falso in architettura"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Qualche giorno fa, parlando in classe dell&#8217;<strong>architettura dell&#8217;Ottocento<\/strong>, ho raccontato del cosiddetto <\/span><strong><a href=\"https:\/\/it.scribd.com\/doc\/21015374\/Eclettismo-Storicistico\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">revival storicistico<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, cio\u00e8 la ripresa degli stili del passato,\u00a0in particolare\u00a0del Medioevo. Fu cos\u00ec che nacquero il <strong>Neoromanico<\/strong>, il <strong>Neogotico<\/strong>, ma anche il <strong>Neorinascimentale<\/strong> e persino (incredibile!) il <strong>Neoegizio<\/strong>&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In molti casi mescolarono diversi modelli\u00a0creando un fantasioso <strong>stile eclettico<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.rocaille.it\/padova-belle-epoque-caffe-pedrocchi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-pedrocchi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"579\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dietro questo ritorno al passato c&#8217;era il desiderio di recuperare un&#8217;<strong>identit\u00e0 nazionale perduta<\/strong> perch\u00e9 calpestata dalla Restaurazione\u00a0voluta dal congresso di Vienna (1815).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 un meccanismo che, a prima vista, pu\u00f2 apparire piuttosto bizzarro ma che, in realt\u00e0, scatta sempre quando ci sono <strong>rivendicazioni autonomistiche<\/strong>: ancorarsi alle proprie tradizioni, cercare le proprie radici diventa un modo per affermare la <strong>legittimit\u00e0<\/strong> della propria esistenza come popolo e come stato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/elinasart.deviantart.com\/journal\/Architecture-P-1-412276327\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-villaggio-medievale.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"583\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il recupero degli stili del passato, tuttavia, non fu utilizzato solo per i nuovi edifici ma anche per quelli gi\u00e0 esistenti attraverso il tentativo di riportarli al loro <strong>stadio originale<\/strong> con l&#8217;eliminazione di tutti gli elementi aggiunti nei secoli e, se necessario, anche la <strong>creazione ex novo<\/strong> di parti mai edificate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E questo \u00e8 il caso del <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.storiadimilano.it\/citta\/Piazza_Duomo\/il_duomo_-_parte_ii.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Duomo di Milano<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">: ne ammiriamo con stupore l&#8217;immensa e ricca facciata senza sapere che di <strong>gotico<\/strong>\u00a0(cio\u00e8 risalente al XII-XIV secolo) non ha nulla essendo stata edificata in gran parte duecento anni fa.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.storiadimilano.it\/citta\/Piazza_Duomo\/il_duomo_-_parte_ii.htm\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"533\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando ho parlato della storia di questa facciata una mia alunna\u00a0ha esclamato di getto: &#8220;Professor\u00e9, ci sto restando troppo male!&#8221;. A parte lo slang, capisco perfettamente la sua <strong>delusione<\/strong>: un falso storico genera spesso una <strong>sensazione di tradimento<\/strong>, ci si sente ingannati da qualcosa che finge di essere molto antico ma, in realt\u00e0, non lo \u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Facendo osservare bene la facciata agli studenti ho fatto notare loro che, in effetti, ci sono una serie di <strong>&#8220;indizi&#8221;<\/strong> che dovrebbero metterci in guardia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Osservate i cinque portali e le finestre che li sormontano (li ho evidenziati in giallo). Trovate <strong>qualcosa di strano<\/strong>? Qualcuno ha timidamente mormorato: &#8220;hanno i <strong>timpani<\/strong>&#8220;. Ecco! HANNO I TIMPANI!!! Una cosa impossibile in epoca gotica quando le aperture erano tutte ogivali (cio\u00e8 come quelle in verde).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano2.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"422\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E questi timpani, elementi curvi o rettilinei posti al di sopra di <strong>portali e finestre<\/strong>, a che epoca potrebbero appartenere? Qui i ragazzi le hanno sparate tutte, indiscriminatamente (il che mi ha fatto pensare che dovr\u00f2 far fare loro un bel ripasso&#8230;). Con le mani ai capelli alla fine ho dato la soluzione: <strong>tardo\u00a0Rinascimento<\/strong>!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Queste parti architettoniche, infatti, fanno parte del progetto che nella seconda met\u00e0 del Cinquecento il <strong>Cardinale Carlo Borromeo<\/strong> fece elaborare a <strong>Pellegrino Tibaldi<\/strong>\u00a0in <strong>stile &#8220;romano&#8221;<\/strong>\u00a0(e dunque Cattolico), per arginare\u00a0l&#8217;aspetto gotico (nord-europeo, associato\u00a0al Protestantesimo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quel progetto, per\u00f2, continuato da <strong>Francesco Maria Richini<\/strong>, non and\u00f2 oltre i portali e i finestroni e, per circa due secoli, la facciata rimase <strong>incompiuta<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano3.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"964\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per vedere la ripresa dei lavori occorrer\u00e0 aspettare <strong>Napoleone Bonaparte<\/strong> che, qualche giorno prima di essere dichiarato Re d&#8217;Italia, diede nuovo impulso al completamento della fabbrica (mancavano ancora tutti i pinnacoli laterali, alcuni archi rampanti, le statue e, naturalmente, la facciata).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tuttavia nel lungo intervallo di <strong>stasi del cantiere<\/strong> si erano succeduti tanti progetti in linea con il <strong>mutevole spirito dei tempi<\/strong>. Con l&#8217;avvento del Barocco, cos\u00ec, si ipotizzarono nuove facciate lontane dal classicismo romano e parzialmente ricondotte nell&#8217;alveo del Gotico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Importante sar\u00e0 il progetto di <strong>Carlo Buzzi<\/strong> per la scelta della forma &#8220;<strong>a capanna<\/strong>&#8220;, tipica del Romanico\u00a0lombardo, che ispirer\u00e0, oltre un secolo dopo, la<strong> forma definitiva<\/strong> della facciata.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano4.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"313\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ancora pi\u00f9\u00a0fantasiose sono le\u00a0<strong>proposte Rococ\u00f2<\/strong> che per\u00f2, come quelle barocche, tentano comunque di conservare ci\u00f2 che era gi\u00e0 stato realizzato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano5.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"517\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con l&#8217;avvento del Neoclassicismo si tent\u00f2 di semplificare il progetto\u00a0recuperando l&#8217;idea di Buzzi e, nella proposta di <strong>Carlo Felice Soave<\/strong>, mantenendo ancora le <strong>aperture tardorinascimentali<\/strong>, incluso il balcone sul portale maggiore che si stava edificando.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano6.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"396\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A parte piccole modifiche sar\u00e0 quest&#8217;ultimo il progetto che Napoleone far\u00e0 realizzare dagli architetti<strong> Zanoia e Amati<\/strong>. Tra il 1805 e il 1813 si complet\u00f2 praticamente tutta l&#8217;opera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pensate che la cosa sia finita l\u00e0? Ma neanche per sogno! Verso la fine\u00a0dell&#8217;Ottocento, sotto l&#8217;impulso storicistico ormai dilagante in tutta Europa,\u00a0venne bandito un <strong>concorso internazionale<\/strong> per una nuova facciata interamente gotica al quale parteciparono ben <strong>centoventi architetti<\/strong> provenienti da tutto il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il vincitore sar\u00e0 il milanese <strong>Giuseppe Brentano<\/strong>\u00a0ma la sua morte prematura fece abbandonare l&#8217;idea di rifare il prospetto lasciando che quello napoleonico diventasse definitivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-milano7.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"427\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E non fu l&#8217;unico caso di facciata &#8220;inventata&#8221;. Nell&#8217;Ottocento questa pratica venne portata avanti con grande nonchalance grazie all&#8217;insegnamento del francese <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.arch.unige.it\/did\/l2\/architettura\/terzo0809\/teostoriaresta\/pdf\/12.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Eug\u00e8ne Viollet-Le-Duc<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> il quale sosteneva che &#8220;restaurare \u00e8 ripristinare l&#8217;edificio in uno <strong>stato di compiutezza<\/strong> che potrebbe non essere mai esistito&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dunque quello che oggi pu\u00f2 essere percepito come un <strong>inganno<\/strong>, era proposto come una vera e propria <strong>regola<\/strong> pur di raggiungere un&#8217;unit\u00e0 stilistica. Una regola che, nel restauro, prevedeva anche la <strong>cancellazione di qualsiasi traccia<\/strong> che la storia avesse depositato nel tempo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli esempi italiani sono innumerevoli (ma ci sono edifici, come <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.foliamagazine.it\/bologna-san-petronio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">San Petronio<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> a Bologna, che si sono &#8220;salvati&#8221;).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>Duomo di Firenze<\/strong>, ad esempio, ha una facciata ispirata allo <strong>stile del campanile giottesco<\/strong>, realizzata in toto da <strong>Emilio de Fabris<\/strong> nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, dopo secoli di concorsi e proposte fatte dai maggiori architetti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-duomo-firenze.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"845\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 di pura invenzione, sempre a Milano, la cosiddetta <strong>Torre del Filarete<\/strong> del <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.storiadimilano.it\/citta\/castellosforzesco.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Castello Sforzesco<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> realizzata a fine Ottocento da <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.eupolis.regione.lombardia.it\/shared\/ccurl\/990\/510\/15_Studi_Ricerche_03.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Luca Beltrami<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.eupolis.regione.lombardia.it\/shared\/ccurl\/990\/510\/15_Studi_Ricerche_03.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>. <\/strong><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Saltata in aria nel 1521 la torre \u00e8 stata rifatta ispirandosi\u00a0ad\u00a0una serie di documenti pi\u00f9 o meno attendibili di tipo scritto o grafico (un dipinto della scuola di Leonardo\u00a0e\u00a0un testo del Filarete) e alla struttura dell&#8217;analoga torre del castello di<strong> Vigevano<\/strong>. Il risultato, se non veritiero, \u00e8 stato ritenuto comunque &#8220;<strong>verosimile<\/strong>&#8220;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-castello-sforzesco.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"916\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggi, tuttavia, nessun restauratore farebbe un&#8217;operazione simile. Dopo oltre un secolo da questi esperimenti la <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.veneto.beniculturali.it\/tutela-strumenti-e-risorse\/il-restauro-architettonico-teorie-e-buona-pr\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">teoria del Restauro<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> si \u00e8 assestata sull&#8217;idea di non rifare ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9, tanto meno, di fare ci\u00f2 che non c&#8217;\u00e8 mai stato. Se \u00e8 necessario <strong>&#8220;colmare&#8221; una lacuna<\/strong> tale intervento deve potersi distinguere facilmente dalle parti originali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Alcune situazioni che si presentano ancora oggi, tuttavia, chiedono un atteggiamento abbastanza<strong> flessibile<\/strong> di fronte ai vari casi che si possono presentare. Quando, ad esempio, una <strong>catastrofe<\/strong> distrugge completamente un monumento che, per il suo significato storico, artistico e spaziale costituisce un elemento fondamentale per la comunit\u00e0 sembra pi\u00f9 legittimo\u00a0un ripristino <strong>&#8220;com&#8217;era e dov&#8217;era&#8221;<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno dei casi pi\u00f9 celebri fu quello del cinquecentesco\u00a0<strong>campanile di San Marco a Venezia<\/strong>. Crollato di schianto il 14 luglio 1902 fu ricostruito in dieci anni da Gaetano Moretti in forma pressoch\u00e9 identica\u00a0all&#8217;originale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-campanile-venezia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"642\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Cos\u00ec scrisse in proposito l&#8217;architetto Gustavo Giovannoni nel 1929:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u201c<em>Fiumi d\u2019inchiostro si sono versati pro e contro la ricostruzione, e per lo stile nuovo o per l\u2019imitazione dal vecchio. Ed in teoria tutti avevano ragione. Ma chi si trovava a Venezia negli anni in cui il campanile non esisteva pi\u00f9 non poteva aver dubbi: Venezia, senza l\u2019albero di maestra che dall\u2019estremo della laguna o dall\u2019aperto mare Adriatico annunziava la regina dei mari, non era pi\u00f9 Venezia: piazza San Marco non aveva pi\u00f9 la sua armonia e il suo significato\u2026 In questo contrastare tra i vari atteggiamenti della ragione, tra la ragione e il sentimento \u00e8 la tragedia dei restauratori<\/em>\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-campanile-venezia2.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"259\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ha prevalso il &#8220;sentimento&#8221; anche per il <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.storiadifirenze.org\/?temadelmese=marzo-1958-la-ricostruzione-del-ponte-a-santa-trinita\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ponte di Santa Trinita<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> realizzato a Firenze da <strong>Bartolomeo Ammannati<\/strong> nella seconda met\u00e0 del Cinquecento. Distrutto dalle mine dei tedeschi in ritirata la sera\u00a0del 3 agosto 1944 fu ricostruito in due anni dopo undici\u00a0anni di studi, ricerche e recupero dei frammenti originali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Qui si pone una questione fondamentale: anche mantenendone le forme originali il ponte andava rifatto in <strong>cemento armato<\/strong> o con la <strong>tecnica muraria antica<\/strong>? Il Ministero dei Lavori Pubblici pensava alla prima soluzione per avere pi\u00f9 sicurezza nel successivo utilizzo veicolare ma secondo <strong>Carlo Ludovico Ragghianti<\/strong>\u00a0&#8220;la caratteristica di un\u2019opera d\u2019arte consiste anche nella sua tecnica, che <strong>non \u00e8 scissa dalla sua forma<\/strong>&#8220;. Alla fine sar\u00e0 rifatto in muratura, senza cemento armato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-ponte-firenze.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"694\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Una storia tristemente simile, legata alla <strong>guerra tra croati e bosniaci<\/strong>, porter\u00e0 al crollo di un altro famoso ponte, quello ottomano di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.balcanicaucaso.org\/aree\/Bosnia-Erzegovina\/Mostar-il-Vecchio-venti-anni-dopo-143828\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mostar<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Risalente\u00a0anch&#8217;esso al Cinquecento\u00a0croll\u00f2\u00a0la mattina del <strong>9 novembre 1993<\/strong> dopo due giorni di cannonate.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La sentenza di condanna degli artefici della distruzione cos\u00ec recita: &#8220;la distruzione dello Stari Most rappresenta una violazione delle leggi e delle consuetudini di guerra [&#8230;]\u00a0un atto cosciente da parte degli autori che <strong>miravano a distruggere l&#8217;identit\u00e0 culturale<\/strong> attraverso la distruzione materiale e l\u2019avvilimento della popolazione&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dunque un ponte, una torre sono <strong>segni tangibili<\/strong> dell&#8217;identit\u00e0 culturale di un popolo. Per questo motivo, anche in questo caso, la strada scelta fu il <strong>ripristino<\/strong> nelle forme originali &#8220;com&#8217;era e dov&#8217;era&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/storicismo-ponte-mostar.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"805\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 chiaro: il ponte \u00e8 &#8220;finto&#8221;, cio\u00e8 sembra antico ma non lo \u00e8.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma chi potr\u00e0 esserne ingannato? Forse solo un <strong>giovane\u00a0turista distratto<\/strong> che non ha letto neanche un rigo della sua guida&#8230; Ma per gli abitanti significa tutt&#8217;altro: \u00e8 un <strong>simbolo<\/strong>\u00a0e\u00a0importa poco che non sia pi\u00f9 quello originale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo potere di <strong>racchiudere l&#8217;identit\u00e0 di un popolo<\/strong> forse pi\u00f9 della lingua, pi\u00f9 delle tradizioni storiche o gastronomiche rende l&#8217;architettura un&#8217;attivit\u00e0 umana speciale e delicata che richiede <strong>preparazione e umilt\u00e0<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 \u00a0una volta le citt\u00e0 avevano un&#8217;anima, un&#8217;atmosfera. Quella che <strong>Christian Norberg Schultz<\/strong>, riprendendo il nome della divinit\u00e0 romana\u00a0dei luoghi, chiama &#8220;<\/span><strong><a href=\"http:\/\/paesaggiocritico.com\/2013\/09\/10\/sul-genius-loci-lo-spirito-del-luogo-di-angelo-sofo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">genius loci<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">&#8220;, lo spirito del luogo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Uno spirito da proteggere e accudire, perch\u00e9 \u00e8 fragile e pu\u00f2 smarrirsi facilmente e quando si perde \u00e8 <strong>per sempre<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, parlando in classe dell&#8217;architettura dell&#8217;Ottocento, ho raccontato del cosiddetto revival storicistico, cio\u00e8 la ripresa degli stili del passato,\u00a0in particolare\u00a0del Medioevo. Fu&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3982,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31,325,1],"tags":[902,1383,669,906,670,905,904,909,339,674,907,903,908],"class_list":["post-3950","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","category-percezione","category-storia-arte","tag-ammannati","tag-architettura","tag-campanile","tag-castello-sforzesco","tag-duomo","tag-firenze","tag-milano","tag-mostar","tag-ponte","tag-restauro","tag-ripristino","tag-santa-trinita","tag-venezia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3950","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3950"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3950\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10879,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3950\/revisions\/10879"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3982"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3950"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3950"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3950"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}