{"id":3904,"date":"2014-11-06T16:50:32","date_gmt":"2014-11-06T15:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=3904"},"modified":"2020-08-08T20:09:25","modified_gmt":"2020-08-08T18:09:25","slug":"come-si-duplica-una-scultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=3904","title":{"rendered":"Come si duplica una scultura?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Per una strana coincidenza, questa domanda mi \u00e8 stata fatta nello stesso giorno in due\u00a0classi diverse.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In una quinta me l&#8217;ha chiesto una\u00a0studentessa quando ho spiegato che <strong>Antonio Canova<\/strong> aveva rifatto le <strong>Tre Grazie<\/strong> per un committente inglese che aveva molto apprezzato la prima versione dell&#8217;opera (quella che \u00e8 oggi all&#8217;Hermitage di San Pietroburgo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/letterautori-files\/volume-2\/pdf-verde\/letterautori_verde_volume2_canova-grazie.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-grazie-canova.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"623\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In una seconda classe me l&#8217;ha chiesto uno studente quando ho raccontato che la maggior parte delle <strong>sculture greche<\/strong> che vediamo oggi nei musei sono in realt\u00e0 <strong>copie di et\u00e0 romana<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=7&amp;ved=0CFIQFjAG&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.edatlas.it%2Fdocuments%2F858a114b-6408-4a1d-8684-b7971a83adee%2FAPP_Copie_copisti_antica&amp;ei=IS9bVLE7x89oqu6C4Ac&amp;usg=AFQjCNEbjB26eLwYQaigYC30xrYtV3y57g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-discobolo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"544\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In effetti quando racconto queste cose non mi sono mai soffermata a spiegare <strong>come si realizzavano<\/strong>, dal punto di vista tecnico,\u00a0le copie delle sculture.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per un <strong>dipinto<\/strong> \u00e8 abbastanza intuitivo: mi metto accanto al modello, lo osservo con attenzione e cerco di riprenderne lo schema compositivo, la luce, i colori. Ma per la scultura non sembra cos\u00ec semplice, a prima vista! Eppure, a giudicare dalla <strong>straordinaria quantit\u00e0 di copie di statue<\/strong>, soprattutto classiche, che c&#8217;\u00e8 in giro, non deve essere una pratica tanto difficile&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.felicecalchi.com\/index.php\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-calchi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"289\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sostanzialmente i metodi sono due: la creazione di un <strong>calco<\/strong> e il riporto dei <strong>punti<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per la\u00a0realizzazione\u00a0di un <strong>calco in gesso<\/strong>\u00a0si riveste l&#8217;originale con una sostanza protettiva e si cola il gesso liquido in una cassaforma ottenendo una <strong>forma negativa<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-calco-gesso.jpg\" alt=\"\" width=\"1132\" height=\"743\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Da questa, per<strong> successiva colatura<\/strong>, si possono ottenere nuovamente i &#8220;positivi&#8221;: dei duplicati, sempre in gesso, fedeli all&#8217;originale. Oppure si pu\u00f2 stendere uno strato di <strong>cera<\/strong> per procedere con la tecnica della <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.fondazioneartistica.it\/joomla25\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=32&amp;Itemid=211\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fusione a cera persa<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-calco-gesso2.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"342\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggi i calchi non si realizzano pi\u00f9 in gesso, materiale fragile\u00a0e\u00a0pesante, ma nel ben pi\u00f9 duttile <strong>silicone<\/strong>. Il negativo cos\u00ec ottenuto viene <strong>rimosso con estrema facilit\u00e0<\/strong> e risulta molto pi\u00f9 resistente nelle successive fasi di realizzazione del positivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.fonderiamarinelli.it\/calco-al-bargello-dellammannati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-calco-silicone.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"565\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un metodo completamente diverso \u00e8 quello del <strong>riporto dei punti<\/strong>. Sostanzialmente consiste nel creare un <strong>sistema di riferimento spaziale<\/strong> attorno alla statua da copiare (anche semplici fili a piombo), prendere le <strong>coordinate<\/strong> di alcuni punti della scultura (i pi\u00f9 sporgenti, all&#8217;inizio) e riportarli su un blocco di marmo munito di analogo sistema di riferimento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-metodo-punti.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"308\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco un <strong>esempio filmato<\/strong> di questo sistema di copia. Lo scultore del video va perfezionando\u00a0la testa di cavallo prendendo dei<strong> riferimenti sull&#8217;originale<\/strong> via via pi\u00f9 profondi.<\/span><\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"FRISON  - STONE SCULPTURE - POINTING MACHINE\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SKFjlnGjSbA?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo metodo\u00a0a volte accompagna quello della copia con calco: si duplica in gesso un originale e poi si riporta\u00a0su marmo la prima copia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Si tratta di un<strong> sistema antichissimo<\/strong> le cui origini risalgono alle <strong>griglie applicate ai blocchi di pietra<\/strong> in et\u00e0 egizia e greca arcaica. Queste quadrettature permettevano di riprodurre sculture molto simili per proporzioni e postura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-griglia-kouroi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"526\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con gabbie e sistemi di <strong>riporto dei punti<\/strong> i Romani, appassionati collezionisti di sculture greche, copiarono in innumerevoli esemplari marmorei gli originali classici, soprattutto di <strong>Mirone<\/strong>,\u00a0<strong>Lisippo e Prassitele<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Era rarissimo l&#8217;uso dei calchi tant&#8217;\u00e8 vero che spesso si possono osservare molte <strong>varianti<\/strong> tra le varie riproduzioni. La <strong>copia marmorea di una statua in bronzo<\/strong>, inoltre, necessitava sempre dell&#8217;aggiunta di un tronco, una roccia, un vaso o anche un cane presso le gambe della figura per evitarne la rottura delle caviglie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La scultura in bronzo non richiede questo rinforzo per\u00f2 necessita della preventiva creazione di un <strong>modello\u00a0in argilla<\/strong> sul quale si realizzer\u00e0 la fusione. Un <strong>percorso lungo e tormentato<\/strong> che richiede grande perizia tecnica!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-marmo-bronzo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"486\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Durante il Rinascimento, il desiderio di dare regole matematiche all&#8217;arte port\u00f2 <strong>Leon Battista Alberti<\/strong> ad elaborare il <em><strong>finitorium<\/strong><\/em>, uno strumento di sua invenzione descritto nel <strong>De statua<\/strong>\u00a0(1462) che consentisse di misurare con grande precisione i modelli classici per poterli riprodurre con rigore scientifico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il sistema prevede l&#8217;uso di un <strong>disco graduato<\/strong> e un <strong>filo a piombo<\/strong> per individuare, attraverso un angolo, una distanza dal centro e una lunghezza, le coordinate di qualsiasi punto di una scultura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il suo intento era, fondamentalmente, quello di <strong>sottrarre la scultura all&#8217;arbitrio dell&#8217;occhio dell&#8217;artista<\/strong> per fornirle una <strong>legittimazione scientifica<\/strong> come quella che la prospettiva conferiva\u00a0alla pittura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-alberti-finitorium.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"471\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel Settecento, con il Neoclassicismo, torn\u00f2 in voga l&#8217;uso di <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.antika.it\/007602_roma-e-lantico-nel-700-dal-parnaso-alla-fabbrica-dellantico.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">copiare le statue pi\u00f9 belle dell&#8217;antichit\u00e0<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> (a volte arrivando a creare dei falsi&#8230;). Gli scultori, allora, ripresero il concetto albertiano delle coordinate adattandolo ad un sistema pi\u00f9 pratico, quello del <strong>telaio metrato<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-gabbia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"551\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E proprio il telaio metrato era il sistema usato da Canova nella fase di passaggio dalla <strong>scultura in gesso<\/strong> a quella in <strong>marmo<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Canova, infatti, iniziava i suoi lavori con <strong>piccoli bozzetti in argilla<\/strong>, poi ne faceva una <strong>versione in gesso<\/strong> con le dimensioni che avrebbe avuto la scultura finale e poi duplicava il gesso applicando sul marmo le coordinate di numerosi\u00a0punti\u00a0segnati sulla superficie con piccoli chiodi (chiamati con il termine francese <strong>rep\u00e8re<\/strong>).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non era troppo difficile, cos\u00ec, rifare due volte le tre Grazie (sebbene non siano identiche). E dopo aver usato il primo gesso per fare la seconda versione delle Grazie, Canova fece il <strong>calco della nuova scultura<\/strong> per archiviarla nel suo studio di Possagno (citt\u00e0 dove \u00e8 sita la <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.museocanova.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Gipsoteca<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, la raccolta dei gessi canoviani).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-grazie-canova-modelli.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"808\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il telaio metrato e, ancora prima, il finitorium sono gli antenati del sistema attuale che si usa per replicare un manufatto tridimensionale. Cos&#8217;\u00e8, infatti, la <\/span><strong><a href=\"http:\/\/graphics.stanford.edu\/projects\/mich\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scansione digitale<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> se non una raccolta di coordinate spaziali dei vari punti di una scultura? E per il<strong> riporto delle quote<\/strong> sul blocco ci pensa una bella stampante 3D.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>vantaggio<\/strong> \u00e8 che l&#8217;originale non viene neanche toccato e il numero di punti quotati \u00e8 elevatissimo (a beneficio della\u00a0precisione dei dettagli).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con le tecniche digitali \u00e8 possibile ottenere anche un <strong>modello virtuale<\/strong> della scultura, utile a studiarne ogni minimo particolare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/graphics.stanford.edu\/projects\/mich\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-david.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1361\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente le copie fatte con questo sistema non hanno la stessa <strong>finalit\u00e0<\/strong> delle copie di et\u00e0 romana, rinascimentale o neoclassica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quelle nascevano dalla <strong>brama di possesso di un pezzo d&#8217;arte classica<\/strong>, anche se non originale. Queste vengono fatte per scopi molto differenti: alcune servono ad ipotizzare delle <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=sT27rGkg4S0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ricostruzioni di parti mancanti<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, altre per offrire<\/span><strong> <a href=\"http:\/\/www.csarcheometria.it\/Minolta3.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">punti di vista<\/a> <\/strong><span style=\"color: #000000;\">non accessibili, altre ancora per<\/span><strong> <a href=\"http:\/\/www.icr.beniculturali.it\/pagina.cfm?usz=2&amp;uid=495&amp;umn=75&amp;smn=108\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">monitorare<\/a> <\/strong><span style=\"color: #000000;\">e valutare i rischi dovuti al<\/span><strong> <a href=\"http:\/\/www.attiasita.it\/Asita2005\/Pdf\/0371.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">degrado dei materiali<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, per archiviare delle<\/span><strong><a href=\"http:\/\/3dprint.com\/9323\/berlin-museum-3d-printing\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> copie di reperti<\/a> <\/strong><span style=\"color: #000000;\">rari e rovinati o\u00a0per un uso didattico nei<\/span><strong> <a href=\"http:\/\/www.brooklynmuseum.org\/community\/blogosphere\/2013\/04\/25\/teaching-with-a-3d-simulacrum\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">musei tattili<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.ilsatiro.it\/italiano\/il_Satiro_danzante.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/duplicare-satiro.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"604\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sia la copia col telaio che quella da scanner sembrano <strong>operazioni piuttosto &#8220;fredde&#8221; e meccaniche<\/strong>, vero?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Eppure l&#8217;arte \u00e8 fatta anche di questo: di mestiere, di fatica, di routine. E gli studenti si appassionano molto di pi\u00f9 quando possono scoprire<\/span><strong> <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCoQFjAB&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.didatticarte.it%2FBlog%2F%3Fp%3D520&amp;ei=_Y9bVP-sG8zsaMWLgNgM&amp;usg=AFQjCNE-p9Ez6KekPrTQg5uIaN_sPpEp7A&amp;bvm=bv.78677474,d.d2s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;com&#8217;\u00e8 fatto&#8221;<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, giusto per citare il titolo di una fortunata trasmissione televisiva&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 quello dell&#8217;arte non \u00e8 un mondo misterioso, inaccessibile\u00a0e autoreferenziale. \u00c8, invece, una pulsione verso le forme e le immagini che sta <strong>dentro di noi<\/strong>. Nessuno escluso.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"border-top-left-radius: 2px; border-top-right-radius: 2px; border-bottom-right-radius: 2px; border-bottom-left-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: bold; font-stretch: normal; font-size: 11px; line-height: 20px; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; background-image: url(data:image\/svg+xml; base64,phn2zyb4bwxucz0iahr0cdovl3d3dy53my5vcmcvmjawmc9zdmciighlawdodd0imzbwecigd2lkdgg9ijmwchgiihzpzxdcb3g9ii0xic0xidmxidmxij48zz48cgf0acbkpsjnmjkundq5lde0ljy2mibdmjkundq5ldiyljcymiaymi44njgsmjkumju2ide0ljc1ldi5lji1nibdni42mzismjkumju2idaumduxldiyljcymiawlja1mswxnc42njigqzaumduxldyunjaxidyunjmyldaumdy3ide0ljc1ldaumdy3iemymi44njgsmc4wnjcgmjkundq5ldyunjaxidi5ljq0oswxnc42njiiigzpbgw9iinmzmyiihn0cm9rzt0ii2zmziigc3ryb2tllxdpzhropsixij48l3bhdgg+phbhdgggzd0itte0ljczmywxljy4nibdny41mtysms42odygms42njusny40otugms42njusmtqunjyyiemxljy2nswymc4xntkgns4xmdksmjquodu0idkuotcsmjyunzq0iem5ljg1niwyns43mtggos43ntmsmjqumtqzidewljaxniwymy4wmjigqzewlji1mywymi4wmsaxms41ndgsmtyuntcyidexlju0ocwxni41nzigqzexlju0ocwxni41nzigmteumtu3lde1ljc5nsaxms4xntcsmtqunjq2iemxms4xntcsmtiuodqyideyljixmswxms40otugmtmuntiyldexljq5nsbdmtqunjm3ldexljq5nsaxns4xnzusmtiumzi2ide1lje3nswxmy4zmjmgqze1lje3nswxnc40mzygmtqundyylde2ljegmtqumdkzlde3ljy0mybdmtmunzg1lde4ljkznsaxnc43ndusmtkuotg4ide2ljayocwxos45odggqze4ljm1mswxos45odggmjaumtm2lde3lju1niaymc4xmzysmtqumdq2iemymc4xmzysmtauotm5ide3ljg4ocw4ljc2nyaxnc42nzgsoc43njcgqzewljk1osw4ljc2nya4ljc3nywxms41mzygoc43nzcsmtqumzk4iem4ljc3nywxns41mtmgos4ymswxni43mdkgos43ndksmtcumzu5iem5ljg1niwxny40odggos44nzismtcunia5ljg0lde3ljczmsbdos43ndesmtgumtqxidkuntismtkumdizidkundc3lde5ljiwmybdos40miwxos40nca5lji4ocwxos40otegos4wncwxos4znzygqzcunda4lde4ljyymia2ljm4nywxni4yntigni4zodcsmtqumzq5iem2ljm4nywxmc4yntygos4zodmsni40otcgmtuumdiyldyundk3iemxos41ntusni40otcgmjmumdc4ldkunza1idizlja3ocwxmy45otegqzizlja3ocwxoc40njmgmjaumjm5ldiylja2miaxni4yotcsmjiumdyyiemxnc45nzmsmjiumdyyidezljcyocwyms4znzkgmtmumzayldiwlju3mibdmtmumzayldiwlju3miaxmi42ndcsmjmumdugmtiundg4ldizljy1nybdmtiumtkzldi0ljc4ncaxms4zotysmjyumtk2idewljg2mywyny4wntggqzeylja4niwyny40mzqgmtmumzg2ldi3ljyznyaxnc43mzmsmjcunjm3iemyms45nswyny42mzcgmjcuodaxldixljgyocayny44mdesmtqunjyyiemyny44mdesny40otugmjeuotusms42odygmtqunzmzldeunjg2iibmawxspsijymqwodfjij48l3bhdgg+pc9npjwvc3znpg==); background-size: 14px 14px; background-color: #bd081c; position: absolute; opacity: 1; z-index: 8675309; display: none; cursor: pointer; border: none; -webkit-font-smoothing: antialiased; background-position: 3px 50%; background-repeat: no-repeat no-repeat;\">Salva<\/span><span style=\"border-top-left-radius: 2px; border-top-right-radius: 2px; border-bottom-right-radius: 2px; border-bottom-left-radius: 2px; text-indent: 20px; width: auto; padding: 0px 4px 0px 0px; text-align: center; font-style: normal; font-variant-caps: normal; font-weight: bold; font-stretch: normal; font-size: 11px; line-height: 20px; font-family: 'Helvetica Neue', Helvetica, sans-serif; background-image: url(data:image\/svg+xml; base64,phn2zyb4bwxucz0iahr0cdovl3d3dy53my5vcmcvmjawmc9zdmciighlawdodd0imzbwecigd2lkdgg9ijmwchgiihzpzxdcb3g9ii0xic0xidmxidmxij48zz48cgf0acbkpsjnmjkundq5lde0ljy2mibdmjkundq5ldiyljcymiaymi44njgsmjkumju2ide0ljc1ldi5lji1nibdni42mzismjkumju2idaumduxldiyljcymiawlja1mswxnc42njigqzaumduxldyunjaxidyunjmyldaumdy3ide0ljc1ldaumdy3iemymi44njgsmc4wnjcgmjkundq5ldyunjaxidi5ljq0oswxnc42njiiigzpbgw9iinmzmyiihn0cm9rzt0ii2zmziigc3ryb2tllxdpzhropsixij48l3bhdgg+phbhdgggzd0itte0ljczmywxljy4nibdny41mtysms42odygms42njusny40otugms42njusmtqunjyyiemxljy2nswymc4xntkgns4xmdksmjquodu0idkuotcsmjyunzq0iem5ljg1niwyns43mtggos43ntmsmjqumtqzidewljaxniwymy4wmjigqzewlji1mywymi4wmsaxms41ndgsmtyuntcyidexlju0ocwxni41nzigqzexlju0ocwxni41nzigmteumtu3lde1ljc5nsaxms4xntcsmtqunjq2iemxms4xntcsmtiuodqyideyljixmswxms40otugmtmuntiyldexljq5nsbdmtqunjm3ldexljq5nsaxns4xnzusmtiumzi2ide1lje3nswxmy4zmjmgqze1lje3nswxnc40mzygmtqundyylde2ljegmtqumdkzlde3ljy0mybdmtmunzg1lde4ljkznsaxnc43ndusmtkuotg4ide2ljayocwxos45odggqze4ljm1mswxos45odggmjaumtm2lde3lju1niaymc4xmzysmtqumdq2iemymc4xmzysmtauotm5ide3ljg4ocw4ljc2nyaxnc42nzgsoc43njcgqzewljk1osw4ljc2nya4ljc3nywxms41mzygoc43nzcsmtqumzk4iem4ljc3nywxns41mtmgos4ymswxni43mdkgos43ndksmtcumzu5iem5ljg1niwxny40odggos44nzismtcunia5ljg0lde3ljczmsbdos43ndesmtgumtqxidkuntismtkumdizidkundc3lde5ljiwmybdos40miwxos40nca5lji4ocwxos40otegos4wncwxos4znzygqzcunda4lde4ljyymia2ljm4nywxni4yntigni4zodcsmtqumzq5iem2ljm4nywxmc4yntygos4zodmsni40otcgmtuumdiyldyundk3iemxos41ntusni40otcgmjmumdc4ldkunza1idizlja3ocwxmy45otegqzizlja3ocwxoc40njmgmjaumjm5ldiylja2miaxni4yotcsmjiumdyyiemxnc45nzmsmjiumdyyidezljcyocwyms4znzkgmtmumzayldiwlju3mibdmtmumzayldiwlju3miaxmi42ndcsmjmumdugmtiundg4ldizljy1nybdmtiumtkzldi0ljc4ncaxms4zotysmjyumtk2idewljg2mywyny4wntggqzeylja4niwyny40mzqgmtmumzg2ldi3ljyznyaxnc43mzmsmjcunjm3iemyms45nswyny42mzcgmjcuodaxldixljgyocayny44mdesmtqunjyyiemyny44mdesny40otugmjeuotusms42odygmtqunzmzldeunjg2iibmawxspsijymqwodfjij48l3bhdgg+pc9npjwvc3znpg==); 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