{"id":2873,"date":"2014-06-09T23:39:06","date_gmt":"2014-06-09T21:39:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2873"},"modified":"2023-04-24T11:32:05","modified_gmt":"2023-04-24T09:32:05","slug":"meraviglie-dellarchitettura-dieci-modelli-di-arco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2873","title":{"rendered":"Meraviglie dell&#8217;architettura: dieci modelli di arco"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Secondo l&#8217;opinione comune i Romani sarebbero gli <strong>inventori dell&#8217;arco<\/strong>. In realt\u00e0 questo era stato utilizzato in precedenza dagli <strong>Etruschi<\/strong> e persino dai <strong>Sumeri<\/strong>, solo che queste popolazioni non ne avevano colto le enormi <strong>potenzialit\u00e0 architettoniche<\/strong> e non lo avevano sfruttato in modo sistematico come poi faranno i Romani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-segovia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"620\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un po&#8217; come la <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.sapere.it\/sapere\/strumenti\/domande-risposte\/scienza-tecnologia\/inventore-lampadina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nascita\u00a0della lampadina<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">: generalmente attribuita ad <strong>Edison<\/strong> era stata in realt\u00e0 inventata dall&#8217;inglese <strong>Swan<\/strong>, fu per\u00f2 Edison a\u00a0comprenderne i punti di debolezza e ad\u00a0apportarvi delle modifiche al filamento tali da farne un prodotto di consumo planetario legandola per sempre al suo nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma torniamo all&#8217;arco. Il pi\u00f9 antico che si conosca si trova presso la <strong>Ziqqurat di Ur<\/strong>, nell&#8217;antica Mesopotamia (oggi in\u00a0Iraq), \u00e8 realizzato in <strong>mattoni<\/strong> e risale al III millennio a.C.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-sumero.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"332\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Pi\u00f9 recenti sono, invece, gli archi etruschi di<strong> Volterra<\/strong> e <strong>Falerii Novi<\/strong> nei quali le dimensioni sono gi\u00e0 piuttosto importanti anche perch\u00e9 si tratta di <strong>porte urbane<\/strong> lungo le mura di cinta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-etrusco.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"579\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma perch\u00e9 l&#8217;arco diventer\u00e0 presto\u00a0cos\u00ec importante? Cos&#8217;ha di tanto <strong>speciale<\/strong>? Beh, \u00e8 semplicemente una <strong>struttura geniale<\/strong>!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per comprenderne al meglio la straordinariet\u00e0 confrontiamolo con la struttura ad esso alternativa: l&#8217;<strong>architrave<\/strong>. Questo\u00a0organismo\u00a0architettonico \u00e8 composto da <strong>due elementi verticali e uno orizzontale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 la tipologia pi\u00f9 antica del mondo: il\u00a0<strong>dolmen<\/strong> preistorico (o trilite)\u00a0\u00e8 basato proprio su questo modello statico.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-costruzione-dolmen.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"572\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Semplice da edificare, il trilite ha un limite: la lunghezza dell&#8217;elemento orizzontale, l&#8217;architrave, non pu\u00f2 essere eccessiva pena la sua rottura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che, nel flettersi al centro, l&#8217;architrave subisce una <strong>trazione della superficie inferiore<\/strong>, sollecitazione alla quale la pietra offre una scarsissima resistenza (la compressione della parte superiore, invece, viene ben sopportata dal materiale lapideo).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-architrave.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"273\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;arco, invece, \u00e8 una struttura nella quale i <strong>conci<\/strong> (cio\u00e8 i blocchi trapezoidali che lo compongono) sono sollecitati solo a <strong>compressione<\/strong> e, dunque, risulta molto pi\u00f9 resistente anche allargando parecchio i piedritti (distanza denominata &#8220;luce&#8221;).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per realizzarlo occorre posare i conci su una struttura lignea chiamata &#8220;<strong>c\u00e8ntina<\/strong>&#8221; e chiudere in alto con la <strong>chiave di volta<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;unico problema \u00e8 che, mentre il trilite scarica sui piedritti un carico totalmente verticale, l&#8217;arco produce una <strong>componente orizzontale<\/strong>\u00a0(dato che la spinta \u00e8 obliqua) che potrebbe far ribaltare i sostegni verticali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-nomenclatura.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1072\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per questo motivo spesso gli archi si usano in<strong> sequenza\u00a0<\/strong>in modo da\u00a0contrastare le spinte orizzontali con controspinte uguali ed opposte. Quando non c&#8217;\u00e8 una sequenza di archi occorre <strong>rinforzare i piedritti<\/strong> con contrafforti o altri sistemi in grado di assorbire la spinta orizzontale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma quali sono i <strong>dieci modelli<\/strong> a cui fa riferimento il titolo? In base alla <strong>costruzione geometrica<\/strong> l&#8217;arco pu\u00f2 assumere forme diverse dal semicerchio distinguendosi con\u00a0denominazioni specifiche. Vediamole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>1. ARCO A TUTTO SESTO<\/strong> &#8211; \u00c8 il modello pi\u00f9 noto, quello in cui l&#8217;arco \u00e8 <strong>perfettamente semicircolare<\/strong>. La sua denominazione deriva da <strong>sextus<\/strong>, il nome latino del compasso. E in effetti basta un solo\u00a0colpo di compasso per disegnarlo. Sono a tutto sesto gli <strong>archi di trionfo<\/strong>, le <strong>arcate degli anfiteatri<\/strong>, degli acquedotti e dei ponti romani.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-tutto-sesto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>2. ARCO RIBASSATO AD UN CENTRO.<\/strong> In questo caso il centro dell&#8217;arco non si trova sul piano di imposta (cio\u00e8 il punto in cui comincia l&#8217;arco) ma pi\u00f9 in basso. Si determina, dunque, un angolo tra l&#8217;arco e il piedritto che non \u00e8 presente nell&#8217;arco a tutto sesto (l\u00e0, infatti, il piedritto \u00e8 tangente all&#8217;arco). \u00c8 utilizzato per <strong>passaggi di dimensioni contenute<\/strong> e spesso era realizzato dai romani in <strong>mattoni<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-ribassato.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>3. ARCO RIBASSATO POLICENTRICO<\/strong> &#8211; Tipo di arco utilizzato in epoca tardomedievale con sesto ribassato ma raccordato ai piedritti mediante due archi di circonferenza con centro posto sul piano di imposta. Denominato anche <strong>&#8220;arco ad ansa di paniere&#8221;<\/strong> \u00e8 frequente nell&#8217;architettura siciliana di stile gotico-catalano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-policentrico.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>4. ARCO A SESTO ACUTO<\/strong> &#8211; Tipico dello stile gotico europeo (ma gi\u00e0 noto nell&#8217;architettura islamica) \u00e8 determinato dall&#8217;intersezione di <strong>due archi di circonferenza<\/strong> con centri pi\u00f9 o meno distanti e posti sul piano d&#8217;imposta. \u00c8 chiamato anche arco ogivale per via della sagoma ad ogiva che si ottiene.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Presenta, ovviamente, un <strong>angolo<\/strong> al centro dell&#8217;arco. Grazie alla &#8220;verticalizzazione&#8221; delle due met\u00e0 dell&#8217;arco, questa tipologia si presta alla creazione di strutture pi\u00f9 esili (come quelle gotiche) e all&#8217;apertura di <strong>grandi vetrate<\/strong> in quanto necessita di una\u00a0massa muraria minore per assorbire la componente orizzontale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-acuto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"804\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>5. ARCO RAMPANTE<\/strong> &#8211; Nell&#8217;architettura gotica, tuttavia, si ricorre anche all&#8217;uso dell&#8217;arco rampante, un caso particolare di <strong>arco asimmetrico<\/strong>, per scaricare lungo il perimetro\u00a0della struttura le <strong>spinte orizzontali<\/strong> delle volte e degli archi ogivali. Gli archi rampanti, dunque, non si trovano quasi mai dentro una chiesa ma al suo <strong>esterno<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-rampante.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>6. ARCO INFLESSO<\/strong> &#8211; Detto anche fiammeggiante o &#8220;<strong>a carena di nave<\/strong>&#8221; \u00e8 un arco policentrico simile a quello ogivale ma con una <strong>punta pi\u00f9 accentuata<\/strong> dovuta alla presenza di un flesso e ad un <strong>cambio di curvatura<\/strong>. Si pu\u00f2 trovare nell&#8217;architettura islamica, nelle aree di influenza orientale ed anche nello stile gotico pi\u00f9 tardo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-inflesso.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>7. ARCO A FERRO DI CAVALLO<\/strong> &#8211; Tipo di arco <strong>prettamente orientale<\/strong> nel quale i due semiarchi si prolungano verso il basso sotto il piano dei centri. In alcuni casi si pu\u00f2 avere anche un unico centro. \u00c8 molto frequente nelle moschee.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-ferro-cavallo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"916\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>8. ARCO POLILOBATO<\/strong> &#8211; Spesso si tratta di una variante dell&#8217;arco inflesso, di quello a ferro di cavallo o anche di quello a tutto sesto nel quale sono inseriti degli <strong>archi minori<\/strong>. L&#8217;effetto finale \u00e8 molto ricco e suggestivo. Si pu\u00f2 riscontrare sia nelle strutture gotiche che in quelle islamiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-polilobato.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"701\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>9. ARCO TUDOR<\/strong> &#8211; Tipico dell&#8217;architettura inglese del XVI secolo \u00e8 una sorta di arco ribassato policentrico ad andamento acuto. Generalmente ha quattro centri ma in alcuni casi possono essere curvi solo i raccordi con i piedritti mentre le parti centrali proseguono con andamento rettilineo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-tudor.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"458\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>10. ARCO A CATENARIA<\/strong>\u00a0&#8211;\u00a0\u00c8 un arco basato sulla <\/span><strong><a href=\"http:\/\/utenti.quipo.it\/base5\/analisi\/catenaria.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">catenaria<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, cio\u00e8 sulla sagoma che assume una catena tenuta per le estremit\u00e0 e lasciata pendere al centro. Somiglia ad una <strong>parabola<\/strong> ma dal punto di vista matematico le <\/span><strong><a href=\"http:\/\/crf.uniroma2.it\/quaderni\/catenaria\/Catenaria.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">due curve<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> sono differenti (<strong>Galileo<\/strong>, dunque, avrebbe preso una bella cantonata asserendo il contrario).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La caratteristica propria della catenaria \u00e8 di avere una <strong>distribuzione del peso<\/strong> perfettamente uniforme esprimibile tramite il <strong>coseno iperbolico<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ne fece largo uso <strong>Gaud\u00ec<\/strong>, soprattutto nel <strong>collegio delle Teresiane<\/strong> a Barcellona, utilizzando per il calcolo dei modellini con catene rovesciate in modo da osservarne la naturale disposizione determinata dalla gravit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arco-catenaria.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1029\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Naturalmente il <\/span><strong><a href=\"http:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/sammaronedisegno\/files\/2010\/03\/Zanichelli_Sammarone_Arco.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">favoloso mondo degli archi<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> non finisce qui, c&#8217;\u00e8 quello a<strong> piattabanda<\/strong>, quello a <strong>dorso di mulo<\/strong>, quello\u00a0<strong>parabolico<\/strong>, quello <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1499\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ellittico<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">\u00a0e tante varianti di quelli precedentemente esposti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La cosa davvero straordinaria \u00e8 l&#8217;idea che materiali &#8220;semplici&#8221; come la pietra o il mattone, possano essere organizzati nello spazio in modo tale da coniugare in maniera inscindibile <strong>arte e scienza<\/strong> per creare strutture che, come diceva il buon vecchio Vitruvio, riescono a\u00a0possedere <strong>&#8220;firmitas, utilitas e venustas&#8221;<\/strong>: solidit\u00e0, utilit\u00e0 e bellezza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"BiCYpc aligncenter\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/or2w7bSFztCx16_0Km3SiOIkWdgkG7FKmpZXhNbkQxV6O5gG0TAsd2jiteU5Vd_J7jt2gJwiujDB-clJLdekr4j2GWlimvNR4c_Aqh8Hg5x2JHFOXLfo4C6602YnNjkHO1hxJA73ID5vg5Hs6EjTMvtA1LxAnLqxAskWxYb7inu09zw46uBmP9B_c6-jY_YILNyZC1ZHxuLGBduLl5iXg-qwTsgh3nHmvo5Mv5nfHEHdVYe_ApIdGyg5fFo55Hc6Xc89_UvN62kI5dKkf4WfgPArePPr1SYRsum6dr_zlIIPuEkPjl4Lmn3nG3T3IchsWGGi9tLefAbaKjZFEIDxBFWdIjc0Lryox5RICj-nSPs2xqwueUqJZSojeI2HszCuIgT0CPT0vsmnlLFUeyduxS4S3G53pmqTFrQVW9ADyR6yl576hVuw0tEYsOxlvs0yD1rgtu1Z-ex4LaCk2cWXZcKv5NJwaQYqawdPbW8yRGDvjR4QqBVKQOQjrslhJBifCoS1oNbYbHN0Y5zIlTWoRlY8DfVGmBOXwfCabB-957pTJxsFwrD9vAv-TwMVyS8Vmc3QYIeLBYRTfqPhpmPsTo7vsLoezaznJ96UuwJocR2rJLkbRHvLWvV3gTYZXe-RHIUA09JfzMpOtvUrfujOeASJLqIFsEjDzY6yYXz-6X_8MxFyk3oJjqmnKAHofnTUMU0R6Wxil3QkJRVNIjM3gTevUn7ztI9TT4gH5L5fj5M1KrHgDVAlM6l6dfOSy2mOhjYChSsjfJg3zbQlkYEJdNHSK9Gc5ozPwwpI9IFxtvJkvg0mt7h0w_7VyYOAOO9C96fYT6Yd-93h72eRRLpVylaRnQ2R6yw9iwHRex2RnvqctE6V7aHNf-XNduHfCUBdDF3F4_WhgEqLcrP4LlpVa7sn329M6SGu91xy24R-Xwhtrg=w2154-h2154-s-no?authuser=0\" width=\"1077\" height=\"1077\" data-atf=\"false\" data-iml=\"22314\" aria-label=\"Foto - Quadrato - 9 lug 2022, 11:06:41\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E in\u00a0tutti i tipi di arco c&#8217;\u00e8\u00a0la poesia di una linea che si proietta <strong>da un punto all&#8217;altro dello spazio<\/strong>\u00a0di cui narra Italo Calvino ne Le citt\u00e0 invisibili:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.<br data-reactid=\".us.1:3:1:$comment735158286531066_735499699830258:0.0.$right.0.$left.0.0.1:$comment-body.0.3.0.$end:0:$1:0\" \/>\u201cMa qual \u00e8 la pietra che sostiene il ponte?\u201d chiede Kublai Kan<br data-reactid=\".us.1:3:1:$comment735158286531066_735499699830258:0.0.$right.0.$left.0.0.1:$comment-body.0.3.0.$end:0:$3:0\" \/>\u201cIl ponte non \u00e8 sostenuto da questa o da quella pietra &#8211;\u00a0risponde Marco &#8211; ma dalla linea dell&#8217;arco che esse formano.<br data-reactid=\".us.1:3:1:$comment735158286531066_735499699830258:0.0.$right.0.$left.0.0.1:$comment-body.0.3.0.$end:0:$5:0\" \/>Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge:\u201d Perch\u00e8 mi parli delle pietre? E solo dell&#8217;arco che m&#8217;importa.\u201d<br data-reactid=\".us.1:3:1:$comment735158286531066_735499699830258:0.0.$right.0.$left.0.0.1:$comment-body.0.3.0.$end:0:$7:0\" \/>Polo risponde: \u201cSenza pietre non c&#8217;\u00e8 arco\u201d<\/em><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo l&#8217;opinione comune i Romani sarebbero gli inventori dell&#8217;arco. In realt\u00e0 questo era stato utilizzato in precedenza dagli Etruschi e persino dai Sumeri, solo&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3010,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[31,518,4,520,1],"tags":[731,724,1383,734,723,34,90,735,729,727,733,339,728,732,730,725,736,569,726],"class_list":["post-2873","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura","category-arte-scienza","category-didattica-arte","category-dise","category-storia-arte","tag-acquedotto","tag-acuto","tag-architettura","tag-architrave","tag-arco","tag-arte","tag-colosseo","tag-dolmen","tag-ferro-di-cavallo","tag-inflesso","tag-policentrico","tag-ponte","tag-rampante","tag-ribassato","tag-romani","tag-sesto","tag-statica","tag-struttura","tag-tudor"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2873","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2873"}],"version-history":[{"count":33,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2873\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":26742,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2873\/revisions\/26742"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2873"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2873"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2873"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}