{"id":25083,"date":"2022-12-15T13:28:09","date_gmt":"2022-12-15T12:28:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=25083"},"modified":"2022-12-15T16:08:56","modified_gmt":"2022-12-15T15:08:56","slug":"cosa-rivela-la-didascalia-di-unopera-darte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=25083","title":{"rendered":"Cosa rivela la didascalia di un&#8217;opera d&#8217;arte?"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Nei libri di scuola non vengono lette quasi mai. Eppure le didascalie delle opere d&#8217;arte sono un piccolo <strong>scrigno di preziose informazioni<\/strong> capace di rivelarci aspetti fondamentali e dettagli insospettabili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma iniziamo a vedere com&#8217;\u00e8 fatta la <strong>didascalia-tipo<\/strong>, nella sua forma pi\u00f9 completa. Prendiamo come esempio quelle di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=20823\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Artelogia<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> Zanichelli, il libro di storia dell&#8217;arte che ho scritto due anni fa. La sequenza standard comprende <em>nome e cognome dell&#8217;autore, titolo dell&#8217;opera, anno di realizzazione, tecnica artistica, dimensioni, citt\u00e0 di conservazione e luogo<\/em> (museo o altro). Ecco un esempio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-25094\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni-768x446.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Cosa possiamo capire da questa didascalia? Per prima cosa che il dipinto ha un titolo piuttosto descrittivo che fa riferimento a un <strong>quartiere di Milano<\/strong> (non stupisce dunque che sia conservato nella stessa citt\u00e0).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Inoltre possiamo notare che\u00a0nonostante sia stato realizzato nello stesso anno in cui nasce il <strong>Futurismo<\/strong>, cio\u00e8 il 1909, non presenta ancora nessuna ricerca di dinamismo o simultaneit\u00e0. Boccioni infatti conoscer\u00e0 <strong>Marinetti<\/strong> solo l&#8217;anno seguente, quando aderir\u00e0 con entusiasmo a quell&#8217;avanguardia modificando prima i soggetti e successivamente anche il linguaggio, come si pu\u00f2 osservare in queste opere del 1910-1912.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25179 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-boccioni-opere.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"850\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-boccioni-opere.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-boccioni-opere-300x255.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-boccioni-opere-768x653.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;opera \u00e8 un classico olio su tela, tecnica che non ci sorprende: da quando \u00e8 stata ideata, nel corso del Quattrocento, \u00e8 diventata quasi sinonimo di pittura.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un aspetto interessante riguarda invece il <strong>formato<\/strong>\u00a0del dipinto, sviluppato decisamente in orizzontale e particolarmente adatto ai panorami. La sua misura \u00e8 75 cm di altezza e 145 di larghezza, quasi un doppio quadrato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ma ad occhio e croce a che grandezza corrispondono queste misure? Per farlo capire meglio cerco sempre di fare riferimento a oggetti comuni: 75 cm sono pi\u00f9 o meno l&#8217;altezza di una scrivania, mentre 145 cm sono all&#8217;incirca tre sedie accostate. Ovviamente un fotomontaggio in scala con un individuo di altezza media (ipotizziamo 1,70 cm) rende tutto pi\u00f9 comprensibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25124 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"891\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni2.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni2-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Boccioni2-768x684.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Va notato che,\u00a0a differenza delle formule della geometria in cui il rettangolo \u00e8 definito da <em>base x altezza<\/em>, nel campo della storia dell&#8217;arte le dimensioni in una didascalia indicano sempre prima la misura dell&#8217;<strong>altezza<\/strong> e poi quella della <strong>base<\/strong> (a cui si aggiunge anche la profondit\u00e0 per le opere tridimensionali), generalmente espresse in centimetri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Prendiamo un dipinto apparentemente simile, quanto meno come formato. \u00c8 del pittore macchiaiolo <strong>Giovanni Fattori<\/strong> e raffigura un collega appartenente allo stesso movimento mentre dipinge <em>en plein air<\/em>, sulla costa toscana.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25125 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"473\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori-300x142.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori-768x363.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori-520x245.jpg 520w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori-720x340.jpg 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Soffermiamoci sulla tecnica, un <strong>olio su tavola<\/strong> (se non diversamente specificato si intende tavola di legno). Un po&#8217; insolito per l&#8217;epoca, quando la tela era uno standard. Per capire il motivo della scelta di questo supporto soffermiamoci sulle dimensioni: un rettangolo alto solo 12,5 cm (meno di una penna) e largo 28 cm (poco meno del lato lungo di un foglio da fotocopie, che misura 21&#215;29,7 cm).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 scegliere questo piccolo pannello di legno? La risposta \u00e8 semplice: Fattori riutilizzava i coperchi delle\u00a0<strong>scatole dei sigari<\/strong> Havana\u00a0che fumava in abbondanza.\u00a0Usati senza stuccatura, il coperchio e i\u00a0pannelli laterali costituivano il supporto\u00a0perfetto per quelli che l\u2019artista considerava\u00a0solo degli studi. La tela, pi\u00f9 costosa,\u00a0era riservata alle opere maggiori.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Volendo confrontare Fattori e Boccioni ecco la differenza in scala (in basso anche una scatola di legno simile a quelle usate dal pittore).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25127 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"891\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori2.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori2-300x267.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Fattori2-768x684.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In molti casi i dipinti presentano la datazione con due anni diversi separati da un trattino, come questa celebre tela di Seurat. Nel caso specifico significa che l&#8217;artista ha impiegato <strong>due anni<\/strong> per completare il quadro (e non avrebbe potuto essere diversamente considerata la tecnica per minuscoli puntini colorati e le dimensioni di oltre 2 metri x 3).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25190 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-seurat.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"410\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-seurat.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-seurat-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-seurat-768x315.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 degno di attenzione anche il luogo di conservazione, ben lontano da quello in cui l&#8217;opera \u00e8 stata creata. Come abbiamo gi\u00e0 visto in un <\/span><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=22380\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>precedente articolo<\/strong><\/a><span style=\"color: #000000;\">, i dipinti hanno spesso una lunga storia di traslochi e passaggi di mano, dopo il loro completamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma passiamo adesso a un dipinto molto famoso, anzi al quadro per eccellenza: la <strong>Gioconda<\/strong>. La sua didascalia pu\u00f2 essere il punto di partenza per un&#8217;intera lezione di storia dell&#8217;arte&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25130 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1005\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda-768x772.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda-160x160.jpg 160w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tanto per cominciare c&#8217;\u00e8 un <strong>doppio titolo<\/strong>: il primo \u00e8 quello pi\u00f9 noto, per lo meno per noi italiani; il secondo (che va messo tra parentesi) \u00e8 l&#8217;altro titolo con cui l&#8217;opera \u00e8 conosciuta. Si tratta di due nomi che si riferiscono all&#8217;identit\u00e0 ipotetica della donna: Lisa Gherardini, moglie di Francesco del Giocondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Osserviamo poi il periodo di realizzazione: &#8220;dal 1503&#8221;. Questo tipo di datazione \u00e8 usata quando si conosce solo l&#8217;<strong>anno di inizio<\/strong> della creazione ma non quello di completamento (chiaramente non pu\u00f2 andare oltre il 1519, anno della morte del pittore).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La tecnica, come per Fattori, \u00e8 olio su tavola (nello specifico legno di pioppo). Ma in questo caso non si tratta di un supporto di fortuna: la <strong>tavola lignea<\/strong> di tradizione medievale &#8211; ben visibile sul retro del quadro &#8211; era ancora abbastanza in uso anche all&#8217;inizio del Cinquecento, mentre invece la tempera aveva gi\u00e0 lasciato il posto ai colori a olio.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-12212 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/retro2-fb-1024x538.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"538\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/retro2-fb-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/retro2-fb-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/retro2-fb-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/retro2-fb.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma andiamo alle <strong>misure<\/strong>. Spesso chi vede la Gioconda per la prima volta prova una certa delusione perch\u00e9 la immaginava pi\u00f9 grande. In realt\u00e0 non \u00e8 un quadro particolarmente piccolo: un rettangolo di 77&#215;53 cm infatti \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 grande di un poster piegato a met\u00e0 (quei fogli di cartoncino su cui si fanno i cartelloni a scuola). Non solo: \u00e8 decisamente pi\u00f9 grande dei ritratti del Quattrocento. Solo nel corso del Cinquecento le dimensioni aumenteranno, anche perch\u00e9 il ritratto tender\u00e0 ad includere parti maggiori del corpo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25141 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda2.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1333\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda2.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda2-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Gioconda pu\u00f2 apparire piccola perch\u00e9 i visitatori sono obbligati a restare a distanza e perch\u00e9 campeggia isolata su un&#8217;enorme parete.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25198 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-louvre-2019.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"633\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-louvre-2019.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-louvre-2019-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-louvre-2019-768x486.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma se la mettiamo accanto al solito manichino ci rendiamo conto che si tratta di una figura pi\u00f9 o meno a grandezza naturale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25143 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda4.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"932\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda4.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda4-300x280.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-Gioconda4-768x716.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Completiamo la lettura della didascalia con il luogo di conservazione, gi\u00e0 visto sopra: il <\/span><a href=\"https:\/\/www.louvre.fr\/en\/explore\/the-palace\/from-the-mona-lisa-to-the-wedding-feast-at-cana\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Louvre di Parigi<\/strong><\/a><span style=\"color: #000000;\">. Questo particolare rivela la storia degli ultimi anni di vita di Leonardo. Chiamato in Francia\u00a0nel 1517 dal re Francesco I, l&#8217;artista port\u00f2 il\u00a0dipinto con s\u00e9 vendendolo poi al sovrano\u00a0per quattromila scudi d\u2019oro (equivalenti a due anni\u00a0dello stipendio che riceveva dal re).\u00a0Per questo motivo La Gioconda \u00e8 oggi al museo del Louvre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Osserviamo un altro caso di opera assimilabile alla pittura: un disegno di <strong>Pisanello<\/strong> con lo studio di un cavallo visto da dietro. In questo caso la data \u00e8 preceduta da &#8216;ca&#8217; che significa <em>circa<\/em> mentre gli anni 1430 e 1433 sono separati da una barra obliqua. Questa forma non indica un arco temporale ma due ipotesi di datazione attestate. Quindi il disegno potrebbe essere stato realizzato intorno al 1430 o al 1433.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25188 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-pisanello.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"962\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-pisanello.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-pisanello-300x289.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-pisanello-768x739.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Un&#8217;altra interessante didascalia \u00e8 quella che ci permette di scoprire i <strong>sistemi di conservazione<\/strong> delle opere d&#8217;arte, come quella di questo dipinto di <\/span><strong><a href=\"https:\/\/pinacotecabrera.org\/collezione-online\/opere\/uomo-dalla-mazza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Bramante<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">. Scopriamo infatti che si tratta di un affresco staccato da Casa Panigarola a Milano (oggi non pi\u00f9 esistente) e fissato su tela, una <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.bottegaaffresco.it\/la-tecnica-fresco-technique\/lo-stacco-il-distacco-e-lo-strappo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">tecnica<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> molto delicata che in genere si usa quando il luogo in cui si trova l&#8217;affresco non garantisce le condizioni per una corretta conservazione (ma in passato si usava invece per arricchire le collezioni museali, anche quando l&#8217;asportazione non era necessaria).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25191 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-bramante.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1195\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-bramante.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-bramante-251x300.jpg 251w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-bramante-768x918.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-bramante-857x1024.jpg 857w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vediamo adesso un&#8217;opera con una didascalia molto diversa. Si tratta di una scultura greca del V secolo a.C.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25180 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"447\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-300x134.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-768x343.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Come si pu\u00f2 notare, il testo inizia direttamente con il nome dell&#8217;opera. Questo avviene per tutti i manufatti di<strong> autore sconosciuto<\/strong>. La datazione, a differenza delle opere d&#8217;arte pi\u00f9 recenti di cui si conosce con esattezza l&#8217;inizio e la fine della realizzazione, indica in questo caso l&#8217;arco temporale in cui l&#8217;oggetto \u00e8 stato realizzato e non necessariamente l&#8217;intera durata della sua creazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dopo l&#8217;indicazione del materiale (il marmo), passiamo alle misure: nel caso delle statue si sceglie in genere di indicare l&#8217;altezza della figura, dai piedi alla testa e non le altre dimensioni, che per un corpo risultano difficilmente individuabili (qual \u00e8 la profondit\u00e0 di un corpo? in quale punto andrebbe misurata?). In questo caso non viene definita &#8216;altezza&#8217; ma &#8216;lunghezza&#8217; perch\u00e9 il corpo \u00e8 <strong>disteso in orizzontale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Molto interessante \u00e8 l&#8217;ultima parte della didascalia, quella che indica la provenienza del reperto, cio\u00e8 il <strong>tempio di Atena Aphaia<\/strong> sull&#8217;isola attica di Egina, e la sua attuale dimora, la <strong>Gliptoteca<\/strong> di Monaco di Baviera.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25183 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-gliptoteca.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1333\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-gliptoteca.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-gliptoteca-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-guerriero-gliptoteca-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dietro quelle brevi indicazioni si nasconde un pezzo di <strong>storia <\/strong>del primo Ottocento, quando <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.antike-am-koenigsplatz.mwn.de\/index.php\/en\/glyptothek-en\/326-history-of-the-glyptothek-collection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ludwig I di Baviera<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, nel 1812, acquist\u00f2 le sculture dei due frontoni, veri capolavori di et\u00e0 arcaica nel suo passaggio verso il cosiddetto &#8216;stile severo&#8217;, rinvenuti dagli archeologi l&#8217;anno precedente.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Il futuro re di Baviera era un appassionato cultore di arte greca (tanto da far costruire due edifici gemelli di gusto neoclassico per la sua collezione), ma era anche perfettamente consapevole del <strong>prestigio politico<\/strong> che gli avrebbe dato il possesso di quei pezzi nel momento in cui le altre potenze europee facevano a gara per aggiudicarsi i capolavori dell&#8217;arte classica (nel 1812 lord Elgin trasferiva i marmi del Partenone in Inghilterra e qualche anno dopo Parigi otteneva la <\/span><strong><a href=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/aWtn5_rDwhr_dU2bC8rJV0BX9Z2Ni2fqHEDbCeJo7bgNTB3kDHe-MOFUyFacPT3hpRcDORklC_bCFTgA8NWAYgcBHqbq5a7qY7j2zMp0zrSBLJ11acMTapxG8UbrG3tlld3wM7IHiZ4IeILXR0ow85iBnu-sTEXUcvNhdG0yWS-fxCtM8eY4Ut7pKZ20KYh3jEx8GQgbgZ770_xN8D1oPftvOYHFvkHikbG8gwDllPULqTfAiszggJ9a9seea0mILGipA27ZXyZmsyaNz_zioN5WaSfnztWyS8ggQhiSafC0xWHVAmtJ35K8HeCUfkh-RFymCAhiyfGae7DdRn8gx6rJtG8Jbm2-XrltgBH_N7vvNqbNd7e5wPbB8lULumJj4i-fuf-hrzCWtSYI25Vu4aup1AgTYNh1gY9GXJVfQqKwLQlFVrxpBORLySRTUVLYAl4aCHO_tAS4HvD1B-CE6bsmEieiHS9tqKwTZhfLhg8oCMI7yC41zP55poDMqC0a4dbD9JA1-BI6q84oS0dwyqMKfHVTdxggO2xAA4bWa7Sv_37TDUdNJ_IQ-c39_OWAy81R2rhYo0Y5_Bi-l4ZPwHU3FbRnMJNpodKIT72leoV2VE0L5Z0P15plhvdmqlApMM3cD4r7pL6sOrts_A_20WSU3DQdInz0RyUaRBv7_n3bI-PAMj4G2isfT1XJ5VpFzmSvKpEOylXRXAkr6RDkKRG-OwgGUZkivIa55tqiCFzeh-ues0plKR1nQg2VYwArrueHpBL67wfFzdj9E0S9AgoG0d566GNpe-dubgnqfZini-dcAFjqzClrTJQ5VXnzp1F8JXEnDlAurX-aQTS7dqD3Buq8k56HRo4JaE64qtevpST8VlVuSsfPXiJVApCOJXkiTjdR4yyMtT5aFtb99qXZF8FUopPGxhuEZosxzYANpw=w1968-h2624-no?authuser=0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Venere di Milo<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25193 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-aphaia.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1112\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-aphaia.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-aphaia-270x300.jpg 270w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-aphaia-768x854.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-aphaia-921x1024.jpg 921w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vediamo adesso la didascalia per un&#8217;<strong>architettura antica<\/strong>. Il testo \u00e8 decisamente pi\u00f9 semplice: si comincia con la citt\u00e0 in cui si trova l&#8217;edificio, segue la denominazione, la datazione e, nel caso in cui siano presenti pi\u00f9 vedute, l&#8217;indicazione di quale parte di edificio si tratti (esterno, interno, abside, facciata etc&#8230;).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25184 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-duomo-vecchio-brescia.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"734\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-duomo-vecchio-brescia.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-duomo-vecchio-brescia-300x220.jpg 300w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/dida-duomo-vecchio-brescia-768x564.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando non si conosce la data esatta di inizio e fine dei lavori (spesso individuati attraverso la posa della prima pietra e l&#8217;inaugurazione o la consacrazione) si indicano in modo generico i secoli interessati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Spesso l&#8217;edificio subisce integrazioni e manomissioni anche rilevanti nel corso del tempo: nel caso del Duomo Vecchio di Brescia, \u00e8 stato aggiunto un coro con transetto tra Quattrocento e Cinquecento e un ingresso barocco nel secolo successivo. Tuttavia, quando l&#8217;<strong>edificio originario<\/strong> mostra una sua compiutezza, si preferisce indicare in didascalia solo la sua datazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando di un&#8217;architettura si conosce invece anche l&#8217;<strong>autore<\/strong> la sequenza della didascalia \u00e8 diversa: prima viene il progettista, poi il nome dell&#8217;opera, la data e la citt\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-25186 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/didagaudi-sagrada.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"1480\" srcset=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/didagaudi-sagrada.jpg 1000w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/didagaudi-sagrada-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/didagaudi-sagrada-768x1137.jpg 768w, https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/didagaudi-sagrada-692x1024.jpg 692w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel caso della Sagrada Familia di Gaud\u00ec la data finale non \u00e8 quella in cui l&#8217;opera \u00e8 stata terminata ma quella della morte dell&#8217;architetto. L&#8217;immensa basilica, infatti, \u00e8 ancora in corso di costruzione. Il suo <strong>completamento<\/strong> \u00e8 previsto nel 2026, in occasione del centenario della morte di Antoni Gaud\u00ec.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ci sarebbero ancora mille altre scoperte da poter fare leggendo con attenzione le didascalie dei libri di storia dell&#8217;arte, ma le lascio a voi, sperando di aver stuzzicato la vostra curiosit\u00e0!<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei libri di scuola non vengono lette quasi mai. 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