{"id":2461,"date":"2014-03-24T20:16:22","date_gmt":"2014-03-24T19:16:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2461"},"modified":"2021-06-29T08:56:23","modified_gmt":"2021-06-29T06:56:23","slug":"vi-racconto-la-thonet-n-14","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2461","title":{"rendered":"Vi racconto la Thonet n.14"},"content":{"rendered":"<p><strong>La sedia delle sedie.<\/strong> Questo \u00e8 per molti la Thonet n.14.<\/p>\n<p>Una semplice sedia di legno che, per\u00f2, ha fatto la storia\u2026<\/p>\n<p>E la storia comincia all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento, a <strong>Boppard<\/strong>, una piccola citt\u00e0 prussiana dove viveva un ebanista, <strong>Michael Thonet<\/strong>, con la sua numerosa famiglia.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.boppard-tourismus.de\/48-1-home.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-boppard.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"375\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Da tempo Thonet, nel tentativo di creare delle <strong>sedie pi\u00f9 solide<\/strong>, provava a\u00a0<\/span><strong style=\"line-height: 1.5em;\">curvare delle lunghe barre di legno<\/strong><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u00a0per poter superare la tradizionale tecnica che, per realizzare una curva, prevedeva l&#8217;accostamento e la levigatura di vari pezzi di legno o la sovrapposizione di lamine che tendevano a scollarsi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><strong style=\"line-height: 1.5em;\">\u201cPiegare o rompere\u201d<\/strong><span style=\"line-height: 1.5em;\">\u00a0divent\u00f2 il suo motto.<\/span><\/p>\n<p>Per anni port\u00f2 nel suo laboratorio rami di <strong>diametro diverso<\/strong> e di <strong>essenze differenti<\/strong>. Li immergeva nella colla, li fletteva, sperando che durante l&#8217;asciugatura si sarebbero irrigiditi nella nuova posizione.\u00a0Ma il risultato non era mai quello desiderato: i rami si piegavano ma era difficile <strong>costringerli entro forme ben precise<\/strong> e le curve che ne venivano fuori erano tutte irregolari.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-lab.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"543\" \/><\/p>\n<p>Un giorno l&#8217;ebanista not\u00f2 che <strong>listelli di legno umidi<\/strong>, poggiati in modo da assumere una forma curva, mantenevano permanentemente la curvatura se si asciugavano lentamente accanto ad una <strong>fonte di calore<\/strong>. Era il 1830.<\/p>\n<p>In poco tempo riusc\u00ec a riprodurre il fenomeno che si era verificato casualmente. Lasci\u00f2 nuova legna a <strong>bagno nell&#8217;acqua<\/strong> per qualche giorno. La modell\u00f2 in <strong>forme sinuose<\/strong> bloccandola con ferri e morsetti e la lasci\u00f2 essiccare davanti al camino. Una volta liberati dai blocchi i rami mantenevano tutte le curve che erano state loro impresse.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-nodo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"196\" \/><\/p>\n<p>Ci mise anni a perfezionare la tecnica. Invece dell&#8217;acqua cominci\u00f2 ad usare il <strong>vapore\u00a0<\/strong>(esattamente vapore a <strong>104\u00b0<\/strong> per sei ore), mentre un <strong>apposito forno<\/strong> dove la legna asciugava per due giorni a <strong>70\u00b0<\/strong> sostitu\u00ec il camino del laboratorio.<\/p>\n<p>Decise, cos\u00ec, di chiedere il <strong>brevetto<\/strong> per quell&#8217;invenzione intuendo che si trattava di una <strong>tecnica realmente innovativa<\/strong>. Present\u00f2 al Regio Ufficio Austriaco dei Brevetti d&#8217;Invenzione la richiesta e i documenti ottenendo sei mesi dopo il parere affermativo. Chiese ed ottenne il brevetto anche per la Francia, l&#8217;Inghilterra e il Belgio. Era il 1841.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/centuriespast.tumblr.com\/post\/10684081264\/bentwood-spiral-c-1885-gebruder-thonet-austria\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-spirale.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"500\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da quel momento fu un susseguirsi frenetico di <strong>disegni e prototipi<\/strong>. Il <strong>legno di faggio<\/strong> costituiva la struttura delle sue sedie, la <strong>paglia di Vienna<\/strong> il materiale per il sedile. Tanti modelli cominciarono ad uscire da quel laboratorio: la sedia n. 1, la n. 2, la n. 3 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Vennero tutti presentati alla <strong>mostra di Coblenza<\/strong> di quello stesso anno.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-catalogo.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"956\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;anno seguente<span style=\"line-height: 1.5em;\">\u00a0il <strong>Principe di Metternich<\/strong>, a cui l&#8217;ebanista aveva inviato uno dei suoi dondoli in legno curvato, chiese a Michael Thonet di trasferirsi a <strong>Vienna<\/strong> dove ricevette un riconoscimento per la sua nuova tecnica di curvatura del legno e gli venne conferito il titolo di <strong>Falegname della Real Casa<\/strong>. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em;\">Il suo primo incarico fu la realizzazione delle <strong>sedie per il palazzo di Liechtenstein<\/strong> e per <strong>Palazzo Schwarzenberg<\/strong>. Era il 1842.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-metternich.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"494\" \/><\/p>\n<p>La famiglia si trasfer\u00ec nel giro di pochi giorni in un&#8217;ampia casa al centro di Vienna, in <strong>Stephensplatz<\/strong>, con un grande laboratorio al piano terra.<\/p>\n<p>I figli <strong>Michael Junior, Josef, August, Franz e Jacob<\/strong>, intanto, erano cresciuti e cominciarono ad aiutare il padre nella realizzazione delle sue sedie. Cos\u00ec nel 1845 l&#8217;ebanista decise di fondare una ditta e un marchio insieme a loro, la <strong>Gebr\u00fcder Thonet<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-famiglia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"499\" \/><\/p>\n<p>Insieme ragionavano su come migliorare le sedie cercando di <strong>ridurre e semplificare il numero dei pezzi<\/strong> per diminuire il lavoro da fare e velocizzare la produzione. Ci vollero anni per arrivare ad un processo di industrializzazione in larga scala.<\/p>\n<p>Nel 1851 ci fu un&#8217;altra importante tappa per i prodotti della famiglia Thonet, l&#8217;<strong>Esposizione di Londra al Crystal Palace<\/strong>. Tanta gente parlava con toni entusiasti delle nuove sedie di legno curvato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, cinque anni dopo, fu aperta a <strong>Koritschan<\/strong>, in Moravia, la <strong>prima vera fabbrica<\/strong>. L&#8217;attivit\u00e0 andava a gonfie vele e ben presto si espanse vertiginosamente fino a includere i villaggi vicini e ad assorbire nelle maestranze tutta la popolazione adulta del luogo.<\/p>\n<p>Il lavoro aveva un&#8217;organizzazione diversa dal solito. Nessuno realizzava una sedia per intero; ognuno ne faceva solo un pezzo, sempre lo stesso, e centinaia di sedie venivano sfornate ogni giorno dalla fabbrica. In pratica una\u00a0<strong>catena di montaggio<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-fabbrica.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"560\" \/><\/p>\n<p>L&#8217;occasione per arrivare al <strong>modello &#8220;perfetto&#8221;<\/strong> arriv\u00f2 pochi anni dopo quando all&#8217;ebanista furono chieste le sedie per un <strong>elegante e moderno bar<\/strong> che sarebbe stato aperto a Vienna in quello stesso anno, il <strong>Caf\u00e8 Daum<\/strong>.<\/p>\n<p>Thonet riusc\u00ec a farne una di soli sei pezzi, <strong>sei elementi da tenere insieme con dieci viti<\/strong>. Per la prima volta la spalliera era un pezzo unico con le gambe posteriori, un&#8217;unica <a href=\"http:\/\/youtu.be\/UIqlZQyAY_c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>elegantissima curva<\/strong><\/a> ben tornita.<\/p>\n<p>Era il <strong>1859<\/strong> e quella sedia rester\u00e0 famosa e ricordata da tutti come la <strong>\u201cThonet n. 14\u201d<\/strong>, o forse, semplicemente, la <strong>\u201cThonet\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-14-pezzi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"659\" \/><\/p>\n<p>La numero 14 era robusta, semplice ed economica: costava <strong>tre fiorini<\/strong>, quanto tre dozzine di uova.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-sedia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"338\" \/><\/p>\n<p>In settant&#8217;anni si vendettero pi\u00f9 di\u00a0<strong>cinquanta milioni di esemplari<\/strong>\u00a0e ancora oggi continua ad essere apprezzata e copiata.<\/p>\n<p>La sua <strong>linea essenziale<\/strong> piaceva a tutti, aristocratici, artisti, politici. Era la sedia preferita di Brahms e di Lenin, di Tolstoj e di Renoir, di Marilyn Monroe e di Liza Minnelli&#8230;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-personaggi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>&#8230; una sedia celebrata persino\u00a0dalla pittura, anche dei nostri giorni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/musainquietante.wordpress.com\/2013\/09\/24\/visioni-oniriche-della-storia-dellarte-russa-andrey-remnev\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-remnev.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"836\" \/><\/a><\/p>\n<p>Le Corbusier la considerava il<strong>\u00a0miglior prodotto di design mai creato<\/strong>, una straordinaria\u00a0<strong>integrazione di tecnica e di stile<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-icona.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>E in effetti la Thonet n.14 soddisfa tutti i <strong>requisiti del buon design<\/strong>: l&#8217;innovazione produttiva legata alla <strong>curvatura del legno<\/strong>, un<strong> linguaggio estetico coerente e razionale<\/strong> che nasce dalle caratteristiche proprie del materiale, una <strong>leggerezza<\/strong> e un <strong>trasparenza<\/strong> mai visti prima uniti ad una <strong>incredibile resistenza<\/strong>, una capacit\u00e0 di anticipare il gusto per la linea curva che sar\u00e0 dell&#8217;<strong>Art Nouveau<\/strong> senza invecchiare neanche dopo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-varie.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"756\" \/><\/p>\n<p>Insomma siamo di fronte ad un vero <strong>classico del design<\/strong>.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-14.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"668\" \/><\/p>\n<p>La Thonet \u00e8 esposta perfino nei maggiori musei di Design del mondo come il <strong>MOMA<\/strong> di New York o il <strong>Vitra Museum<\/strong> in Germania.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-musei.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"632\" \/><\/p>\n<p>E sulle sedie Thonet sono stati scritti fiumi di <strong>inchiostro<\/strong>&#8230;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mobili-thonet.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=56&amp;Itemid=74\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.didatticarte.it\/public\/thonet-libri.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"609\" \/><\/a><\/p>\n<p>Se vi interessa \u00e8 ancora in <a href=\"http:\/\/en.shop.thonet.de\/residential\/range-214?orderId&amp;a=528\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>produzione<\/strong><\/a>&#8230; non ha pi\u00f9 il prezzo popolare di una volta ma \u00e8 il <strong>destino delle icone<\/strong>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sedia delle sedie. 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