{"id":2313,"date":"2014-03-08T23:06:50","date_gmt":"2014-03-08T22:06:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2313"},"modified":"2024-07-07T16:32:26","modified_gmt":"2024-07-07T14:32:26","slug":"il-mondo-dei-coniugi-arnolfini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=2313","title":{"rendered":"Il mondo dei coniugi Arnolfini"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000;\">Osservando in classe il celebre dipinto del fiammingo Jan Van Eyck <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.nationalgallery.org.uk\/paintings\/jan-van-eyck-the-arnolfini-portrait\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;I coniugi Arnolfini&#8221;<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, una studentessa mi ha fatto una domanda molto spontanea: &#8220;<strong>Prof. ma la donna \u00e8 incinta?&#8221;<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">No, non lo \u00e8: \u00e8 il tipo di vestito che la fa apparire con la pancia gonfia, anche perch\u00e9 lo ripiega sul ventre.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.nationalgallery.org.uk\/paintings\/jan-van-eyck-the-arnolfini-portrait\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-dipinto.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1099\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Eppure da questa domanda istintiva sono scaturite una serie di altre <strong>osservazioni<\/strong> pi\u00f9 &#8220;tecniche&#8221; sul <strong>matrimonio<\/strong>, sull&#8217;<strong>abbigliamento<\/strong>, sulla <strong>moda<\/strong> e sull&#8217;<strong>arredo<\/strong> dell&#8217;epoca. Insomma, ci siamo resi conto che <strong>da un quadro si poteva scoprire un mondo<\/strong>&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quell&#8217;opera ci ha introdotti in questioni multidisciplinari che andavano dalla <strong>storia<\/strong> al <strong>diritto<\/strong>, dall&#8217;<strong>ottica<\/strong> alla lettura dei <strong>simboli<\/strong>, dall&#8217;<strong>arredamento<\/strong> alla <strong>moda<\/strong>&#8230; Dunque non una tipica <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=337\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">lettura del dipinto<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> ma uno sguardo verso tutti gli <strong>orizzonti culturali<\/strong> nascosti al suo interno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-dettagli.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"455\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La prima cosa che scopriamo \u00e8 che nella <strong>prima met\u00e0 del XV secolo<\/strong>\u00a0molti mercanti e banchieri toscani risiedevano abitualmente nelle <strong>Fiandre<\/strong>, la regione pi\u00f9 settentrionale dell&#8217;attuale Belgio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Questo avvenne con la <strong>conquista di Pisa nel 1406<\/strong> da parte di Firenze, che pot\u00e9 cos\u00ec garantirsi uno sbocco commerciale marittimo ed entr\u00f2 presto in contatto con il\u00a0<strong>Ducato di Borgogna<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-bruges.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"373\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il ricco mercante di stoffe e cavaliere di Filippo il Buono\u00a0<strong>Giovanni di Arrigo Arnolfini<\/strong>, difatti, era originario di Lucca e risiedeva a <strong>Bruges<\/strong> dal 1420. Questa citt\u00e0 era, all&#8217;epoca, uno dei centri commerciali pi\u00f9 importanti d&#8217;Europa e le Fiandre, come la Firenze medicea, vivevano una <strong>stagione di grande vitalit\u00e0 artistica ed economica<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Altri Fiorentini e Lucchesi (come i\u00a0Tani, i\u00a0Portinari,\u00a0i Canigiani, i\u00a0Cavalcanti, i\u00a0Tornabuoni e\u00a0i\u00a0Baroncelli)\u00a0vivevano anche a Gand, Bruxelles e Anversa per gestire i loro commerci e le filiali estere delle <strong>banche toscane<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non \u00e8 un caso che la <strong>Borsa<\/strong> nacque proprio in Belgio nel secolo seguente (esattamente nel 1531). I commercianti-banchieri fiamminghi si riunivano periodicamente nel palazzo delle famiglia di banchieri\u00a0<strong>Van der Bourse<\/strong>\u00a0per scambiarsi titoli di credito e stipulare compravendite. Da questa prassi nacque il concetto stesso di borsa che prende il nome dalla famiglia fiamminga.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E non \u00e8 neanche un caso che nella pittura fiamminga si ritrovino cos\u00ec tanti dipinti che rappresentano <strong>banchieri, cambiavalute, orafi e usurai<\/strong> al lavoro. Dunque <strong>denaro e bellezza<\/strong> si danno la mano&#8230; anzi \u00e8 proprio il denaro che permise la nascita del Rinascimento, a Firenze come a Bruges!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-economia.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"782\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma vediamo cos&#8217;altro possiamo scoprire dal dipinto. Realizzato nel <strong>1434<\/strong>, mostra il mercante con la sua seconda moglie (la cui identit\u00e0 \u00e8 ignota) in una stanza da letto. I due, secondo l&#8217;interpretazione pi\u00f9 comune, si stanno scambiando una <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.eosrivista.com\/504.asp?ID_ART=201\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">promessa di matrimonio<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> davanti a due testimoni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma come facciamo a dire che ci siano due testimoni? Solo perch\u00e9 in quel periodo si faceva cos\u00ec?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco che qui entra in scena il <strong>virtuosismo<\/strong> e la <strong>genialit\u00e0<\/strong> di Van Eyck: lo <strong>specchio convesso<\/strong> sulla parete di fondo (oggetto di cui ho ampiamente parlato in <\/span><strong><a href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1147\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo post<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">) ci restituisce l&#8217;altra met\u00e0 della stanza facendoci vedere gli sposi di spalle e due persone al di qua della tela (dunque i testimoni), di cui uno \u00e8 il pittore stesso. Un livello di dettaglio la cui brillantezza e precisione \u00e8 frutto della <strong>pittura a olio<\/strong>, di cui van Eyck \u00e8 stato un iniziatore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Come ulteriore conferma Van Eyck scrive sul muro, sopra lo specchio,\u00a0<strong>&#8220;Johannes\u00a0de Eyck\u00a0fuit hic 1434&#8221;<\/strong> (Johannes Van Eyck fu qui), quasi a suggellare la <strong>legittimit\u00e0 del matrimonio<\/strong>. \u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"line-height: 1.5em; color: #000000;\"><a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/?p=1147\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-specchio.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1063\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo <\/span><strong><a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/specchio_(Enciclopedia-Italiana)\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">specchio<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\"> degli Arnolfini ci permette, inoltre, di fare una piccola <strong>digressione di carattere tecnologico<\/strong>. Si tratta di un oggetto non inconsueto per l&#8217;epoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli specchi convessi in vetro erano gi\u00e0 in uso presso i <strong>Romani<\/strong>\u00a0(accanto a quelli in <strong>metallo lucidato<\/strong>) ed erano pi\u00f9 diffusi degli specchi piani in quanto si utilizzava il <strong>vetro soffiato<\/strong> (dunque una superficie sferica) spalmato sul retro con una lega di <strong>piombo, antimonio e stagno<\/strong>. Solo nel XIX secolo si passer\u00e0 ad una pi\u00f9 duratura ed efficace amalgama in argento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tipico di quest&#8217;epoca \u00e8 invece l&#8217;uso di <strong>appendere lo specchio al muro<\/strong> invece che usarlo con manico o con sostegni da tavolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-specchi.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"424\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Restando sul tema dell&#8217;arte del vetro non possiamo non notare la <strong>finestra<\/strong> sul lato sinistro (in realt\u00e0 nella stanza ce ne sono due come rivela lo specchio in fondo e la luce sul pavimento in primo piano).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La parte superiore \u00e8 chiusa da una <strong>&#8220;vetrata a rulli&#8221;<\/strong> cio\u00e8 composta dai cosiddetti <strong>&#8220;occhi di bue&#8221;<\/strong>, \u00a0la spessa parte centrale di un disco di vetro ottenuto spianando una bolla di vetro soffiato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">A quel tempo, d&#8217;altra parte, c&#8217;era una grande <strong>fioritura della vetreria fiamminga<\/strong> e le famiglie benestanti utilizzavano questo tipo di vetrate nelle <strong>parti alte delle finestre<\/strong> (lasciando la parte inferiore senza vetro).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-vetro.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"367\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Continuiamo ad osservare la stanza. Sul lato opposto alla finestra \u00e8 un <strong>letto matrimoniale<\/strong> a baldacchino di un bel colore rosso. Il suo <strong>valore simbolico<\/strong> \u00e8 piuttosto evidente all&#8217;interno di una scena di matrimonio&#8230; Soffermiamoci invece sulla sua foggia e cerchiamo di scoprire qualcosa in pi\u00f9 sugli <strong>arredi<\/strong> dell&#8217;epoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il <strong>baldacchino<\/strong> aveva origini antiche:\u00a0l\u2019etimologia del termine deriva, infatti, da \u201c<strong>baldekinus<\/strong>\u201d e fa riferimento alla parola \u201c<strong>Baldacco<\/strong>\u201c, nome tedesco della citt\u00e0 di <strong>Baghdad\u00a0<\/strong>da cui nell\u2019XI secolo venivano importati tessuti pregiati. In Occidente tali stoffe furono introdotte nelle repubbliche marinare, dove andarono ad arricchire i tesori delle cattedrali con i nomi di \u201c<strong>Baldekino<\/strong>\u201d o di \u201c<strong>Baudaquen<\/strong>\u201c. Il baldacchino, infatti, era inizialmente una <strong>struttura di coronamento per altari<\/strong>\u00a0(in questo caso era chiamato <strong>ciborio<\/strong>)<strong>\u00a0o statue<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-ciborio.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"328\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Successivamente divenne una <strong>protezione per il letto<\/strong> di vescovi e cardinali e poi cominci\u00f2 ad essere usata anche dai nobili.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le funzioni erano molteplici: <strong>proteggere la privacy\u00a0<\/strong>(la servit\u00f9 entrava liberamente nelle stanze in qualsiasi momento),\u00a0<strong>riparare dagli insetti<\/strong>\u00a0(l&#8217;igiene domestica \u00e8 un&#8217;invenzione piuttosto recente&#8230;) e, soprattutto, <strong>trattenere il calore dei corpi<\/strong> per non farlo disperdere nelle grandi e fredde stanze delle abitazioni pi\u00f9 lussuose.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nei dipinti di interni del <strong>Medioevo<\/strong> e del <strong>Rinascimento<\/strong> si possono osservare <strong>baldacchini piuttosto simili e abbastanza semplici<\/strong>. Sospesi al tetto da sottili cordoncini, sono frequenti nelle Annunciazioni fiamminghe e spesso mostrano uno dei drappi angolari raccolto a sacco, ad alludere ad un <strong>ventre gravido<\/strong> (come nella camera degli Arnolfini).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 solo in epoca barocca che il baldacchino diverr\u00e0 una <strong>trionfale struttura decorata<\/strong> come quelli della reggia di Versailles.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-baldacchino.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"744\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Passiamo ad analizzare il <strong>lampadario a sei bracci<\/strong>: presenta\u00a0una sola <strong>candela accesa<\/strong> come simbolo matrimoniale, elemento iconografico che deriva dalla <strong>candela nuziale<\/strong> che a volte compare nell&#8217;annunciazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;illuminazione domestica nel Medioevo e nel Rinascimento si realizzava appunto con <strong>strutture sospese dotate di uno o pi\u00f9 ordini di candele<\/strong>. Tali strutture erano radiali e venivano forgiate in ferro. Le candele verranno soppiantate dal lume ad olio solo nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Possiamo immaginare che gli interni fossero piuttosto bui e, soprattutto, che gli incendi fossero all&#8217;ordine del giorno&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-lampadario.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"862\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma il mondo degli Arnolfini \u00e8 ancora ricco di <strong>interessanti informazioni<\/strong> sulla societ\u00e0 dell&#8217;epoca. Il ricercato e prezioso <strong>abbigliamento<\/strong> della coppia, ad esempio, ne testimoniava l&#8217;alto rango.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il mantello di lui \u00e8 foderato interamente di pelliccia mentre lei indossa un <strong>abito molto in voga<\/strong>, stretto sotto il seno, guarnito di pelliccia e arricciature. La moda di usare abiti molto abbondanti sul ventre veniva forse dalla <strong>Francia<\/strong> dove le cortigiane l&#8217;avrebbero indossato per far passare inosservate eventuali gravidanze indesiderate della regina&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il colore del vestito, simile ad un <\/span><strong><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Verde_cinabro\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">verde cinabro<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">, risalta ancora di pi\u00f9 circondato com&#8217;\u00e8 dal suo <strong>complementare<\/strong>, il rosso, presente nel letto e nello scranno sotto lo specchio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nei <strong>dettagli dell&#8217;abbigliamento<\/strong> dei coniugi si pu\u00f2 ammirare la grande maestria e l&#8217;<strong>amore per il dettaglio<\/strong> tipici dei fiamminghi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-tessuti.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"390\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche se non si nota molto, i due coniugi sono <strong>scalzi<\/strong>. Secondo la critica questo \u00e8 da collegarsi al fatto che\u00a0il suolo del luogo del matrimonio \u00e8 <strong>sacro<\/strong> come era sacro quello su cui si trov\u00f2 <strong>Mos\u00e8<\/strong> quando Dio gli comand\u00f2: &#8220;Togliti i <strong>sandali<\/strong> dai piedi, poich\u00e9 il luogo sul quale tu stai \u00e8 una terra santa&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E in effetti gli <strong>zoccoli<\/strong> dell&#8217;uomo sono in primo piano, a sinistra, mentre quelli della donna sono sotto lo scranno ai piedi dello specchio.\u00a0In ogni caso \u00e8 molto probabile che le scarpe in casa non si portassero comunque (anche per non spargere lo sporco e il fango delle strade).<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-pantofole.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"462\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L&#8217;uomo indossa per l&#8217;occasione un <strong>ampio cappello di spesso feltro nero<\/strong>. Generalmente, per\u00f2, utilizzava un copricapo pi\u00f9 semplice in tessuto, una specie di <strong>turbante<\/strong> molto diffuso all&#8217;epoca, come testimoniano altri ritratti fiamminghi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-giovanni.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"377\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Anche la donna ha un&#8217;<strong>acconciatura<\/strong> tipica. Portava due <strong>cornetti di seta<\/strong> per trattenere i capelli sui quali \u00e8 poggiato morbidamente un <strong>velo guarnito di pi\u00f9 strati di volant<\/strong>. La stessa acconciatura \u00e8 portata dalla <strong>moglie di Van Eyck<\/strong> rappresentata in un ritratto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-moglie-van-eyck.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"609\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Altri elementi sono presenti come simboli legati al matrimonio: il <strong>cagnolino<\/strong> che, ovviamente, rappresenta la fedelt\u00e0; gli alberi di arancio che si intravedono fuori dalla finestra (e i frutti sulla cassapanca)\u00a0che richiamano l&#8217;<strong>Hortus conclusus<\/strong>, giardino sacro alla Madonna.\u00a0Tutti gli altri simboli ed interpretazioni possono essere trovati sull&#8217;abbondante<\/span><strong><a href=\"http:\/\/online.scuola.zanichelli.it\/bersi-files\/ArteImmagine\/letture_internet\/lettura4.swf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> letteratura presente in rete<\/a><\/strong><span style=\"color: #000000;\">.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Vorrei soffermarmi invece, su una <strong>questione pi\u00f9 prettamente artistica<\/strong> e cio\u00e8 sulla <strong>costruzione dello spazio<\/strong>. Qui la <strong>prospettiva lineare<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 presente sebbene Alberti pubblicher\u00e0 il suo celebre trattato su questa tecnica di rappresentazione l&#8217;anno successivo alla realizzazione del dipinto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tuttavia \u00e8 una prospettiva con pi\u00f9 punti di fuga, non \u00e8 matematica come quella fiorentina. Non si tratta di un errore ma di una <strong>voluta deformazione della scatola spaziale<\/strong>\u00a0(che applicher\u00e0 in altre opere come il <strong>trittico di Dresda<\/strong>) tale da enfatizzare alcuni elementi della scena piuttosto che il suo contenitore, cio\u00e8 la scatola prospettica.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-prospettiva.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"534\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ma adesso, per chiudere, concediamoci un po&#8217; di <strong>ironia<\/strong> con qualche simpatica <strong>parodia<\/strong> da Botero ai Muppets&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/www.didatticarte.it\/public\/arnolfini-muppets.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"549\" \/><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">&#8230; e con un video nel quale Giovanni Arnolfini non fa esattamente una <strong>bella figura<\/strong>! \ud83d\ude09<\/span><\/p>\n<div class=\"video-container\"><iframe loading=\"lazy\" title=\"Matrimonio Arnolfini\" width=\"500\" height=\"375\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/MnI0UGvb-Nc?feature=oembed&#038;wmode=opaque\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Osservando in classe il celebre dipinto del fiammingo Jan Van Eyck &#8220;I coniugi Arnolfini&#8221;, una studentessa mi ha fatto una domanda molto spontanea: &#8220;Prof.&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2366,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[515,334,1,7],"tags":[599,34,600,604,601,1386,353,379,602,603,464],"class_list":["post-2313","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-icon","category-pittura","category-storia-arte","category-video","tag-arnolfini","tag-arte","tag-fiammingo","tag-fiandre","tag-matrimonio","tag-pittura","tag-prospettiva","tag-rinascimento","tag-simboli","tag-specchio-convesso","tag-van-eyck"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2313"}],"version-history":[{"count":32,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32350,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2313\/revisions\/32350"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2366"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.didatticarte.it\/Blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}