Aggiungere il disegno alla realtà

Tutti conosciamo il fotomontaggio, cioè la combinazione di immagini fotografiche in una sola scena, spesso ironica e spiazzante. Ma esiste anche un altro modo di intervenire sulle foto, che non saprei chiamare se non fotodisegno. Un esercizio di creatività che mette insieme due delle cose che amo di più: disegno e fotografia.

fotodisegno del grosso

Ma quanti tipi di fotodisegno si possono fare? Difficile creare un catalogo. È molto più semplice (e divertente) osservare direttamente le opere.
Quello qui sopra e qui sotto, ad esempio, è il tipo di lavoro che fa Sébastien Del Grosso. Nella stessa fotografia compie già il gesto del disegno creando una sorprendente continuità tra la figura reale e quella tratteggiata con i contorni. Se volete provarci qui ha raccontato passo passo tutto il procedimento.

fotodisegno del grosso

Altri artisti invece cercano l’effetto opposto: disegnare attorno a un oggetto reale qualcosa che lo trasformi in altro in modo inaspettato. Un esercizio di creatività che ricorda quello con le sardine di cui ho già raccontato. È il caso di Christoph Niemann e dei suoi disegni minimi attorno a oggetti comuni.

 

fotodisegno christoff niemann

Altrettanto minimale e spiazzante è anche il lavoro grafico di Hyemi Jeong. Un fusillo o una forcina diventano subito un panno strizzato o una bocca di coccodrillo.
Non è così facile come sembra: davanti all’ipotesi di completare un oggetto siamo portati a pensare la cosa più scontata, lo stereotipo. Per fare un salto immaginativo occorre mettere in moto il pensiero laterale (o divergente), un modo non scontato di rispondere agli stimoli, ai problemi. Trovando soluzioni nuove e spesso geniali.

fotodisegno hyemi jeong

 

Con lo stesso piccolo oggetto comune, Victor Nunes esplora anche altre possibilità cercando di portare al limite delle potenzialità espressive tappi di penna, forbici e graffette.

fotodisegno victor nunes

Rafael Mantesso, invece, disegna attorno al suo bull terrier Jimmy piccoli oggetti che lo trasformano in un personaggio delizioso.
Ma più che come esercizio di creatività è cominciato tutto come esercizio di sopravvivenza: nel giorno del suo trentesimo compleanno la moglie lo ha lasciato portandosi via tutto tranne il cane. Rafael è rimasto solo con Jimmy in un appartamento vuoto e bianco.
Per passare il tempo ha cominciato a fotografare il cane sullo sfondo nudo delle pareti e quando questo si addormentava ha iniziato a disegnarci intorno col pennarello un mondo fantastico e gioioso. In poco tempo ha ritrovato il piacere del disegno… e della vita.

fotodisegno rafael mantesso

Ancora più effimero è il lavoro di Vincent Bal, con il suo progetto Shadowlogy. Per lui il soggetto che innesca la creatività è l’ombra degli oggetti illuminati da luce radente. Basta aggiungere due zampine o un volto e l’ombra prende vita.

fotodisegno vincent bal

François Dourlen, invece, le facce disegnate le aggiunge direttamente col suo cellulare. Un gioco spiritoso di sovrapposizione tra realtà e cartoni animati che potremmo fare tutti in ogni momento, se solo avessimo quell’intuito e quell’ironia di fare gli abbinamenti più calzanti…

fotodisegno francois dourlen

Di tutt’altro genere sono gli interventi grafici di Johan Thörnqvist. Piccoli villaggi appollaiati su oggetti anonimi, o mondi immaginari che si combinano a quelli reali.
Osservando la foto di partenza è incredibile scoprire quanto possa cambiare atmosfera: uno scorcio anonimo diventa la strada di una fiaba.

fotodisegno Johan Thörnqvist

Di Ben Heine ho già scritto a proposito del rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione, ma anche in questo post casca a pennello. Con i suoi disegni del progetto ‘pencil vs camera’, infatti, riesce a stravolgere un pezzetto di città sovrapponendogli piccole situazioni surreali.

fotodisegno ben heine

Thomas Lamadieu, nella città, cerca altro. Lui lavora sugli spazi vuoti, soprattutto quelli fatti di cielo al di sopra dei cortili. Quelli che normalmente consideriamo sfondo ma che sono dotati di una loro forma. Una forma che da negativa, opposta e complementare a quella dei palazzi, diventa positiva come figura in primo piano.
Se vogliamo possiamo considerarlo simile all’immagine ambigua dei due volti e del vaso. Solo che qui, senza l’intervento dell’artista, il vuoto non avrebbe nessuna forma riconoscibile.

fotodisegno thomas lamadieu

Sono in tanti a lavorare con i personaggi calati in contesti urbani. Ben Rubin, ad esempio, fotografa ignari viaggiatori nella metropolitana di New York e poi li fa accompagnare da teneri mostri.

fotodisegno ben rubin

Decisamente più spaventosi sono i mostri di Tail Jar. Escono dal frigo o inghiottono la metropolitana come nei peggiori dei nostri incubi.

fotodisegno tail jar

Julia Borzucka lavora invece sul cambio di scala. I suoi personaggi sono donne, uomini e bambini comuni ma decisamente giganteschi negli spazi in cui si muovono.

fotodisegno Julia Borzucka

Cristiana Costin lavora con un tratto ancora più leggero: pochi segni su una foto possono trasformare qualsiasi cosa. È il progetto Combinophy, una combinazione di foto e grafica fatto di pochissimi segni.

fotodisegno cristiana costin

Ricorda la leggerezza dei lavori di Luciano Cina (in arte Luccico). Rivoli di colore che scorrono dai monumenti, ectoplasmi che si muovono per la città. Per rendere più coinvolgente il suo progetto, Luccico invita ad usare sulle foto in Instagram l’hashtag #Luccico per poter vedere il proprio scatto animato dai suoi disegni.

fotodisegno luciano cina luccico

Anche Lucas Levitan (autore che ho scelto per la copertina del post) invita gli iscritti di Instagram a segnalargli le loro foto, da “invadere” con un tenero pupazzone. E così, basta scrivere #iwanttobeinvaded per ritrovarsi in una scena surreale e divertente della serie Photoinvasion.

fotodisegno lucas levitan

In rete si possono trovare dozzine di app per disegnare sulle foto. Ma la questione non è tecnica (in teoria si potrebbero anche stampare su carta e completare con pennarelli coprenti). La vera difficoltà (e la vera bravura) consiste nel trovare un dialogo che funzioni tra foto e disegno, una scena nuova, brillante, spiritosa, raffinata.

In una parola sola, creativa.

 

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21 Risposte

  1. Enrica Caterina Corà ha detto:

    Fantastico!!! Grazie

  2. Erika ha detto:

    Grazie, Emanuela. Aspettavo con ansia un nuovo post. Grazie per aprirmi la mente, grazie per la passione e l’entusiasmo che metti nel tuo lavoro (sempre che l’insegnamento si possa definire tale), grazie perché mi fai imparare ogni volta un sacco di cose nuove. E mi trasmetti la voglia di sperimentarle.

    Erika

  3. Umberto Paolucci ha detto:

    grazie, ho nel mio sito di posta elettronica tutte le email ricevute e non mi stanco mai di rileggerle

  4. Gianfranco ha detto:

    “A Cloe, grande città, le persone che passano per le vie non si conoscono. Al vedersi immaginano mille cose l’uno dell’altro, gli incontri che potrebbero avvenire tra loro, le conversazioni, le sorprese, le carezze, i morsi. Ma nessuno saluta nessuno, gli sguardi s’incrociano per un secondo e poi sfuggono, cercando altri sguardi, non si fermano.
    Passa una ragazza che fa girare un parasole appoggiato alla spalla, e anche un poco il tondo delle anche. Passa una signora nerovestita che dimostra tutti i suoi anni, con gli occhi inquieti sotto il velo e le labbra tremanti. Passa un gigante tatuato; un uomo giovane coi capelli bianchi; una nana; due gemele vestite di corallo. Qualcosa corre tra loro, uno scambiarsi di sguardi come linee che collegano una figura all’altra e disegnano frecce, stelle, triangoli finché tutte le combinazioni in un attimo sono esaurite, e altri personaggi entrano in scena: un cieco con un ghepardo alla catena, una cortigiana col ventaglio a piume di struzzo, un efebo, una donna-cannone. Così tra chi per caso si trova insieme a ripararsi dalla pioggia sotto il portico, o si accalca sotto un tendone del bazar, o sosta ad ascoltare la banda in piazza, si consumano incontri, seduzioni, amplessi, orge, senza che ci si sfiori con un dito, quasi senza alzare gli occhi.
    Una vibrazione lussuriosa muove continuamente Cloe, la più casta delle città. Se gli uomini e donne cominciassero a vivere i loro effimeri sogni, ogni fantasma diventerebbe una persona con cui cominciare una storia d’inseguimenti, di finzioni, di malintesi, d’urti, di oppressioni, e la giostra delle fantasie si fermerebbe.”
    Le città invisibili, Italo Calvino

    Bravissima Manu. Welcome back.
    Gianfranco

  5. Marino calesini ha detto:

    Scusa il pasticcio oggi la connessione è una libera…. pensatrice

  6. Marino calesini ha detto:

    Molto interessante!!!

  7. Pablo ha detto:

    Assolutamente stimulante. Brava. Great!!! Proveró

  8. angela ha detto:

    Bello, interessante, stimolante, catturante, entusiasmante, divertente etc.etc.etc.
    Grazie 🙂

  9. Eliana ha detto:

    Bellissimo articolo, complimenti!
    In Italia molto originale c’è anche:
    https://www.facebook.com/citylivesketch/
    https://citylivesketch.wordpress.com/

  10. Rosalba Principato ha detto:

    Bellissimo post, grazie mille! A disegno sono una zappa ma l’idea mi piace davvero tanto. Potresti suggerirmi qualche app?
    Grazie ancora

    • Ciao Rosalba, se cerchi in rete “applicazione per disegnare sulle fotografie” trovi sicuramente quella che fa al tuo caso (dipende se vuoi disegnare con il telefono, dal modello di telefono, o da computer, se Mac o PC etc…).
      Io non mi sono ancora cimentata ma credo che userei Adobe Illustrator, visto che già lo uso per la grafica.

  11. Luisa ha detto:

    e originale. Mi capita spesso di osservare il pavimento in granito o marmo e di fantasticare sulle forme naturali che si trasformano nella mia mente in faccine, animali o alieni….anche i dettagli di alcune foto mi suggeriscono altre forme, spesso surreali…grazie per aver riassunto tutti questi artisti. Suggerirò ai miei alunni questo tuo contributo e concordo con te sul potenziale offerto dalla fotografia. Ottimo spunto per stimolare la creatività.

    Luisa

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