Spazio mARTEdì, un laboratorio di rappresentazione

Esplorare l’universo infinito della rappresentazione. Questo era l’obiettivo del corso di disegno, fotografia e fotomontaggio che ho tenuto quest’anno a scuola.

Con un piccolo gruppo di studenti abbiamo lavorato per trenta ore sul disegno tecnico e dal vero, sulla fotografia e sulla manipolazione di immagini con Photoshop. Il tutto in un laboratorio chiamato spazio mARTEdì dove ‘martedì’ sta per Multimedia/ARTE/DIsegno…

Anche il corso avrebbe dovuto tenersi, per coerenza, di martedì, ma non è successo quasi mai!

Fin dal primo incontro abbiamo cercato di lavorare su tecniche diverse. Il disegno a mano libera del Discobolo, ma anche di alcuni cubetti di legno da rappresentare in proiezioni ortogonali, ma senza usare le squadre.

Abbiamo cominciato ad allenare l’occhio a prendere le misure, a scoprire allineamenti, a cogliere la forma dei vuoti invece che dei pieni, a scomporre in parti le figure.

Abbiamo provato anche a guardare intorno a noi selezionando parti di realtà, come quando scegliamo un’inquadratura. L’abbiamo fatto con due semplici cartoncini neri a forma di L da incrociare davanti alla scena, prima di scattare la foto con il telefonino.

Abbiamo fotografato la scuola, ma anche altri luoghi del paese, cercando di lavorare sulla selezione: comporre un’immagine fotografica vuol dire scegliere un punto di vista e una parte significativa di mondo da racchiudere in un rettangolo.

Non solo fotografare intorno a noi, ma anche disegnare per strada. E io con loro, naturalmente. Perché do le istruzioni, do i compiti ma cerco anche di svolgerli sempre con i ragazzi, per dare loro una guida, per risolvere gli inceppamenti.

Non ci siamo fatti mancare neanche il disegno architettonico. E così abbiamo lavorato sul rilievo di un’aula e sulla sua rappresentazione planimetrica in scala (riproducendo anche il disegno del pavimento).

Fin dai primi incontri abbiamo cominciato ad usare Photoshop e gli strumenti di selezione. Tra bacchetta magica, lazo poligonale e tracciati ci siamo lanciati nei primi esperimenti: comporre una natura morta prendendo da internet un cestino e riempiendolo via via di frutta.

Per non perdere il contatto con carta e matita siamo tornati ancora in paese per disegnare nella piazza principale. E non siamo stati soli! Due ragazzini, vedendoci seduti a disegnare, sono andati a prendere i loro quaderni e hanno cominciato pure loro… Potenza dell’esempio!

La lezione successiva abbiamo continuato a lavorare sui fotomontaggi ispirandoci a quelli suggestivi e surreali di Antonio Mora.

Ho scelto questo tipo di approccio perché penso che sia impossibile imparare un software senza avere un compito da svolgere. Non ha senso mostrare tutti gli strumenti e il loro utilizzo. Si impara solo usandoli in situazioni reali, come nel caso in cui si debba lavorare per ottenere un certo risultato.

Ed ecco alcuni dei nostri montaggi…

Incoraggiata dalla padronanza raggiunta dai ragazzi ho proposto un altro autore, uno che sta avendo molto successo in rete: Alexey Kondakov e i suoi montaggi di figure classiche in situazioni ordinarie.

Abbiamo provato anche noi. Ed è stato istruttivo e divertente!

Non contenti di aver mischiato l’arte nella realtà abbiamo pensato di mischiare la realtà nell’arte: è così che ci siamo intrufolati nei grandi dipinti del passato, io per prima.

E poi di nuovo un tuffo nel disegno. Un ultimo esercizio che ha messo insieme osservazione, misurazione e tecniche di chiaroscuro. Il ridisegno di una semplice caffettiera in scala reale.

A fine corso abbiamo rimesso un po’ di tutto insieme, fotografia, fotomontaggio e arte con un esercizio ispirato ai ritratti ‘cubisti’ di Brno Del Zou.

Abbiamo frammentato le nostre foto sovrapponendo più punti di vista, fino ad ottenere una nuova immagine del nostro volto, un riassunto di occhi, naso e bocca come non ci eravamo mai visti prima.

Io mi sono divertita con loro. Ho fatto esperimenti, ho insegnato cose che non avevo mai insegnato prima cercando di capire con i ragazzi come fare. Non c’erano voti, solo tanta voglia di imparare.

E per questo ringrazio soprattutto il gruppo degli irriducibili, quelli che sono venuti per dieci pomeriggi con qualsiasi condizione di tempo, anche (e soprattutto) se avevano da studiare altre materie…

Grazie Chiara, Fabiola, Deborah, Paolo e Gero!

 

Potrebbero interessarti anche...

27 Risposte

  1. Luisa ha detto:

    Geniale, come sempre. Fonte inesauribile di idee. Bravi i ragazzi e brava tu che riesci a ottenere il meglio dai tuoi studenti. Grazie Emanuela.
    Luisa

  2. anna ha detto:

    Chi non ha partecipato penso si sia pentito amaramente di aver perso una simile occasione. I tuoi allievi porteranno sempre con loro questo tipo di esperienza e il ricordo di una insegnante straordinaria che li ha stimolati e ha dato loro nuovi strumenti di conoscenza. Li invidio enormemente, a te complimenti meritatissimi.

  3. sileno ha detto:

    Bravissimi i ragazzi, ma molto fortunati ad avere un’insegnante straordinaria.

  4. Roberta ha detto:

    Bravissima.. Sempre interessante e stimolante. Grazie

  5. Salvatore Bonincontro ha detto:

    La buona scuola sembra ormai solo quella che si riesce a fare a fianco, fuori e a prescindere dalla scuola. Se MArteDì fosse un giorno fuori dalla settimana si dovrebbe fare scuola solo in quel giorno! Dentro un tempo da cui rimanga fuori l’ansia per i programmi e per i voti per lasciare spazio alla voglia di imparare e scoprire, di provare e di inventare. Purtroppo i nostri giorni di scuola sono tutti diventati dei lunedì, ogni giorno è l’inizio noioso di una routine vuota, in cui si sente solo il peso di ciò che uniformemente ci costringe a ricominciare le stesse cose di sempre: le pratiche rodate, i ritmi e le successioni standardizzati, i percorsi conosciuti, i saperi risaputi. Nessuno che mai osi qualcosa di nuovo il lunedì. Non a caso è a MArteDì (quando ci si è messi alle spalle la fatica dell’uguale) che hai dato appuntamento ai tuoi ragazzi, per condurli nel cuore operoso della curiosità, dell’impegno attivo (riuscendo finanche a farli camminare a piedi per le strade del paese!), del piacere che viene dal rigore (nulla vi è di più esigente dell’obbligo di restare fedeli alla realtà, nulla di più difficile del gesto che la sappia reinventare). Ti auguro di avere tanti MArteDì anche il prossimo anno pieni di ragazzi volenterosi di scoprire che anche a loro sono stati dati occhi per guardare il mondo e mani per rifarlo. Grazie per tutta la tua buona non-scuola.

  6. Marino ha detto:

    Ma che meraviglia , bellissime sensazioni. Grazie

  7. Cristina ha detto:

    Bellissimo laboratorio, mi sarei iscritta anche io. I tuoi percorsi sono sempre molto interessanti e originali e mostrano la passione con cui lavori. Molto bravi anche gli allievi.

  8. giorgio simeoli ha detto:

    poter vedere e condividere queste cose straordinarie non ha prezzo………..GRAZIE!

  9. Enrica Caterina Corà ha detto:

    Sei bravissima !!! mi piacerebbe essere una tua alunna… in realtà lo sono, ma a distanza.
    Grazie

  10. paola ha detto:

    Sempre fantastiche le esperienze di cui si legge qui. Studenti super fortunati, come ho spesso scritto.

  11. Emma Tassi-Carboni ha detto:

    Sempre magggica! Grazie di esistere.

  12. gianfranco ha detto:

    “I giovani non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere.” Plutarco

  13. gianfranco ha detto:

    Ho un figlio che ha appena finito la terza media. Sfondi porte aperte.
    Prometeo rubò il fuoco agli dei per darlo agli uomini… maneggiare il fuoco non è impresa da poco.

  14. gianfranco ha detto:

    Comunque i tuoi studenti sono molto fortunati. A presto.

  15. gianfranco ha detto:

    Non è importante ciò che pensano ora, ma ciò che penseranno un giorno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *