I segreti dell’arte classica

Durante il mese di marzo (2013) RAI Educational ha proposto una bellissima serie di brevi documentari dal titolo “Sei lezioni di Salvatore Settis – l’arte classica tra passato e futuro”.

Ecco i link ai sei video, a partire dalla conferenza stampa di presentazione.

Prima lezione: Tracce del classico intorno a noi

Seconda lezione: Riscoperta dell’arte greca

Terza lezione: Arte classica, libertà, rivoluzioni: la lezione di Winckelmann

Quarta lezione: Dalle rovine al museo: l’arte classica risorge nel Rinascimento

Quinta lezione: Perché i Greci hanno inventato l’idea di “classico”

Sesta lezione: L’arte classica, l’Europa e le altre culture

 

E che non si dica che la TV propone solo spazzatura!

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6 Risposte

  1. Alessandra ha detto:

    Ho guardato con interesse il primo filmato. Naturalmente, ad influenzare è soprattutto la parte architettonica, come è giunta a noi, nella sua forma monocromatica, dovuta al trascorrere dei secoli. Noi facciamo fatica a immaginare i templi e le statue greche “a colori” come erano in origine. Ci sembrerebbero decisamente kitsch, come i colossal holliwoodiani di un tempo. Perderebbero l’aspetto ieratico e il fascino senza tempo che hanno.

    • didatticarte ha detto:

      Ci siamo abituati ad un’idea romantica di rudere “pittoresco” nel quale la pietra ha il suo colore naturale… Anch’io faccio fatica ad accettare un’architettura classica policroma!

  2. Alessandra ha detto:

    Interessante anche il secondo filmato.
    Mi ha fatto pensare ad una bella mostra di statue greche, a palazzo Te a Mantova, alcuni anni fa. Ci eravamo ritrovati lì, io da Brescia, un’amica di Reggio Emilia e un amico di Pordenone… condividere la bellezza dell’arte può dare consistenza alle amicizie nate sul web. 😀

  3. Maria Teresa ha detto:

    Ci dimentichiamo che la sensazione del colore,nonché il colore stesso fisicamente inteso, sono profondamente cambiati nel tempo. Non credo che l’architettura greca potrebbe apparire kitsch, ma solo diversa.

    • didatticarte ha detto:

      Non la percezione. Quello è un fenomeno fisiologico. Ma il significato attribuito ai colori.
      È chiaro che per i Greci il tempio colorato rispondeva esattamente ai loro canoni estetici. Ma noi oggi, ancora imbevuti dell’idea fascinosa della rovina classica del colore della pietra, stentiamo ad accettare un’immagine del genere. Un tempio bianco-rosso-blu, per questo motivo, non può che apparire kitsch ai nostri occhi.

  1. 22 giugno 2016

    […] L’arte classica, d’altra parte, è sempre “moderna”. La sua tensione verso l’equilibrio perfetto, stemperato dai limiti della materia, fa parte del DNA dell’espressione artistica di ogni tempo. La sua ricerca di bellezza, di armonia è un modello costante nella civiltà occidentale anche quando viene declinata in modo espressionistico. […]

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