Oggi inventiamo una mostra…

“No, prof! Al museo nooooo…”

E già! Se c’è una cosa che annoia mortalmente i miei studenti è visitare mostre e musei. E un po’ li capisco… spesso i musei espongono centinaia di pezzi (anfore o tele o statue che siano) senza fare grandi tentativi di suscitare interesse e curiosità verso quegli oggetti. Stanno là, con la loro brava targhetta che riporta autore, titolo, data e tecnica ma senza riuscire a raccontare altro di sé.

mostra-picasso

E che dire delle mostre? I pannelli di presentazione sono spesso testi interminabili scritti con il solito linguaggio da iniziati. Questo, ad esempio, l’ho letto proprio qualche tempo fa, visitando una bella mostra su Antonio Ligabue. Ecco, io capisco perfettamente il concetto che viene espresso in queste righe ma siamo sicuri che uno studente colga l’ “incanto decorativo” o la “sintesi stilistica“?

mostra-pannello

Allora come fare ad avvicinare gli studenti agli oggetti d’arte e ai luoghi in cui vengono esposti? Forse provando a ribaltare i ruoli! Gli studenti, da visitatori passivi e scocciati, possono provare a trasformarsi in creativi curatori d’arte.

Da dove cominciare? Forse la cosa più semplice sarebbe quella di immaginare di riallestire un piccolo museo esistente, un antiquarium o un museo della civiltà contadina o qualcosa di simile… insomma uno dei quei posti dove le cose sono spesso affastellate secondo criteri abbastanza oscuri.

Naturalmente nulla vieta di inventare una mostra su qualsiasi tema… dal calzino spaiato (la mia specialità) agli occhiali da sole, dai telefonini alle etichette della birra.

mostra-curatore

Scelto il tema bisogna documentarsi bene sugli oggetti con cui si deve lavorare, sulla loro storia, sulle loro caratteristiche. Occorre conoscere tutto quello che serve per riuscire ad inventare un racconto attorno a quegli oggetti (a proposito, su come cercare oggetti e immagini su un certo tema potete consultare questo post).

Ad esempio, per restare al calzino spaiato, tutto si può incentrare sulle leggende nate attorno a questo fenomeno misterioso. Perché quando metto i calzini in lavatrice dopo ce n’è sempre uno orfano? (e sottolineo sempre) Ce lo spiega questa ricerca.

mostra-calzini

Ma andiamo con metodo. Qualunque sia il tema scelto e l’idea attorno alla quale far ruotare la mostra, occorre procedere per tappe. Questa guida esemplifica in modo sintetico le fasi di lavoro.

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Se cercate una guida più completa allora potete consultare questa.

1. Catalogazione – La prima cosa da fare è decidere quali pezzi esporre e catalogarli con apposite schede contenenti tutti i dati significativi e una brevissima descrizione.

mostra-scheda

Nel caso della mostra sul calzino spaiato posso catalogare i più antichi calzini rinvenuti (come quello egizio in lana esposto al British Museum). Una cosa salta all’occhio: si tratta quasi sempre di calze con l’alluce separato. Evidentemente si indossavano sotto le infradito!

mostra-calziniantichi

Ma posso anche inserire le opere d’arte collettive realizzate con calzini spaiati…

mostra-calzinispaiati

2. Ideazione del criterio espositivo – In questa fase si dovrà scegliere un approccio museologico: potrà essere scelto un criterio di esposizione semplicemente cronologico, oppure con suddivisione per tipologia (sculture, dipinti, installazioni, etc.) o anche per temi (il corpo umano, la mitologia, il movimento etc.).

In base al criterio scelto, gli studenti possono anche decidere di scartare alcuni pezzi perché non attinenti all’idea portante dell’allestimento. Quello che deve uscir fuori è una sorta di “narrazione”, il filo conduttore del percorso che faranno i visitatori.

Un po’ quello che faccio con i miei post iconografici: scelgo un tema e lo percorro nel tempo.

mostra-abbigliamento

3. Schematizzazione – Utilizzando la pianta della scuola o di un altro locale gli studenti devono indicare la disposizione degli oggetti, progettare i pannelli didattici e realizzare degli schizzi dei vari ambienti. Possono essere create anche delle simulazioni in 3D (ma serve tempo e strumenti giusti).

mostra-schizzo

Naturalmente la mostra può espandersi anche agli spazi urbani e prevedere dei pezzi da vedere nel territorio.

mostra-canzinostreetart

4. Progetto definitivo – La fase finale prevede la presentazione del progetto (o addirittura la sua realizzazione) evidenziandone:

– il criterio espositivo scelto e la relativa “narrazione”

– la disposizione dei pezzi ambiente per ambiente

– l’apparato didattico (video, sistemi interattivi, pannelli, laboratori etc.)

Lo studente deve immaginare di presentare il lavoro al suo committente, colui che gli ha chiesto di allestire una mostra a tema. Deve dare un senso coerente al progetto ed essere convincente.

mostra-calziniparete

Naturalmente non c’è nessuna pretesa di improvvisarsi architetti o museografi, ma solo provare a riprodurre un’esperienza lavorativa che richiede creatività e doti organizzartive, capacità di collegamento trasversale tra le discipline e di gestione della comunicazione visiva.

mostra-calziniserie

Io, intanto, ho già deciso: al più presto aprirò il museo del calzino spaiato!

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17 Risposte

  1. Angela ha detto:

    Ti spedirò qualche pezzo raro per contribuire alla tua collezione 😉

  2. maestraedy ha detto:

    Molto divertente!
    In classe ho una scatola di ” cose perdute ”
    e tali restano…temperini , colle , ma anche cappellini…guantii…felpe.
    Una bella mostra non sarebbe una cattiva idea.
    La chiamerei “NESSUNO MI VUOLE”

  3. desiree ha detto:

    esilarante quest estate voglio vedere come riproporlo ai miei allievi
    grazie

  4. Marino Calesini ha detto:

    interessante e divertentissimo

  5. Elisabetta ha detto:

    Molto interessante. Sarà un ottimo spunto per l’anno prossimo. Un vero compito di realtà utile per la certificare le competenze.
    Complimenti per l’idea.

  6. PdZ ha detto:

    Molto interessante e ottimi spunti di lavoro. Sono sempre affascinata dalle storie raccontate dagli oggetti, mettere allo scoperto l’anima delle cose inanimate facendole parlare.

  7. Rose ha detto:

    Sei un genio. Complimenti

  8. Alesatoredivirgole ha detto:

    E se la mostra fosse realizzata e raccontata online sfruttando alcuni interessanti strumenti webware?
    Riporto, in ordine crescente di difficoltà, tre progetti “differenti” che ho realizzato con tre webware “differenti” per sostenere due recenti esami universitari:

    Progetto 1: Life- il ciclo della vita
    Webware 1: Timeline JS
    Link 1: https://cdn.knightlab.com/libs/timeline3/latest/embed/index.html?source=1v4HalOBT3p0XPp9nubAnieDaEfaNTBQQ_OM4TUeudhs&font=Default&lang=en&initial_zoom=2&height=650

    —–

    Progetto 2: Crociera
    Webware 2: Storymap JS
    Link 2: https://uploads.knightlab.com/storymapjs/45b0fdb5e23b01cc1ea077e17d828452/prova/draft.html

    —–

    Progetto 3: Le mie Storie per bambini ospedalizzati
    Webware 3: Adobe Spark
    Link 3: http://wp.me/pYL2M-id – oppure – https://spark.adobe.com/page/NP9Y3/

    —–

    Spero di averti fornito qualche spunto, ma sono certo che troverai il modo di sfruttare al meglio questi webware grazie alle tue competenze ed alla tua fantasia.
    Nel caso tu conosca già questi webware ne approfitto per augurarti buona estate 🙂

  9. maria teresa ha detto:

    questo è quello che si dice un compito di realtà, giusto? Come procedi poi per le valutazioni ?

    • didatticarte ha detto:

      Sì, è un compito di realtà (o prova autentica). La valutazione richiede una griglia che tenga conto di tutti gli obiettivi coinvolti e del livello di raggiungimento di ciascuno di questi.

  10. Gregorio ha detto:

    La motivazione nell’apprendimento è fondamentale. Da qualche anno io insieme ad alcuni colleghi stiamo lavorando,insieme agli alunni per una didattica attiva e laboratoriali. Ultimamente abbiamo organizzato una mostra che illustrava una parte di manufatti artistici legati all’evento giubilare. Il progetto ha sviluppato conoscenze relative alle quattro basiliche romane e le porte sante. Attraverso raccolta di materiale cartografico(piante,prospetti e sezioni ) i ragazzi hanno analizzato e poi prodotto dei modelli con particolari decorativi e dettagli architettonici. Tra le attività grafiche si è previsto la riproduzione grafica e la rielaborazione cromatica delle formelle brozee delle porte sante. Un’esperienza sicuramente significativa per gli alunni dove infine, attraverso una giornata, sono stati protagonisti come guide infatti durante l’apertura della mostra hanno illustrato sapientemente il loro lavoro con tanto di indicazioni in merito alla storia ed al significato religioso.

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