In quale museo è conservato?

Vi piacciono i test? Volete mettere alla prova le vostre conoscenze nel campo dell’arte? Se avete risposto due volte sì, allora questo è il posto (e il post) giusto!

Oggi parliamo di opere e di musei o chiese dove queste sono conservate. Non è una questione puramente nozionistica: a volte il luogo in cui è esposto un dipinto o un qualsiasi altro oggetto d’arte è parte integrante della sua travagliata storia.

David-Seymour-Paolina-Borghese

E scoprire che un gruppo scultoreo o un dipinto si trovino molto lontano dal luogo in cui sono stati realizzati può suscitare molte perplessità. Sono stati trafugati? Sono stati venduti dall’autore?

In alcuni casi le opere sono state portate via dai paesi d’origine sia come bottino di guerra che come pezzi per collezionisti “intraprendenti”. Troviamo così obelischi egizi a Roma, marmi greci Londra, porte babilonesi a Berlino o sculture ellenistiche a Parigi.

elgin-marbles

Quanto è lecito tutto ciò? La risposta non è univoca: in alcuni casi si tratta di fatti talmente lontani nel tempo che è piuttosto complicato pensare a restituzioni.

Inoltre alcune opere, visti i recenti fatti di cronaca, stanno più al sicuro nei musei europei che nei luoghi d’origine… E poi è più facile che un manufatto sia visto in un museo di Londra piuttosto che in uno sperduto paesino in qualsiasi altro punto del globo.

National-Gallery

Di contro questo accentramento di opere nei grandi musei impoverisce i centri minori o i paesi d’origine, ma soprattutto ne riduce la leggibilità: nel momento in cui, ad esempio, una delle cariatidi della famosa loggetta dell’Eretteo si trova a Londra si crea un danno incalcolabile alla parte restante del gruppo, che si trova invece ad Atene, al Museo dell’Acropoli.

cariatidi

È chiaro che, una volta decontestualizzate, molte opere hanno perso una buona parte del loro significato artistico. Ci sono pale d’altare concepite per una precisa collocazione, per una luce e un ambiente assolutamente irripetibili. Traslare queste opere significa mutilarle di un elemento fondamentale per la loro comprensione.

Da che parte sto io? Beh, la cosa sarebbe lunga da trattare ma credo che le due posizioni abbiano la loro legittimità, dunque direi che le condivido entrambe… dipende da caso a caso.

Ma torniamo al test. Vi propongo venti opere molto note di ogni epoca conservate all’interno di musei, pinacoteche, chiese o collezioni di tutt’Europa (e non solo). Cercate il giusto abbinamento e se non va bene consolatevi: alcune le ho dovute cercare perché non me lo ricordavo nemmeno io!

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17 Risposte

  1. cinzia ha detto:

    Divertente….. alla mia età la memoria fa brutti scherzi … ho azzeccato solo 11 location 😉

  2. Diego Totis ha detto:

    14/20 yuhuuuuu!

  3. Luca ha detto:

    L’originale delle “Tre Grazie” dovrebbe stare all’Ermitage, sbaglio?

    • didatticarte ha detto:

      Canova ne scolpì due versioni. Quella dell’Ermitage (creata tra il 1812 e il 1816 su commissione di Giuseppina di Beauharnais, prima moglie di Napoleone) ha il pilastrino dietro le fanciulle a pianta quadrata, mentre la versione al Victoria and Albert Museum (scolpita per John Russell, sesto duca di Bedford, tra il 1814 e il 1817) ha il pilastrino cilindrico. Quella che ho inserito nel test è la versione inglese. Il gesso originale da cui Canova ha realizzato le due copie è conservato alla Gipsoteca di Possagno.
      Ho parlato di queste due sculture e del metodo per produrre le copie in questo articolo.
      È la domanda più cattiva che ho messo nel test… ogni tanto esce fuori la prof. carogna che c’è in me 😉

  4. Salvatore Bonincontro ha detto:

    Vittoria! 8/20!!

    P.S. che, diciamocelo pure, per un professore di filosofia che non è stato mai informato neanche dell’esistenza di certi musei (perché all’Università vuoi che la filosofia si prenda in giro per musei? La filosofia è una disciplina seria e si prende in giro rigorosamente da sola) e quelli che conosce (In corpo minore dalle didascalie dei libri) non li ha mai visitati né mai sogna di poterlo fare (perché vuoi che il prof si giochi un capitale andando in giro per Capitali? Visto che per andarsene in giro ha solo i momenti “in”: in Natale e in Agosto), un risultato di 8/20 è un successone, da incorniciare e mettere in un museo, magari al MIUR… (non vorrei sbagliarmi, prof Emanuela, ma non è un museo importante?! O no? Comunque ne ho sentito parlare, ma ora come ora non ricordo cosa c’è conservato…)

  5. Katia ha detto:

    12/20 ..peccato, un paio l’ho sbagliate cambiando all’ultimo secondo

  6. Roberto ha detto:

    “Ops! Credo che devi rimetterti a studiare ”
    Io mi rimetto a studiare arte, ma voi promettete di studiare il congiuntivo magari…

  7. Francesca ha detto:

    Il mio bambino di quasi 8 anni, grande appassionato di arte ne ha prese 19 su 20. L’unica che pareva non aver azzeccato era “Le tre grazie di Canova ” perché aveva subito cliccato sull’Hermitage. Ma ha ragione lui!!!!!!!

    • didatticarte ha detto:

      La versione che sta all’Ermitage è quella con il pilastrino quadrato dietro le tre Grazie. Quella del test è al Victoria and Albert Museum di Londra (ne ho già parlato nei commenti precedenti).

    • Rosalba ha detto:

      19 su 20 a sette anni? Sì, vabbè… neanche se fosse il figlio di Sgarbi! Ah ah ah ah…

  8. rossella ha detto:

    16/20 non male anche se sono laureata in storia dell’arte e per questo credo che il risultato non sia tanto buono. Ma la domande su Canova, e Luis David e klimt erano un po’ cattivelle! ma questo blog di arte mi piace tanto 🙂

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