Matisse, le sagome e un esercizio di fotografia

Partire dai ritagli di Matisse e arrivare a una foto controluce. Questo è l’esercizio che ho chiesto ai miei studenti di quinta.

sagoma-matisse

In effetti si può prendere qualsiasi cosa e farne un lavoro di fotografia: l’ho già fatto con il Realismo, il Futurismo e il Barocco di Caravaggio. Ma stavolta ho suggerito alla classe di ispirarsi ai cut-out, sagome di carta colorata che Matisse realizzava negli ultimi anni della sua vita, quando le sue difficili condizioni di salute gli impedirono progressivamente la precisione dei gesti.

sagoma-matisse-cutting

In realtà non si trattava di una rinuncia alla pittura. Lui la chiamava “dipingere con le forbici” e la considerava la sua più autentica espressione di sé, la sua liberazione.

I ritagli più belli sono raccolti in Jazz, un libro a tiratura limitata che Matisse pubblicò nel 1947.

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Ma l’opera più nota, la più vitale ed essenziale, è quella che completò qualche mese prima della morte, un’esplosione di colore sotto forma di fascio di foglie.

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Dunque le sagome, dicevamo.

Realizzarle con la carta non era una novità. Fin dalla metà del XVIII secolo si usava ritagliare sul cartoncino nero il profilo di un volto, come ho raccontato a proposito di questo genere di ritratti.

Un’arte, quella della silhouette, che ebbe presto grande fortuna e che ancora oggi è molto praticata.

sagoma-silhouette

Un’arte che diventa dinamica sotto forma di ombre cinesi

 

Perché questo successo? È un’espressione visiva che toglie una parte essenziale della comunicazione: il volume, il chiaroscuro, i dettagli, la profondità…

Ma forse è proprio questa sottrazione ciò che rende suggestiva la silhouette. Ciò che resta è un’ombra, una macchia scura che conserva la forma esterna e che ci chiede uno sforzo di riconoscimento. Ci chiede di metterci in gioco per ricostruire tutto ciò che manca.

Un po’ come per la fotografia in bianco e nero. In quel caso togliere il colore equivale ad enfatizzare ritmi, contrasti e forme. Togliere anche la figura e lasciarne la sagoma riesce a valorizzare l’eleganza dei gesti, la delicatezza del contorno.

sagoma-dupain

Non è difficile realizzare delle silhouette con la fotografia. Basta lavorare con il controluce; avere, cioè, la fonte luminosa alle spalle del soggetto da riprendere e, ovviamente, disattivare il flash.

Se si sceglie di esporre correttamente lo sfondo la fotocamera farà apparire la persona o la cosa ritratta come una sagoma perfettamente nera (ma se si punta sul soggetto lo sfondo apparirà come un grande bagliore).

sagoma-esposizione

La scelta migliore è quella di una grande superficie diffondente come una finestra con la tenda o un esterno neutro. A quel punto la silhouette si staglierà nitida su una superficie uniforme e l’effetto sarà ancora più raffinato perché l’attenzione si concentrerà solo sul gesto, senza distrazioni sullo sfondo.

sagoma-fondo

Funziona benissimo anche con un’alba o un tramonto…

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E funziona anche per evidenziare lo skyline di una città o di un paesaggio, la monumentalità delle sculture, la forma quasi grafica degli alberi. L’ho già sperimentato con questi scatti fatti in situazioni molto differenti.

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Per imparare, però, è bene dare un’occhiata ai maestri. Riusciranno sempre a stupirti!

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Ed ecco cosa hanno tirato fuori le ragazze e i ragazzi di Quinta C.

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È interessante osservare come abbiano lavorato con la luce, con le pose e con l’inquadratura. Sono esperimenti di cui sono molto soddisfatta.

Perché hanno lavorato con curiosità, con divertimento e con il piacere di scoprire e imparare. Un piacere che, al netto del talento individuale e dello studio degli argomenti del programma, è in fondo il mio vero obiettivo.

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19 Risposte

  1. Angela Mirto ha detto:

    Vabbè: se non c’eri bisognava inventarti… o te l’avevo già detto? 🙂

  2. Aureliana Strulato ha detto:

    Quanta armonia … !

  3. Cristina Galizia ha detto:

    Ma che bello! Magritte, poi… <3 bella l'idea di fare cut-out e foto controluce! Complimenti Emanuela!

  4. paola ha detto:

    Ogni volta che leggo un tuo post continuo ad augurare in cuor mio alle mie figlie di poter incontrare un giorno lungo il loro percorso scolastico – per il momento appena iniziato – un/un’insegnante come te. Io ne ho avuto uno simile e trent’anni dopo continuo a essergli grata per quanto mi ha saputo trasmettere. Speriamo che capiti anche a loro questa fortuna.

  5. Giovanna ciani ha detto:

    Ancora grazie per i tuoi articoli

  6. elisa ha detto:

    Complimenti ai tuoi giovani artisti!!!!! …ed ovviamente a te ; )

  7. Marino calesini ha detto:

    sempre piacevolissimo !!

  8. Sileno ha detto:

    Ogni post resto incantato: Grazie!

  9. Alesatoredivirgole ha detto:

    Come sempre è un piacere leggerti!

    In merito al controluce segnalo questi scatti che una brava “collega di corso fotografico” ha esposto nella Mostra “OPEN MIND” di fine corso che abbiamo allestito lo scorso anno.
    http://www.refoto.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=487:passioni-controluce

    Io invece mi sono divertito a… “giocare” con il ciclo della vita 🙂

  10. Domenico ha detto:

    Fortunati i tuoi allievi

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