Come si sottolinea un testo?

Si fa presto a dire sottolineare! Non è così facile come sembra: non basta, infatti, tirare linee sotto le parole di un libro per credere di averlo correttamente sottolineato e quindi di avere, automaticamente, studiato.

Il primo degli errori, e quello più comune, è di cominciare a sottolineare tutto il testo. Ma nel momento in cui il sottolineare è solo un modo per non perdere il segno durante la lettura si ottiene l’effetto opposto: tutto-sottolineato equivale a nulla-sottolineato. Non c’è più nessuna frase, nessuna parola-chiave che emerga dalla pagina. Si è solo sporcato inutilmente un libro. E questo vale sia per la carta che per i testi digitali (sottolineabili con i relativi strumenti).

Come fare, allora? Occorre cominciare con il leggere bene il testo cercando di comprenderne chiaramente il significato. Se compare qualche termine sconosciuto è bene cercarlo su un vocabolario. Ormai ce ne sono un’infinità anche online come quello della Treccani.

Dopo una prima lettura andranno individuati i punti salienti del testo e le parole-chiave (quelle che racchiudono concetti fondamentali) che saranno sottolineati con matite anche di vario colore. Si può scegliere di usare un colore per le definizioni, uno per le parole-chiave, un’altro per le spiegazioni sintetiche. L’effetto è probabilmente più ordinato se si usano gli evidenziatori. Tutto questo può essere fatto dai più esperti anche durante la prima lettura.

Se lo spazio lo consente si possono inserire note lungo i margini o applicare post-it colorati. Può essere utile anche inserire dei segnalibro o delle graffette per ritrovare più velocemente i passaggi fondamentali dei vari capitoli.

Questo tipo di lavoro “attivo” sulla lettura consente di interiorizzare più facilmente i contenuti del testo perché stimola la memoria visiva e semplifica la successiva rilettura.

Naturalmente per raggiungere una piena padronanza degli argomenti studiati non basta la sottolineatura del libro. Si dovrà procedere ad ulteriori rielaborazioni che, in base anche al gusto personale, potranno essere costituite da: riassunti, tabelle, linee del tempo, mappe concettuali, mappe mentali, schede etc. etc.

Potrebbero interessarti anche...

2 Risposte

  1. Alessandra Tancredi ha detto:

    Buongiorno,
    ho una figlia dislessica che frequenta, a Roma il terzo annodi un liceo artistico. L’insegnante di st. dell’arte, troppo preoccupata a svolgere il programma, non riesce ad appassionare gli studenti, non produce documenti suoi, segue il libro di testo (La storia dell’arte di Carlo Bertelli) in modo assai discutibile. Ho scoperto questo sito grazie a mio marito che, usando internet per lavoro, ha una certa abilità nello scovare le giuste informazioni. Mi sono di grande aiuto tante sue spiegazioni e tanti suoi approfondimenti. Complimenti, e soprattutto, per me che amo l’arte, Viva la PASSIONE, che è quella che si dovrebbe trasmettere in una materia come questa!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *