Le più belle immagini per promuovere la lettura

Che la lettura sia un’attività fondamentale nella crescita di ogni persona è un fatto che do per scontato. C’è un’ampia letteratura che può confermarlo.

Ciò che della lettura mi interessa in questa sede è la comunicazione visiva legata alla sua promozione, in pratica le campagne sociali per stimolare alla lettura e le immagini legate a questo concetto.

Una delle migliori “promozioni” ch’io abbia mai incontrato è un cortometraggio eccezionale. Se non lo conoscete già prendetevi un quarto d’ora e immergetevi nel fantastico mondo dei libri volanti di Mr Morris Lessmore.

 

Ma torniamo all’argomento iniziale, quello delle pubblicità dei libri e della lettura. Devo dire che ho cercato invano delle campagne italiane creative come quelle straniere. Le poche promozioni usano slogan banali collegati ad immagini stereotipate.

Eccovi qualche (cattivo) esempio…

Ma non mi sono arresa e così, oltre alle campagne governative, ho preso in esame anche quelle delle varie associazioni di categoria legate al mondo editoriale. Anche in questo caso i risultati non sono entusiasmanti… il messaggio non è chiaro e le immagini sono addirittura contraddittorie!

Ne ho trovate altre persino inquietanti ed altre più accettabili, come quella in basso a destra del gruppo qui sotto (anche se la pioggia di libri fa pensare più ad una piaga biblica che al piacere di circondarsi di buona letteratura…).

In ogni caso nulla di particolarmente entusiasmante. Niente che sia in grado di far capire al potenziale lettore quale universo parallelo si annidi tra le pagine di un libro. Per me, infatti, leggere è come immergermi in un’altra realtà, entrare nella vita e nella mente di un personaggio, fantasticare e cominciare ad immaginarlo, a conoscerlo, a sentirlo più vivo delle persone che ho intorno.

La magia della lettura è tale che spesso alla fine di un libro sembro quasi imbambolata, incapace di tornare sulla Terra… e secondo me sono proprio le campagne che evocano queste sensazioni, quelle più riuscite.

Eccone un perfetto esempio realizzato da una libreria indipendente di Vilnius, Lituania, all’insegna dello slogan “Diventa qualcun altro”.

La libreria israeliana Steimatzky ha lanciato, invece, una campagna nella quale il personaggio dei libro poggiato sul comodino dorme accanto all’ignaro lettore con lo slogan “Il libro giusto ti terrà sempre compagnia”. Non è raffinata come l’idea dei Lituani ma mi pare comunque divertente (a meno che non stiate leggendo Dracula!).

Diversa è la scelta della libreria equadoregna Rayuela che ha puntato sul tema del mondo incantato che fuoriesce da un libro aperto con due manifesti molto d’effetto legati al genere fantasy e horror.

Un messaggio simile è quello della libreria Anagram di Praga che ha utilizzato per la sua campagna le incredibili sculture su libro di Tom Bendtsen. Se non ci si innamora della lettura così!

Più “violento” è invece l’approccio della Literacy Foundation, società canadese che si occupa dell’alfabetizzazione di adulti e bambini: “Quando un bambino non legge l’immaginazione muore”, così si potrebbe tradurre la frase che accompagna una principessa malata e un decrepito Peter Pan.

Alcune campagne, anche se piuttosto ben fatte, partono dalla contrapposizione della lettura ai social network o alla TV. Devo dire che non mi convince molto questo approccio poiché penso che un fruitore che ami la cultura possa trovarla anche in rete e in TV (io lo faccio quotidianamente).

Un confronto ironico con il mondo digitale è l’obiettivo della catena di librerie Booksplus di Dubai nelle cui immagini appare un libro con una pagina mancante ed il tipico messaggio di errore che appare in Internet. La frase che accompagna la figura recita “Un libro non ti abbandonerà mai”.

L’Unicef prova invece con l’arma della tentazione verso il proibito (non so con quale efficacia). La sua campagna è infatti basata sullo slogan: “Se leggere fosse proibito, saresti tentato di provare?”.

Il concetto metaforico dell’innalzamento culturale è quello delle immagini seguenti. “La lettura ti solleva più in alto” dice il primo poster; “Libri, funzionano proprio così” è lo slogan del secondo fiabesco manifesto.

Più ingenue ma immediate  sono le vecchie campagne pro-lettura degli anni Cinquanta.

Faranno anche sorridere ma testimoniano del bisogno di promuovere la lettura senza farla diventare un’imposizione (cosa che la renderebbe del tutto odiosa…).

Per quanto mi riguarda sono una vera appassionata di lettura e di scaffali traboccanti di libri tanto che ho dedicato a questo argomento un’apposita raccolta di immagini su Pinterest. Ed è proprio con una di queste immagini che vi lascio, un bellissimo libro che legge un libro di Jonathan Wolstenholme.

Adesso devo proprio scappare… c’è un libro sul comodino che mi aspetta!

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25 Risposte

  1. giu scrive:

    “La magia della lettura è tale che spesso alla fine di un libro sembro quasi imbambolata, incapace di tornare sulla Terra…”
    Oggi i nostri ragazzi (non solo) non riescono a sognare,ad andare su un altro pianeta, sono più interessati a quello che succede intorno a loro e hanno un atteggiamento di chiusura verso gli altri e verso il mondo.

    • didatticarte scrive:

      È per questo che bisogna far scoprire i libri ai bambini più piccoli (ben prima che sappiano leggere e scrivere): non hanno pregiudizi e sono capaci di volare con la fantasia.
      In età scolare diventa molto più difficile se non impossibile!

      • ileana zagaglia scrive:

        Emanuela buongiorno. Sono incappata per caso fortunatissimo nel tuo sito da Fb e volevo ringraziarti per tutta la bellezza e l’intelligenza del tuo lavoro: davvero meraviglioso! E volevo anche dirti che, per esperienza personale, non è impossibile far amare le storie ai bambini anche quando hanno ormai imparato a leggere e scrivere, e frequentano la primaria. Ho scritto “storie” non a caso. Comincio sempre da qui quando, per passione di libri e di bambini, vado a scuola a leggere per loro. La storia è dentro il pacchetto, dico loro, e va scartata: quando vi arriva un regalo non vi precipitate subito a scartarlo per vedere cosa c’è dentro? Ecco con le storie è lo stesso: bisogna scartarle dal libro, dal film, dalla canzone, dal racconto di una nonna, da uno spot. Oggi spesso per i bambini libro equivale a “libro di scuola” e quindi bisogna imbandire una ricca e gustosa tavola e procedere con tutti gli assaggi possibili per scoprire il gusto della lettura. E ti assicuro che arriva sempre il momento in cui alla fine ti supplicano, giuro, ti supplicano: ce la rileggi? Buona giornata. Ileana

      • didatticarte scrive:

        Grazie per il tuo contributo, Ileana. Bisogna essere molto pazienti ed appassionati per far scoprire la lettura nell’età in cui i pregiudizi verso i libri si sono radicati! Fai un lavoro davvero importante ed essenziale 🙂
        Continua così (e grazie per i complimenti!).

  2. Alessandra scrive:

    Naah! non è possibile che una scriva un lungo commento e che, se il captcha è sbagliato, il commento vada perso e non si possa recuperare! 🙁
    Dove va, poi? nell’etere? nell’iperuranio delle intenzioni?
    Delusa e seccata, lascio perdere e vado a farmi un tè consolatorio.

    • didatticarte scrive:

      Che peccato! Ho provato a cercarlo tra bozze e cestini ma non ho trovato niente. Sono sicura che avevi scritto delle riflessioni interessanti come sempre…
      Pazienza, alla prossima!

  3. Adonella scrive:

    Buongiorno, seguo con molto interesse il suo blog. Segnalo anche questa presentazione dell’oggetto “LIBRO” http://www.youtube.com/watch?v=xYKdvBupEPA .

  4. Post curioso e interessante.
    Complimenti per il blog e per la qualità dei contenuti 🙂

  5. Elio Manfredini scrive:

    Una persona che legga attentamente dalla A alla Z questo Post, si angoscia alla parola scritta. Giustamente.

  6. Mariella scrive:

    Devo veramente complimentarmi per il livello degli articoli trattati, davvero completi sotto il profilo culturale e didattico. Svariati sono gli spunti offerti per un’approfondimento e una riflessione su determinati argomenti che investono il mondo dell’arte, ma più in generale quello del linguaggio e della trasmissione dei messaggi. Sono una docente in pensione ma trovo molto interesse i vostri lavori e cerco di farli conoscere il più possibile ai miei colleghi che operano ancora, a volte anche con pochi stimoli ed entusismo, nel mondo scuola

    • didatticarte scrive:

      Grazie mille, Mariella. Hai individuato in maniera molto precisa gli obiettivi di questo blog. A volte perdo anch’io l’entusiasmo ma scrivere della scuola-che-vorrei mi stimola a crederci ancora!

      • Mariella scrive:

        Mai perdere l’entusiasmo quando si insegna, sarebbe come suicidarsi o meglio farsi uccidere intellettualmente dagli allievi che ci osservano continuamente e analizzano parole, atteggiamenti, sfumature per capire se crediamo in quello che diciamo loro. Io ho insegnato tanti anni e 23 di questi in una scuola media di un quartiere molto a rischio di Palermo. Ho cercato sempre di rinnovarmi, di non fare mai gli stessi percorsi nei contenuti e negli strumenti utilizzati, mi sono sempre rinnovata per trovare l’entusiasmo in quello che proponevo e poterlo trasmettere ai ragazzi. Ho sempre intrapreso con coraggio nuove esperienze, cercando di imparare per insegnare: ho raggiunto, malgrado tutte le premesse negative, prestigiosi traguardi con alunni per molti “già perdenti in partenza”. Insegnando loro infatti sono sempre stata convinta che non doveva negata loro la consapevolezza che il mondo della cultura si fermasse ai confini del loro mondo, ma lli ho sempre stimolati alla conoscenza per abituarli alla curiosità del nuovo, all’entusiasmo di mettersi alla prova per riuscire a rendere concreta la loro crescita intellettuale, culturale e civica. Ho insegnato materie letterarie ma, essendomi laureata con il professore Calvesi, ho sempre inserito l’arte nel mio lavoro, credendo fortemente all’interdisciplinarità di tutte le materie di studio per la formazione degli allievi. Grazie per avermi risposto e avermi consentito di aggiungere queste mie, spero non tediose, riflessioni

      • didatticarte scrive:

        Sono io a ringraziarti per la tua testimonianza. Sebbene insegni in un liceo scientifico la mia professionalità è spesso mortificata dal sistema in cui opero ed è facile arrendersi alla disillusione. Gli alunni, in questa situazione, hanno le colpe minori perché protetti e incanalati in un sistema che li sta progressivamente trasformando in clienti.
        Ma questa è una lunga storia. Una questione molto delicata e complessa che non posso trattare in questo spazio…
        Grazie ancora per l’incoraggiamento e un saluto affettuoso!

        PS Sono palermitana anch’io, ma adesso vivo al centro della Sicilia 🙂

  7. Mariella scrive:

    Complimenti ancora, fai davvero onore alla nostra terra (io sono di Salemi)! Non perdere mai l’entusiasmo, la vita ricompensa sempre i coraggiosi e i ragazzi non dimenticano mai gli insegnanti che li hanno amati e stimati. Se poi si aiutano anche i docenti a fare il loro lavoro con competenza…cosa c’è di più meritevole?

  8. silvia scrive:

    utilizzo il tuo sito ed il blog anche per gli alunni delle medie inferiori a cui insegno ( o cerco di insegnare) arte e immagine.
    Quando anche i messaggi di tipo culturale accettano i tempi della pubblicità commerciale si verifica quello che scrivi: “slogan banali collegati ad immagini stereotipate”, povertà di idee e incapacità creativa, scarsa dimestichezza con il “prodotto”, si percepisce l’ignoranza di fondo di copy e pubblicitari e la grande distanza dall’amore per la lettura.
    bene ho finito il mio pistolotto, ti dichiaro la mia grande ammirazione, e nomino te e il tuo blog i migliori materiali di arte che abbia trovato finora nel mare immenso della rete, e ho cercato, ti assicuro che ho cercato…

    • didatticarte scrive:

      Grazie mille per l’apprezzamento, Silvia!
      Il problema della povertà creativa e immaginativa è molto evidente nei nostri studenti ma è giustificato dalle limitate esperienze visive. È grave però quando anche gli adulti che utilizzano la comunicazione visiva per mestiere abbiano una cultura dell’immagine molto stereotipata: non faranno altro che consegnare alle nuove generazioni un bagaglio iconico sempre più povero e retorico innescando un progressivo scadimento della cultura visiva.
      Altro che civiltà dell’immagine… quello dei nostri tempi è un analfabetismo visivo che in epoche precedenti non si era mai visto!

  9. Mauro Boccuni scrive:

    Parlavo giusto ieri con un amico di quanti io dissenta dalle tante letterature pensate “PER” fasce di età. Non mi ricordo di avere cominciato a leggere “libri” pensati per quando ero un bambino. Il primissimo ricordo legato ad un libro è un senso di eccitazione per i tanti scrignetti di carta conservati in una libreria inizio novecento che i miei zii avevano ridipinto di verde acceso! Trovavo questo gesto così “figo”, forte, mi strizzava l’occhio a saltare la staccionata cosa che feci – pensate – nientedimeno che con un libro di francese per la scuola! E che odore che avevano tutti quei libri dai quali a volte cadevano fotografie, cartoline, appunti. Cominciai così a saccheggiare le librerie di casa mia, quelle delle biblioteche Olivetti a Ivrea dove vivevo. Ecco, un’ultima cosa da dire, molto importante. Io sono nato e vissuto in una piccola cittadina di provincia ricca di terreni per la vita culturale. Questo ha fatto la differenza. Una Politica assente su questo piano commette un crimine per le generazione future.

    • didatticarte scrive:

      Grazie per queste riflessioni, Mauro. L’ambiente in cui si cresce è davvero determinante e crearne uno stimolante è una responsabilità, oltre che politica, anche individuale, delle famiglie e degli educatori.

  10. simonetta scrive:

    Condivido soprattutto che ” un fruitore che ami la cultura possa trovarla anche in rete e in TV”. Il tuo, un blog da condvidere nelle sue linee e nelle mie corde di Prof datata – in pensione da poco tempo- che ha sempre reso stimolante ogni argomento proposto, così da rendere la lezione un ricerca multidisciplinare sui famosi saperi
    buon lavoro
    simonetta

  1. 28 febbraio 2014

    […]   […]

  2. 12 marzo 2016

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