Quel falsissimo van Gogh…

Dopo aver scritto su questo blog del falso Bouguereau, ho promesso che mi sarei occupata di un falso van Gogh. In verità non ce ne sarebbe bisogno: è davvero difficile scambiare quell’immagine per una tela del buon Vincent, eppure quell’attribuzione (come al solito accompagnata da data di esecuzione) dilaga in rete senza freni e in tanti la pubblicano commentando “il quadro più bello di van Gogh” (sgrunt…).
L’immagine di cui parlo (la cui qualità è pessima su qualunque sito) è questa. Titolo “Vento“. Anno 1883 (!).

L’ho rivista poco tempo fa sul profilo di una tipa che, dopo che un commentatore aveva messo in dubbio l’attribuzione dal punto di vista stilistico, ha risposto piccata: “Se l’ho scritto è così! Cercalo sul web!”. E il malcapitato interlocutore, dopo qualche minuto: “Sì, è vero, hai ragione”. Ma il problema è SAPERE cercare sul web.

E io l’ho fatto. Armata di santa pazienza ho messo in pratica quella benedetta ricerca inversa che vi ho spiegato tanto tempo fa, considerando anno per anno, in cerca della prima occorrenza di quell’immagine. Sono partita dal 2000, ma il falso compare per la prima volta solo nel 2005, su un sito di energie alternative, e senza nessuna attribuzione.

Dopo non ricompare se non nel 2008, su un blog di poesie e testi di canzoni. E stavolta riporta la dicitura Vincent van Gogh. Manco a dirlo, non è esattamente un sito di cultori dell’arte…

Ma andiamo avanti. Nel 2009 l’immagine appare dentro un video di YouTube, senza alcun cenno al pittore olandese.

Nel 2010 invece, il “quadro” viene battezzato con il suo bravo titolo su un sito che con l’arte non ha nulla a che vedere. Tuttavia altrove è ancora pubblicato senza attribuzioni.

Nel corso del 2011 il fenomeno si estende. Ormai è assodato che si tratti di “Vento” di Vincent van Gogh…

Nel 2012 i primi guai… il falso van Gogh è al centro di laboratori e forum creativi, usato come esercizio per ispirare la scrittura (!).

Un anno dopo il danno è fatto. A partire dal 2013 il presunto van Gogh si trova sul sito di una scuola (!!!), sulla copertina di un libro (ma dove avranno trovato la versione in alta risoluzione adatta alla stampa?) e, ahimè, su Pinterest, dove sbuca anche la fantasiosa data di esecuzione nel 1883.

Di libri con quell’immagine ne ho trovati ben quattro. Uno di questi riporta addirittura in quarta di copertina l’attribuzione a van Gogh (ma non so gli altri perché non erano disponibili altre pagine).

A proposito, ma quel famoso 1883 da dove salta fuori?
Beh, il Nostro un dipinto con il vento, giusto quell’anno, pare che l’abbia fatto. Ma si tratta di “Albero piegato dal vento“, un’opera trafugata di cui restano poche immagini molto rovinate.

Appurato dunque che questo misterioso “Vento” di van Gogh abbia fatto il suo ingresso in rete in forme tutt’altro che ufficiali, proviamo a spulciare le raccolte delle opere autografe. Ebbene: non è presente né nella lista di Wikipedia, né nella galleria con l’opera completa e nemmeno su WikiArt.
D’altra parte dovrebbe insospettire subito il fatto che per un autore così noto e così analizzato, di questo lavoro non si conoscano né le dimensioni né il luogo di conservazione

Ma per chi ancora non fosse convinto (e so che ce n’è) facciamo una piccola analisi stilistica. Vediamo come dipingeva van Gogh nel 1883, giusto per capire se la collocazione temporale è verosimile.
In quella data il pittore è ancora agli inizi, sta cercando il suo linguaggio. La stesura del colore è piuttosto compatta, con una preferenza per i toni scuri. Non c’è traccia della pennellata visibile e materica che tutti conosciamo in Notte stellata (che infatti è del 1889).

Per confronto vi rimetto qui sotto il falso.

Andiamo avanti senza tenere conto della data. Chiaramente ciò che trae in inganno è proprio il quadro che ho nominato poco fa e cioè Notte stellata. Quella sorta di spirale nel cielo ricorda i vortici del celebre notturno. Solo che è dipinta come se fossero dei veli che si attorcigliano e non con pennellate grosse e separate. Un cielo del genere van Gogh non l’avrebbe mai fatto!

Inverosimile anche il paesaggio, che sembra ripetere il motivo della spirale ma che è lontanissimo da tutti i campi coltivati di van Gogh.

Anche sulla tavolozza ci sarebbe molto da ridire. Ecco un rapido confronto.

Nonostante qualsiasi evidenza, tempo fa, correggendo l’attribuzione su Facebook, il tipo che l’aveva pubblicato mi ha risposto con tono di sfida: “E allora dimmi di chi è”, quasi che l’assenza di attribuzioni alternative diventi automaticamente una certificazione di autenticità.
Ebbene, come è emerso dalla mia ricerca, non ci è dato saperlo. Ma questo non cambia nulla. Un falso non diventa originale solo perché non si conosce il falsario.

Poi c’è quella simpatica categoria di irriducibili che, anche se hai spiegato che quella roba non è di van Gogh, chiude ogni discussione con un lapidario “Che sia o meno di van Gogh, è bellissimo!”.
Io li trovo teneri ed esilaranti, perché pur di non darla vinta – come se la falsità dell’opera fosse un’offesa personale – spostano il discorso su un altro piano (e cioè la piacevolezza o meno di quell’immagine) che nulla ha a che vedere con l’argomento. È come se di fronte all’affermazione “due più due fa quattro” rispondessero “non importa, io preferisco la parmigiana”. Ok amico, anche a me piace la parmigiana (al mio fegato un po’ meno), ma sei fuori tema, la tua risposta non è pertinente.

Naturalmente non ce l’ho con quelli che – del tutto inesperti – pubblicano un falso. Ma la loro ingenuità può fare gravi danni. Proprio perché inesperti dovrebbero fare più attenzione.
Invece di prendere le immagini “dal web”, è meglio andare sui siti accreditati. Magari possono esserci delle sviste pure là (persino nei musei circolano tanti falsi, chiaramente ben fatti), ma di sicuro non si incappa nel fantomatico Vento di van Gogh. Ho preparato una pagina apposta… non ci sono più scuse!

 

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20 Risposte

  1. Luisa ha detto:

    Povero Van Gogh….non ho altro da commentare. La tua analisi dimostra ancora una volta la passione e l’amore che hai per questa materia.
    Grazie infinite.

  2. Alessia Ferrari ha detto:

    Davvero interessante, complimenti per la ricerca e l’esposizione molto chiara e convincente!

  3. Alba ha detto:

    Bellissima dissertazione sull’amato Vincent. Complimenti sempre per gli interessanti articoli.

  4. Antonietta ha detto:

    Hai ragione…..Van Gogh non l’avrebbe mai dipinto!

  5. Valeria ha detto:

    È sempre un piacere leggerti. Grazie

  6. Mercedes ha detto:

    Si capisce al primo colpo d’occhio. .. Grazie Emanuela

    • Grazie a te Mercedes. Il riconoscimento a colpo d’occhio avviene solo se si ha un minimo di familiarità con van Gogh. Cosa che non è diffusa come sembra, tant’è vero che quest’immagine ha impestato la rete! 😉

  7. Andrea ha detto:

    Interessantissimo come al solito.
    E potrebbe essere lo spunto per riflettere che TUTTE le informazioni sul web vanno sottoposte ad analisi critica.

  8. ANNAMARIA CAVALLACCI ha detto:

    Al primo sguardo si capisce che è un falso!!! Spaventosa ignoranza! La sua ricerca è molto interessante, la ringrazio.

  9. Angela Mirto ha detto:

    Ciao Emanuela. Oltre che “divertenti” queste tue escursioni sono particolarmente meritorie. Bravissima: è davvero fondamentale aiutare i “distratti” a capire quante idiozie finiscono per affermarsi e diffondersi solo perchè nessuno si fa mai domande o prova a fare una verifica. <3

  10. Marino Calesini ha detto:

    Bella ricerca. Grazie

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