Metodo di studio, questo sconosciuto!

Spesso noi docenti ci lamentiamo del fatto che gli studenti non abbiano un metodo di studio… ma glielo abbiamo mai insegnato? Perché pensiamo che debbano inventarlo da soli?

Nel tentativo di colmare questa lacuna ho proposto ai miei alunni alcuni incontri su questo argomento. Ho trovato ottimi materiali prodotti dall’Università degli Studi di Milano all’interno del progetto “Lo studente strategico”.

L’approccio è molto completo: si affronta il ruolo della motivazione e dell’autostima nell’affrontare lo studio, si analizzano i fattori che confluiscono nel metodo di apprendimento (organizzare il tempo, scegliere il luogo adatto, studiare da soli o in gruppo, prendere appunti, analizzare, comprendere, creare linee del tempo, disegnare mappeusare la memoria visiva, applicare), si individuano le strategie per superare verifiche ed esami.

Da questo progetto (indirizzato peraltro a studenti universitari) ho tratto una presentazione più sintetica e mirata a studenti liceali“Imparare ad imparare” è forse lo sforzo maggiore che chiediamo ai nostri alunni. Ma una volta appreso questo, studiare diventerà, se non facile, sicuramente efficace e produttivo!

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12 Risposte

  1. Giuseppe ha detto:

    Ho 70 anni come Giuseppe, che, come si dice: “mi ha tolto la parola di bocca”. Esperienza identica alla sua, con lo stesso “unico” metodo. Peccato che a quei tempi non avevamo questi mezzi e strumenti, peccato, forse preparavamo, per figli e nipoti, anche una vita più ordinata e migliore ….

  2. Giuseppe ha detto:

    A 70 anni rimpiango di non aver avuto questi strumenti durante la mia vita scolastica. L’unico metodo che (mi ricordo) di essermi inventato è stato quello di studiare “prima della lezione” il capitolo successivo che doveva essere oggetto della lezione stessa, in modo da essere un pò più preparato sull’argomento (e chiedere lumi, nel caso, al prof.). L’argomento “Metodo” è grande quanto il concetto di “Studio” in senso lato. Grazie, queste spiegazioni le segnalo a figli e nipoti. Grazie per la fatica e l’impegno profuso. Giuseppe

  3. Giorgia ha detto:

    Splendido blog,
    complimenti! Mi ritrovo moltissimo nelle tue pubblicazioni, grazie
    giroxia

  4. didatticarte ha detto:

    Grazie Valentina e Giorgio.
    Sono fermamente convinta che insegnare-ad-imparare venga prima di insegnare-qualsiasi-altra-cosa. È un tema che continuerò ad approfondire.
    Per i ragazzi di scuola media credo che sia una faccenda leggermente diversa: probabilmente è difficile chiedere loro di saper prendere appunti (hanno capacità di concentrazione minori), però si può provare a far annotare durante la lezione alcune frasi, alcuni punti sul quaderno, magari scritti alla lavagna dal docente (lo faccio anch’io con i miei liceali).
    E poi credo che sia importante insegnar loro ad essere ordinati: utilizzare quadernoni ad anelli, uno per materia, con le buste per inserire ricerche, fotocopie, mappe disegnate a mano e poi compiti di quella materia ed altro.

  5. Giorgio Mici ha detto:

    Grazie del link… davvero interessante.
    Soprattutto della tua “presentazione sintetica per studenti liceali”, curata, puntuale e preziosa.
    Proverò a farne una rielaborazione ancora più essenziale ad uso dei ragazzi di scuola media, sebbene scendendo d’età gli elementi di contatto divengano sempre meno.
    Bravissima!

  6. Valentina ha detto:

    Davvero interessante questa disamina del metodo di studio suggerita dall’Università di Milano. Molti dei contenuti proposti sono utili anche nel mondo del lavoro. Direi, inoltre, che temi quali l’autostima e la CNV, che vengono qui affrontati, siano utili anche nella vita quotidiana.

  7. Teresa Carloni ha detto:

    vado subito ad esplorare! ( meglio, andrò dopo aver cotto lacicoria per cena… 😀 )

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