Il volto nell’arte tra realismo, idealizzazione, stilizzazione ed espressionismo

La rappresentazione del viso umano nella storia dell’arte è un argomento complesso ma affascinante. Uno di quelli che si possono affrontare in maniera filosofica e dotta oppure in modo più intuitivo e sensoriale.

Se volete approfondire la materia secondo il primo approccio non posso che consigliarvi la lettura dei numerosi testi di Flavio Caroli dedicati alle varie declinazioni del volto umano: dalla fisiognomica al viso di Cristo, dal rapporto volto-anima alla storia del ritratto dal Rinascimento ad oggi…

In questo post voglio provare, naturalmente, con il secondo approccio, quello che ritengo più utile dal punto di vista dell’efficacia didattica. Allora cominciamo subito con un video: una delle “analisi” più stupefacenti è, infatti, quella che Philip Scott Johnson, digital artist americano, ha realizzato montando in un unica sequenza “Cinquecento anni di ritratti femminili nell’arte occidentale”.

Nel video “Visages d’art”, invece, epoche e culture si mescolano sapientemente per un risultato ancora più spettacolare!

E se volete vedere dal vero una splendida carrellata di ritratti, avete ancora tre giorni per visitare la mostra ai Musei Capitolini di Roma dal titolo “Ritratti. Le tante facce del potere” riguardante il ritratto scultoreo in età romana e la sua funzione celebrativa.

Nell’ottica del learning by doing, però, non basta lasciarsi stupire dalle immagini ma produrne di proprie. Ecco allora l’esercizio grafico per eccellenza: il ridisegno del volto e delle espressioni. Per fare ciò ci vengono incontro decine e decine di siti e blog con utili suggerimenti per principianti.

Non si diventa, probabilmente, bravi come Leonardo da Vinci (suoi sono i disegni che vedete qui sotto), ma si imparerà a riconoscere le proporzioni e l’armonia dei volti.

È un esercizio istruttivo anche per chi avesse intenzione di produrre volti stilizzati o deformati ispirandosi a Modigliani, all’arte cicladica, a quella africana o medievale…

È evidente come, nella storia dell’arte, la raffigurazione del volto (maschile o femminile che sia) mostri un’alternanza di fasi che passano essenzialmente dal realismo all’idealizzazione, dalla stilizzazione dei tratti alla loro deformazione espressionistica.

Per comprendere meglio questo percorso ho realizzato un’infografica basata sulla linea del tempo. A sinistra le date, al centro le opere, a destra le didascalie. Andando dall’alto verso il basso si può andare avanti nel tempo e, se vi interessa scaricare l’immagine in alta risoluzione, basta cliccare su di essa. Buona visione!

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41 Risposte

  1. ciro ha detto:

    BELLISSIMO E INTERESSANTE. COMPLIMENTI

  2. silvia ha detto:

    esattamente come avrei voluto che fosse

  3. nicola ha detto:

    splendida infografica! con quale software è stata creata?

  4. maestroale ha detto:

    Veramente interessante. Complimenti!

  5. elisa ha detto:

    Grazie per la condivisione, utilizzerò il tuo lavoro con i miei studenti!
    Elisa

  6. Francesco Crapanzano ha detto:

    Fantastica opera didattica!!!!! Complimenti.

  7. Francesco Crapanzano ha detto:

    Resto in attesa della definizione.

  8. luigi ha detto:

    COMPLIMENTI PER QUESTE PAGINE MOLTO ISTRUTTIVE.
    CON I MIEI ALUNNI STIAMO LAVORANDO SULLA VESTIZIONE ( IN SENSO DI VESTITI ) IN CHIAVE MODERNA DELLA STATUE CLASSICHE HAI QUALCOSA IN MERITO?

  9. Davide ha detto:

    Ammirevole il tuo lavoro, non è facile mettere insieme tutte le informazioni che ci arrivano dal web a volte confuse e spesso isolate.
    Una domanda, la scelta dei temi come avviene? Casuale o esperenziale?
    La didattica e in particolare i lavoro con i tuoi ragazzi ti stimola ?
    Lo trovo interessante ed efficace, mi servirò del tuo lavoro, grazie!

    • didatticarte ha detto:

      Ti ringrazio per i complimenti, Davide.
      In effetti la scelta dei temi è molto varia… spesso nasce da argomenti affrontati in classe o che penso di trattare. In altri casi sono stimoli di altra natura, ricerche personali che vogli approfondire, argomenti visti sul web, ascoltati in TV… Questa dei volti, ad esempio, è una mia personale passione (come ti sarai accorto dalla copertina del blog).
      Il lavoro fatto in aula mi stimola tante ricerche… peccato che a scuola non ho lim nè aule informatiche per cui è molto difficile proporre i percorsi che elaboro! Io intanto li butto giù, prima o poi li utilizzerò 🙂

  10. Federico Bruno ha detto:

    Complimenti bell’articolo! La rappresentazione del volto nell’arte si ferma solo al 1967?

    • didatticarte ha detto:

      Il volto nell’arte continua ogni giorno… io mi sono fermata lì perché più o meno è dove arrivo con il programma di storia dell’arte del quinto anno 😉

  11. Lorenzo Castelnuovo ha detto:

    Ma Michelangelo è da considerarsi già manierismo?

    Nel senso: non si consideravano sotto questo nome tutti quegli artisti post-michelangioleschi che generarono un periodo vero e proprio della storia dell’arte chiamato Manierismo, che si intende come la svolta al rinascimento, considerando quindi Michelangelo un artista tardo-rinascimentale che ha segnato la svolta?

    • didatticarte ha detto:

      Credo che Michelangelo faccia parte sia del Rinascimento che del Manierismo.
      Non che ci sia scritto da qualche parte… ma quando comincia a torcere le sue figure o ad inventare membrature architettoniche “bizzarre” come nella Biblioteca Laurenziana secondo me mostra tutti i tratti tipici dei manieristi veri e propri.
      Probabilmente è una mia interpretazione personale, però 😉

      • Lorenzo Castelnuovo ha detto:

        Ho capito. Grazie mille e comunque complimenti per gli articoli, sono davvero molto interessanti! 🙂

  12. Feliciana ha detto:

    Tu si che meriteresti una lim…i miei ultimi anni al mio liceo classico mi sono veramente sbizzarrita, capisco il tuo bisogno. Complimenti per la proposta, al di la del titolo dei testi citati io non apprezzo molto Caroli.

  13. maddalena ha detto:

    bellissimi i tuoi articoli, sempre. grazie davvero. Non riesco a far funzionare il link “siti blog”…se clicco mi da sempre errore pagina non trovata.
    Grazie e alla prossima 🙂

  14. Giulia ha detto:

    articolo molto interessante. L’escursus temporale del mutare del volto al mutare delle epoche e’ affascinante

  15. Michele ha detto:

    Muito legal! Parabéns!!!
    Estou pesquisando sobre a diversidade humana na arte. Procuro livros ou artigos para fundamentar a pesquisa. Conhece algum? Poderia me indicar? 🙂

  16. Max ha detto:

    Bellissima sintesi! Grazie!

  17. isabella fisicaro ha detto:

    molto gradevole

  18. Cecilia ha detto:

    Complimenti ! Sono una giovane laureata in Beni Culturali con un Master in Didattica dei Beni Culturali, La ringrazio davvero per i suoi “racconti”!

  19. Gianfranco ha detto:

    http://digilander.libero.it/scuolarodari.oleggio/colora/VOLLARD%20PICASSO.jpg
    ….Tra i potenti, re e regine, personaggi storici più immortalati dai grandi maestri, fa eccezione il caso originale di Ambroise Vollard, mercante d’arte. Picasso, Cezanne, Renoir, alcuni dei Nabis e altri realizzarono memorabili ritratti di quest’uomo apparentemente sconosciuto ai più.
    Consiglio agli appassionati la lettura del suo “Memorie di un mercante di quadri”. Manie, lati sconosciuti, aneddoti, aforismi, spaccati di vita vissuta dei Degas, Renoir, Picasso, Cezanne, Monet, Manet, Redon, Pissarro e tutti gli altri grandi Maestri della “bell’epoque” parigina. Ne sto ultimando ora la lettura: arguto “orecchio da mercante”, Vollard riporta indietro nel tempo a partire dallo scandalo destato dalla pittura di avanguardia il cui nome era allora innominabile in società: impressionismo.

  20. Gianfranco ha detto:

    …Degas ad esempio non tollerava il profumo floreale; buffo il caso in cui fu invitato a pranzo e i suoi ospiti inconsapevoli fecero a gara nel riportare sulla tavola in suo onore lo stesso vaso di fiori che lui invano aveva cercato di far allontanare.

  21. Gianfranco ha detto:

    L’altro tema interessantissimo è il mercato: collezionisti folli, speculatori, mode, mercanti, ricchi magnati, familiari ed eredi ignoranti… eccome se esisteva un mercato! Eccome se gli artisti (anche i più grandi) ne venivano alimentati! Eccome che il successo, anche economico, contava…

    • L’idea comune è che nel passato l’arte non avesse nulla a che vedere coi soldi (e per questo fosse più ‘vera’) e che quella attuale sia frutto del mercato. È un’idea consolatoria ma del tutto errata.
      Tanto per fare cifre da star: nel Settecento GB Tiepolo prese l’equivalente di un milione e mezzo di euro per affrescare la reggia di Wurzburg. Nello stesso secolo Federico Augusto di Sassonia pagò una cifra spropositata pur di avere la Madonna Sistina di Raffaello, che ora si trova a Dresda.
      E in tanti sostengono (e io concordo) che senza la committenza danarosa dei Medici, non ci sarebbe stato nemmeno il Rinascimento!

  1. 30 giugno 2014

    […] la faccenda  dei ritratti vi intriga (potrebbe: è in effetti affascinante) guardatevi questo bel post di Emanuela Pulvirenti. E se in particolare vi intriga l’idea dello sguardo che viene riguardato, date un’occhiata a […]

  2. 9 agosto 2014

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